L’amore che c’è in “La forma dell’acqua” di Guillermo Del Toro

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Guillermo Del Toro arriva ad una sintesi perfetta del suo cinema fantastico, ma appoggiato all’oppressione della realtà. Qui l’acqua prende la forma dell’amore, l’amore romantico e carnale, ma anche l’amore per il cinema. Nominato a 13 statuette, arriva da favorito alla serata degli Oscar.

la forma dell'acqua_oscar

La forma dell’acqua (tit. The Shape of Water)

Regia: Guillermo Del Toro
Sceneggiatura: Guillermo Del Toro
Soggetto: Guillermo Del Toro

Paese: Stati Uniti
Genere: drammatico, romantico
Durata: 119 minuti

Interpreti:
Sally Hawkins: Elisa Esposito
Michael Shannon: col. Richard Strickland
Richard Jenkins: Giles
Doug Jones: uomo anfibio
Michael Stuhlbarg: dott. Robert ‘Bob’ Hoffstetler / Dimitri
Octavia Spencer: Zelda Delilah Fuller

Consigliato a: romantici di ogni specie, a chi ha motivo per sentirsi diverso, emarginato, unico
Sconsigliato a: a chi come unico sogno ha quello di farsi il macchinone

Militari spietati e neanche il fascino della divisa

Militari spietati e neanche il fascino della divisa

Baltimora, 1962, in un laboratorio della Nasa arriva un essere anfibio, una specie di mostro della laguna catturato in Amazzonia dove era venerato come un dio dagli indigeni. Siamo in piena guerra fredda, i russi hanno appena mandato un cane nello spazio e stanno per installare missili a Cuba e gli americani non possono essere da meno, così questo essere mostruoso e magico diventa oggetto di esperimenti per un ipotetico impiego militare.

In questo contesto si inseriscono le battaglie personali dei protagonisti del film, persone tenute ai margini di una società occupata a inseguire sogni fatti di Cadillac e di supremazia sul nemico comunista. Elisa è una donna delle pulizie del centro ricerche, muta dall’infanzia per un incidente. Vive in un appartamento sopra a un cinema. come vicino di casa ha Giles, un artista estromesso dal lavoro ed emarginato perché omosessuale. La voce di Elisa è la sua collega e amica Zelda, una donna di colore che deve sopportare un uomo che più che un marito è una zavorra. L’incontro tra i “freak” Elisa e il mostro anfibio sfocerà in una storia romantica e carnale che sfiderà in cinismo e la brutalità dei militari simbolo di una società presa a rincorrere un effimero e superficiale sogno americano.

Anche senza parole, il messaggio arriva forte e chiaro

Anche senza parole, il messaggio arriva forte e chiaro

Grazie anche a  eccellenti prove degli attori (dal cattivo Michael Shannon alla tenera e determinata Sally Hawkins), Guillermo Del Toro arriva a una magnifica sintesi del suo cinema ricco di incursioni fantastiche in un contesto storico cupo e opprimente. I suoi emarginati lottano per affermare la propria umanità e i propri sentimenti. Ne esce una bellissima storia d’amore, romantica e carnale, in un mondo in cui, nonostante tutto, ci si può voler bene e ci si può riconoscere in una umanità varia e disgraziata.

L'amore prende la forma dell'acqua. E viceversa

L’amore prende la forma dell’acqua. E viceversa

Il film è ricco di riferimenti più o meno dichiarati: dal mostro della Laguna al favoloso mondo di Amelie, da La Bella e la Bestia ai tanti schermi che arricchiscono il film e dichiarano un amore smisurato per il cinema e per il suo periodo d’oro. Resta però soprattutto il film del suo autore che l’ha pensato, scritto e diretto con una personalità e una cura dell’immagine che ci rapiscono e ci regalano una favola fantastica e realistica al tempo stesso, ricca di sorprese visive e di sentimenti profondi.

 

 

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Cosa ne è stato scritto

  1. Maria Teresa

    Visto. Bel film. “…favola fantastica e realistica al tempo stesso”…sì, (azzardo!) ricorda il realismo magico letterario latinoamericano.

    Rispondi

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