Avete veramente rotto il c…

6
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Quando nel giugno 2006 arrivai a Barcellona, dove sarei rimasto per oltre un anno e mezzo, rimasi colpito dalla quantità di volantini che annunciavano appartamenti in vendita. L’Euro era entrato in vigore solamente da quattro anni ed i prezzi erano ancora in pesetas (la vecchia moneta spagnola). Incuriosito, feci qualche calcolo per sapere quanto potesse costare un appartamento a Barcellona. Dovetti ripetere i calcoli un paio di volte. Ma non c’era dubbio riguardo al risultato: i prezzi erano esorbitanti, ingiustificatamente ed esageratamente alti anche per chi, come me, veniva da Bologna, che non è esattamente una città dove le case vengono vendute a prezzi stracciati.

Strada barcellonese.

Strada barcellonese.

Insomma, non era necessario essere raffinati esperti di finanza immobiliare per comprendere che, in buona parte del Regno di Spagna, era in atto un’enorme bolla immobiliaria e speculativa che, sarebbe scoppiata a breve. Eppure, nonostante questo, regnava l’euforia e l’ottimismo. Conobbi presto diverse persone che andavano in banca, chiedevano un prestito gigantesco che veniva loro allegramente concesso nonostante non avessero ancora posizioni lavorative solide, e si compravano un appartamento, indebitandosi per decenni. Perché tanto l’economia ed i prezzi crescevano, apparentemente senza sosta. Alcuni dei miei amici, dopo aver comprato l’appartamento, lo rivendevano dopo pochi mesi perché il suo valore era già aumentato. Lo chiamavano “il trampolino” perché, con quella compravendita ci si poteva lanciare verso nuove e più alte vette economiche. Tutto cresceva e tutto andava bene.

José Luis Rodríguez Zapatero è un politico spagnolo, primo ministro della Spagna dal 2004 al 2011.

José Luis Rodríguez Zapatero è un politico spagnolo, primo ministro del Regno di Spagna dal 2004 al 2011.

Simbolo di quell’ottimismo era José Luis Rodríguez Zapatero, il primo ministro in carica all’epoca. Giovane, sorridente e moderno, Zapatero irraggiava speranza e fiducia in una politica ed in un mondo migliore. La sua incarnazione con l’ottimismo spagnolo era tale che, quando pochi anni dopo, la prevedibile crisi arrivò, Zapatero non solo si rifiutò per mesi di utilizzare la parola “crisi” (quando lo fece, il principale quotidiano spagnolo, “El Pais”, mise la notizia in prima pagina), ma invitò i suoi concittadini a continuare ad essere ottimisti perché, in realtà, la crisi era più nelle loro menti che nella realtà dei fatti (più o meno quello che sosteneva Silvio Berlusconi in quello stesso momento…).

La verità è che la crisi colpì duramente il Regno di Spagna (assai più che in Italia dove siamo in crisi dalla caduta dell’Impero Romano) e, come era facilmente immaginabile, nonostante l’ottimismo di Zapatero, tanti di quei ragazzi che s’erano indebitati per comprare appartamenti con prezzi tipo fifth avenue a Manhattan, dovettero restituirli alle banche non potendo più pagare il mutuo o li tennero, ma ne pagheranno le rate per i prossimi decenni.

Dopo aver sconfitto Berlusconi per la seconda volta, Prodi rimarrà presidente del Consiglio dal 17 maggio 2006 all'8 maggio 2008

Dopo aver sconfitto Berlusconi per la seconda volta, Prodi rimarrà presidente del Consiglio dal 17 maggio 2006 all’8 maggio 2008

Mentre in quella tarda primavera del 2006, in Italia si insediava il secondo governo Prodi, molti italiani di sinistra o perlomeno “non di destra”, deificavano Zapatero. Lungi da me la volontà di criticarlo, ma, va appunto ricordato che il governo spagnolo di quegli anni poco fece per evitare che le banche elargissero prestiti “allegri” un po’ a chiunque e che milioni di spagnoli s’indebitassero fino al collo, cavalcando invece una crescita economica che, tra alti e pochi bassi, durava da trent’anni e non certo per esclusivo merito suo.

Tra i principali entusiasti di Zapatero c’erano gli “italiani all’estero” che, allora come oggi, facevano di Barcellona una delle più popolose città “italiane”. Da perfetti italiani parlavano male dell’Italia e, come la maggioranza degli italiani all’estero, in parte per giustificare d’aver lasciato la madre patria, ne parlavano con massimo acredine, glorificando invece il Paese che li ospitava. Insomma, il classicissimo “l’erba del vicino è sempre più verde”. In particolare, come detto, questi italiani tendenzialmente di sinistra o comunque “non di destra”, oltre a considerare Zapatero al pari di Iddio in Terra, dicevano le peggio cose riguardo a Prodi, Veltroni, L’Ulivo, i DS (semplificando: il PD dell’epoca) e quindi buona parte di ciò che sarebbe poi divenuto il PD. Insomma, il classicissimo: “in Italia tutto fa schifo”, “i politici (italiani) sono tutti uguali”, “solo in Italia succedono certe cose”, “qui all’estero sì che le cose funzionano”, ecc. ecc. ecc..

Carme Chacón (1971 – 2017) è stata ministro della Difesa del secondo governo Zapatero dal 2008 al 2011

Carme Chacón (1971 – 2017) è stata ministro della Difesa del secondo governo Zapatero dal 2008 al 2011

Mentre insomma, Zapatero era visto come un politico eccezionale, il suo collega Prodi era considerato un fallito. Sopra tutte, erano due le ragioni della deificazione di Zapatero: la legge che consentiva il matrimonio tra omosessuali e l’aver nominato nel suo secondo governo una donna come ministro della Difesa. Senza dubbio legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso e mettere una donna a capo dell’amministrazione della forze armate, in un Paese che era uscito da una dura dittatura militare solo trent’anni prima, furono e sono atti importanti e lodevoli.

Una decina d’anni dopo, qui, il tanto bistrattato PD ed il governo di cui fa parte, non solo hanno fatto lo stesso che fece San Zapatero, ma molto di più, approvando altrettanto importanti: biotestamento, reato di falso in bilancio, reddito di inclusione, reato di capolarato, eco reati, eco bonus, processo civile telematico, art bonus (collaborazione pubblico-privato nel settore culturale), legge contro l’apologia del fascismo, hanno investito sulla cultura tanto che il 2017 è stato un anno record per i nostri musei, ecc. ecc..

Questo articolo non vuole essere nemmeno una esaltazione del PD, ma mi sembra fuori discussione che tutti questi provvedimenti, ancorché imperfetti, siano provvedimenti progressisti, moderni, rivolti alla protezione dei più deboli, ossia provvedimenti “di sinistra”. E sono anche innovazioni che dovrebbero essere apprezzate da tutti quelli che osannavano Zapatero e che, invece, per la maggioranza, ne sono certo, continuano a contestare il PD senza appello. A queste persone, oggi, mi sento di dire: avete rotto le balle!

Gentiloni e Renzi

Gentiloni e Renzi

Avete rotto le balle perché, per lo sterile piacere di essere sempre “contro” e magari sempre rigidamente coerenti, non avete votato per anni o avete disperso il vostro voto o avete appoggiato chi ha lavorato per smantellare i governi di centro-sinistra (un nome su tutti: Massimo D’Alema). E quindi, di fatto e senza dubbio alcuno, siete corresponsabili della devastazione berlusconiana degli ultimi vent’anni che è stata sicuramente peggio degli imperfetti governi di Prodi, Renzi o Gentiloni. Avete rotto le balle con il vostro snobismo o con la vostra colpevole superficialità o, nel migliore dei casi, con la vostra miopia, ossia – in definitiva – per remare contro quella “parte” che, anche se in maniera certamente imperfetta, può lavorare concretamente per i vostri valori.

Avete rotto le balle perché non si può sempre distruggere, perché votare utilizzando come unica linea-guida “Renzi merda” è avvilente e misero, perché seguire il piacere di gridare “vaffanculo!” o di buttar lì un “tanto sono tutti uguali” ad un qualche aperitivo non fa che spingere il nostro Paese tra le braccia di razzisti, incompetenti e trafficoni certamente peggiori dello spocchioso Renzi, del pacioccone Gentiloni o del mortadella Prodi.

Oggi, sono sicuro che questa larga fetta di italiani tendenzialmente di sinistra e “non di destra” è pronta a votare Grasso o a non votare (e quindi – di fatto – favorire una destra sempre più aggressiva e razzista) o a scegliere il Movimento 5 Stelle per il gusto di mandare affanculo i politici ed, in particolare, il PD. Stare al governo, provare a sporcarsi le mani per cambiare le cose è da sfigati, incolpare d’ogni male “i politici” è invece “cool”. Ma così facendo si perde di vista la realtà concreta che è fatta di mille compromessi, che servono per ad approvare provvedimenti come quelli elencati sopra e quindi a spingere un pochino la nostra comunità verso un futuro migliore.

Io rivendico e faccio mia la filosofia del “meno peggio”. Sono orgoglioso di votare per “il meno peggio”. Perché “il peggio” accelererà il declino culturale, economico e sociale del nostro Paese, proprio come accaduto negli ultimi decenni. Perché si tratta, concretamente, al di là di grandi slanci ideologici, di scegliere se, per dirne una, si vuole mantenere la probabilmente lacunosa legge sulle unioni civili oppure abrogarla completamente. Perché, per incidere nella realtà, è mille volte meglio vincere insieme a persone con cui non si condivide tutto, piuttosto che perdere con chi si è totalmente d’accordo su tutto o votare guidati da sterile rabbia.

 

 

 

 

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Sandro Cech Soldati

    Bella jumpi. Condivido. Sono però convinto che ormai la maggiorranza degli italiani sia stata ridotta a mera platea di spettatori di offerte pubblicitarie. Non è né stimolata né interessata ad approfondire i messaggi che riceve quotidianamente dai politici venditori di fumo. Colpa anche e sopratutto di una classe giornalistica poco coraggiosa e al contrario sempre più assoggettata a chi gli dá la pagnotta. Per fortuna ci sono spazi come questo che lasciano l’opportunità di esprimersi più liberamente e di farsi altrettanto liberamente una propria idea.

    Rispondi
  2. Marcella

    Per completare la tua lista di provvedimenti varati durante l’ultima legislatura, aggiungo: pareggio di bilancio in Costituzione, legge 107 (buona scuola), legge Lorenzin (obbligatorietà vaccini), legge Orlando minniti e accordo Italia-Libia (immigrazione), jobs act (precarizzazione del lavoro), decreti destinazione Italia e Sblocca Italia (grandi opere, trivellazioni, privatizzazione acqua, inceneritori, cementificazione, to say only a few).
    Ecco, da elettore “non-di-destra”, anzi proprio “di-sinistra”, mi sento di dire che il PD a braccetto con le forze di centro destra (Nazareno, non l’anarchico capellone nato due millenni fa, ma l’accordo ancora vigente e sottostante l’attuale campagna elettorale), hanno fatto molto peggio di quanto Silvio Berluconi fosse riuscito a fare da sè.
    E se possiamo felicitarci delle statistiche sui musei, non possiamo fare lo stesso per quanto riguarda i dati su occupazione o qualità dell’aria o distribuzione del reddito o liste di attesa negli ospedali pubblici o edilizia scolastica.
    Fin qui l’analisi, a voi la sintesi, da depositare nell’urna il prossimo 4 marzo.

    Rispondi
    • nome obbligatorio

      Ok Marcella, votavi Berlusconi.
      Non preoccuparti, tornerà presto grazie ai tuoi/vostri depositi.

      Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?