Per una persona irripetibile e inviolabile

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Due spettri insidiano la Pedagogia. La mondializzazione delle conoscenze, generata dal consumo no/stop di Video e di Internet, sta riducendo le cifre della “singola rità” della Persona: costretta a deporre le armi esistenziali del pluralismo e della diversità. Ovvero, a omologarsi negli stretti sentieri di un unico modello di vita: il corpo unico (imposto dalle silhouettes televisive), il piatto unico (imposto dai fast-food), l’abito unico (imposto dalle multinazionali dell’abbigliamento), il sentimento unico (imposto dagli alfabeti amorosi delle Fiction e delle Telenovelas), il week-end unico (imposto dagli intrattenimenti domenicali dei Talk-Show).

L’insieme di queste monoidentità esistenziali porta al tragico avvento di un’umanità massa: omologata, asfaltata, catramata, liquida.

Di qui l’emergenza Educazione. E la sua sfida. A partire da una Pedagogia che sco mmette le sue fiches sulla roulette di un soggetto/Persona: evitando di lasciare vi a libera all’avvento – esistenzialmente devastante – di un soggetto/Massa. A una donna e a un uomo standardizzati e dal pensiero unico. Attori inconsci non solo di modelli di vita sociale (alimentazione, abbigliamento, fitness,tempo libero), ma anche – e soprattutto – di modelli collettivi connessi ai modi di interagire, di progettare, di decidere e di sognare.

Il pensiero unico. La mondializzazione delle conoscenze – generata dal consumo n o/stop di Video e di Internet – sta riducendo la qualità formativa della Scuola pubblica.

In particolare, la Buona/Scuola renziana intende darle un volto aziendale. Questa insidiosa deriva anziché cucinare saperi critici e plurali – è la sua mission autentica – viene costretta su binari cognitivi e relazionali dogmatici e conformisti.disumano

Di qui lo stampo di allievi pappagalli e signorsì. Pronti a fare il controcanto agli speakers della classe: l’insegnante, il libro di testo, il computer.

Non solo. Il sistema di Istruzione renziano abbandona un profetico altare etico/sociale (sul quale si celebra l’amicizia, la cooperazione e la cura dell’altro-da-sé) per convertirsi in una palestra di competitività e di selezione. L’idea perversa è di imporre la Meritocraziacome metodo di istruzione. Cancellando il dialogo e la solidarietà nella vita scolastica e intossicando i luoghi della Formazione di dinamiche  ntagonistiche e conflittuali: sicure apripista per l’aggressività e la violenza.

Per concludere. La Buona/Scuola renziana somministra alle giovani generazioni i l farmaco miracolistico di nome Scuola/Azienda. Consiglia un diluvio di spot pubblicitari tramutando l’Istruzione pubblica a ruota di scorta delle imprese e dei mercati. Siamo alla telenovela un po’ fantozziana dei padroni del vapore: tragica e co mica, insieme. Via dal sistema di istruzione ogni suo gioiello culturale perché costoso e non remunerativo per il mondo del lavoro. Meglio, le forbici. Basta un’istruzione tutta-nel-banco in silenzioso ascolto della lezione del docente e cliccando il computer nel quale giace – inanimato – anche il libro di lettura).

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