Ehi giornalista!

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Resoconto di un giornalista italiano anonimo…

<<Ho fatto un salto al World economic forum di Davos, in Svizzera, in mezzo ai ricconi del pianeta.
Ambiente conviviale, pacato, dove tutti parlano come se fossero vecchi amici.
Sono andato lì per capire cosa ne pensano dei vari casini che stanno succedendo nel mondo e di cui direttamente o indirettamente ne sono in gran parte responsabili.
Conversando con alcuni di loro, il sentimento dominante era lo stupore. Stupore nel vedere che non esiste alcuna rivolta. Altri invece più cinici se la ridevano allegramente. Ad un certo punto mi ferma un americano, sulla 50ina, CEO di una grossa multinazionale e mi fa

- Sai perché non succede niente? Perché nessuno ci fa niente? Semplicemente perché non hanno alternative -
- O se ce le hanno, diciamo che la nostra gli piace di più – gli fa eco ridendo il suo amico canadese, grosso industriale. Che prosegue – In fondo siete tutti pagati da noi. Sai a quante persone do lavoro io? Credi davvero che sarebbero disposte a rinunciare allo stipendio per qualche senso di giustizia? -

Un europeo, alto snello, finanziere sulla 40ina si intromette e dice
- Tu magari non lavori per noi, ma immagino che ti fa comodo il benessere che produciamo, vero? Dove li fai gli acquisti? Fammi indovinare, su Amazon, eh? Tu risparmi due soldi, Bezos si arricchisce, gli operai lo pregano per un posto et voilà – risate generale del gruppo – Oppure lo smartphone che hai in mano. Composto da terre rare esportate da un regime, quello cinese, che bastona i suoi simili. Ma mica vorrai rinunciare a wazzup? Non puoi, a meno di fare il barbone asociale – Sorriso smagliante dell’europeo che ci ha preso gusto.

Ma di colpo l’americano alza la voce – Senza contare poi l’invidia. Se potessero, tutti quelli che si lamentano sarebbero esattamente al nostro posto, a fare le stesse porcate. Infatti ogni 2×3 mi ritrovo qualche leccaculo che mi prega per un lavoro nell’azienda X o Y, per una promozione -

Ad un certo punto si avvicina un italiano, non identificato. Anche lui 50enne, forse banchiere, finanziere, che è stato tutto il tempo ad ascoltare in silenzio. Gli altri paiono essere intimoriti da lui. Sembra uno dei veri pezzi grossi di Davos
- Ehi giornalista, hai visto quello che sta succedendo in Italia? -
Pensoso gli dico – A cosa si riferisce di preciso? -
Lui con un mezzo sorriso – Parlo del troglodita imbevuto di ideologia che ha sparato a Macerata. Hai visto quante reazioni? Quanta indignazione? In un certo senso siete commoventi. Vi scannate, vi insultate su i social, ogni tanto qualcuno esce fuori di testa e spara…. quanta emotività – afferma in modo gelido senza alcun sorriso – ma la cosa curiosa, parafrasando Stalin, è che 6 neri feriti sono una tragedia universale. Un milione di neri morti, per colpa mia e dei miei soci, sono una statistica. Una fredda statistica. Curioso, no? -

Realtà o finzione?

P.s. ad un certo punto mi prende sottobraccio l’europeo finanziere e mi fa – Senta, ma vedo che lei è uno in gamba ed è pure un giornalista precario. Non vorrebbe fare un salto in un posto migliore? Laggiù vi è il CEO di un grosso gruppo editoriale anglosassone. Sono sicuro che la possiamo aiutare. Noi aiutiamo sempre gli uomini di buona volontà – sorriso smagliante a 34 denti – Ma mi raccomando, si compri un buon gessato e usi parole accorte. L’abito fa il monaco. Se lo ricordi. -

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