100 numeri per L’Undici. Il compleanno fra auguri e curiosità

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone
Guercino, Abramo ripudia Agar

Guercino, Abramo ripudia Agar

Cento numeri e molte soddisfazioni: l’Undici mi ha dato la possibilità di scrivere di argomenti che amo e quindi gli auguro volentieri buon compleanno, scrivendo per l’appunto un articolo su questo tema. Ma prima di tutto, cosa significa il numero 100? Non me ne intendo troppo di numerologia, ma facendo qualche ricerca in qua e in là ho scoperto che in molte culture il 100 è associato alla divinità e alla completezza: per i Pitagorici infatti era il quadrato di 10, considerato perfetto perché composto da 1 e 0 che uniti racchiudevano la totalità dell’universo. Nella Bibbia è la ricompensa che ognuno riceverà rispetto a ciò che ha dato in questa vita, una benedizione divina insomma, come nel caso del centenario Abramo a cui la settantacinquenne Sara partorì miracolosamente Isacco.

Andrea Solari, Salomè con la testa di San Giovanni Battista

Andrea Solari, Salomè con la testa di San Giovanni Battista

Per l’occidente festeggiare il compleanno individuale è un’usanza abbastanza recente, dal momento che per gli antichi (Egitto, Mesopotamia, Grecia e Roma) valeva solo il genetiaco di dei, re e personaggi importanti. I doni che i Greci si scambiavano nel compleanno avevano non tanto lo scopo di far felice una persona cara, quanto di invocare l’aiuto del Daimon, una sorta di nume protettore che vigilava sulla vita umana impedendo agli spiriti maligni di influenzarla negativamente. Anche i romani credevano in quello che chiamavano Genio che è stato il predecessore delle fatine buone e dell’ Angelo custode. La Bibbia ricorda il compleanno di un faraone nella XVIII dinastia e quello di Erode Antipa, due celebrazioni mangerecce e sanguinose, dal momento che comportarono un grande banchetto e due esecuzioni capitali: la prima l’impiccagione del capo dei panettieri reali, la seconda la decapitazione di Giovanni Battista. Nelle altre civiltà la registrazione del giorno di nascita era fondamentale per comporre l’oroscopo, cosa che a Roma era vietatissima se riguardava l’imperatore, in quanto si pensava che si volesse augurargli del male, come a volte capita se nel tema natale prevalgono aspetti negativi. In compenso i latini ne festeggiavano il “Dies natalis”, oltre a quello della loro città che cadeva il 21 aprile, giorno della sua fondazione, in cui ci si scambiavano regali.

Antonino Pio e Faustina sulle ali del genio

Antonino Pio e la moglie Faustina sulle ali del genio

La religione ebraica e quella cristiana degli inizi non amavano i compleanni perché li ritenevano una pratica associata al paganesimo: il Dies natalis dei martiri era in realtà il giorno della loro morte, in cui risorgevano alla vita eterna. La prima festa di compleanno fu il Natale di Cristo, la cui celebrazione fu introdotta nel IV secolo. Nel Medioevo si preferiva festeggiare l’onomastico, associato al culto dei Santi, usanza che durò almeno fino alla Riforma protestante, quando Lutero ne negò la venerazione assieme a quella della Vergine, promuovendo l’uso di nomi diversi da quelli canonizzati. Dal momento che in Europa il giorno di nascita era considerato normale come gli altri, Marco Polo rimase a bocca aperta quando assistette all’anniversario di quella del gran Khan Kublai – che in oriente era contato approssivamente a partire dal giorno del concepimento – descrivendo con minuzia i festeggiamenti sfarzosi e le vesti intessute d’oro dell’imperatore. Un ulteriore elemento che ritardò la celebrazione del compleanno fu che non sempre la data di nascita era registrata, almeno fino al XVI secolo. Qualche volta la si trova nei registri parricchiali, ma più spesso si ricorreva alla memoria di genitori e parenti, senza contare che non esistevano nè orologi meccanici (solo meridiane o orologi ad acqua) né calendari, dal momento che quello gregoriano fu istituito solo a partire dal 4 ottobre 1582.

Kublai Khan

Kublai Khan

Il compleanno non era contemplato nemmeno nella tradizione islamica, che tuttora lo considera un’innovazione che non ha niente a che fare con la Sharia, sebbene al giorno d’oggi ci siano musulmani che lo festeggiano in onore dei bambini. In quanto al buddhismo da sempre celebra il Vesak, l’anniversario della nascita, illuminazione e morte di Buddha che secondo la tradizione sarebbero avvenute nello stesso giorno.

Johann Wolfgang von Goethe

Johann Wolfgang von Goethe

Considerate le resistenze, le obiezioni e i dubbi, per arrivare all’introduzione della festa di compleanno in Europa si dovette aspettare il XIX secolo, cominciando con le classi aristocratiche per arrivare poi a quelle borghesi, mentre per il popolo l’usanza tardò fino al XX secolo e non a caso: la gente comune sbarcava il lunario come poteva e – tanto per dire – il solo dono di un’arancia a Natale era un’occasione di gioia. Il più famoso genetliaco dell’Ottocento è quello di Wolfgang Goethe: l’autore de “I dolori del giovane Werther” era convinto di essere nato sotto una congiunzione astrale favorevole (contrariamente al suo segno zodiacale, la Vergine, solitamente incline a un certo pessimismo) ed era ben lieto di accogliere attorno a sé parenti ed amici che portavano dolcetti e regalini; nel 1802 per il giorno del suo cinquantatreesimo compleanno fu preparata con sua grande gioia una grossa torta con altrettante candeline. La definitiva formalizzazione dell’evento avvenne – sempre in Germania – verso la metà del secolo con l’istituzione della Kinderfest (festa dei bambini) in cui i piccoli venivano svegliati all’alba con relativa torta e candele, una in più della loro vera età, che doveva rimanere accese per tutta la giornata. L’idea di offrire un dolce illuminato da candeline non era però tedesca ma risaliva agli antichi greci che la riservavano alle loro divinità dandogli la forma relativa all’arte, al mestiere o ai pianeti che presiedevano: ad Apollo ad esempio era offerta una torta fatta come una lira, ad Artemide si donava un dolce a forma di Luna; di quest’ultima consuetudine ci parla lo scrittore Filocoro che narra come la festa della dea fosse celebrata il sesto giorno di ogni mese con un grande pane a base di miele. La fiamma delle candele si sollevava nell’aria portando agli dei attraverso l’esile filo di fumo le aspirazioni e i desideri degli uomini.

Cartolina di compleanno americana

Cartolina di compleanno americana

Oggi non c’è compleanno senza torta, ma l’evoluzione di questo tipico dolce è avvenuta in un paio di millenni, e tutto è dipeso dai materiali che lo compongono, in special modo lo zucchero e il burro. Almeno fino al Mille dell’era cristiana la dolcificazione si otteneva col miele e la frutta. Lo zucchero era noto come una spezia proveniente dall’est, una sorta di “miele solido chiamato “saccharon”, e nelle canne dell’India e della felice Arabia”, come lo descrive il medico, botanico e farmacista greco Dioscoride Pedanio nel I secolo d.C.. Il fatto che provenisse da lontani paesi orientali portato attraverso i deserti dalle carovane fino ai porti del Mediterraneo, lo rese per secoli un alimento misterioso e più adatto alla preparazione di medicinali o alla conservazione del cibo; era insomma un bene di lusso sinonimo di prosperità, e fece la fortuna di città come Venezia e Genova, che lo commerciavano assieme ad altre spezie, o di popoli come gli Arabi, che avevano installato nei paesi che governavano piantagioni e raffinerie e che avrebbero inventato lo zucchero caramellato. Il “sale dolce” o “sale indiano” come era chiamato, fece il suo ingresso in cucina solo verso la fine del Trecento e quando la moda prese piede lo si mise dappertutto, perfino nella carne, nel pesce e nelle salse, rimanendo comunque adatto alle tavole dei più ricchi. Anche il burro – la cui preparazione risale a 2000 anni prima di Cristo – prima del Medioevo aveva usi alternativi alla cucina, come sostanza medicinale e cosmetica o per alimentare il fuoco delle lampade; Plinio lo attribuisce alle popolazioni barbariche che infatti lo introdussero in Italia dove invece si preferiva consumare l’olio.

Norman Rockwell, Happy Birthday Miss Jones

Norman Rockwell, Happy Birthday Miss Jones

La scoperta dell’America segnò una svolta nella storia dello zucchero che, coltivato in larga scala a santo Domingo, Porto Rico, Cuba e Giamaica fu esportato con prezzi assai più abbordabili per la gente comune. L’abbassamento dei costi dello zucchero comportò la diffusione dei dolci, mentre fra Cinquecento e Seicento faceva il suo ingresso il cacao importato dall’America, dapprima amaro, poi zuccherato e immediatamente adottato da tutte le corti d’Europa. Nel 1832 il giovane pasticciere Franz Sacher inventò per il cancelliere Metternich in persona la celeberrima Sachertorte, tuttora sfornata a suon di 270.000 pezzi l’anno e con tanto di marchio dall’Hotel Sacher di Vienna. Al posto dei dolci tondi e bianchi degli antichi greci oggi si preparano torte di tutti i colori e dimensioni, compresi quelli in cui è possibile stamparvi sopra la faccia del celebrato, cosa che forse ricorda un po’ le lapidi nei cimiteri. Le torte più folli vengono dagli Stati Uniti, dove ci sono quelle a forma di escremento umano o a di cassa da morto con relativa scritta atta a rendere felici i cinquanta/sessantenni: “Qui giace la giovinezza di John”.

Marilyn Monroe

Marilyn Monroe

La famosa canzoncina di compleanno inglese “Happy birthday to you” era stata creata nel 1893 da due insegnanti, le sorelle Mildred e Patty Hill con altre parole e al solo scopo di dare il benvenuto ai bambini che entravano in classe ogni giorno. Il motivetto ebbe successo ma nel giro di trent’anni le parole saranno cambiate nel notissimo “Tanti auguri a te”. Il più noto ”Happy birthday” fu quello lanciato da Marilyn Monroe al presidente Kennedy sul palco del Madison Square Garden di New York. L’attrice, che aveva un abito color carne che sembrava le fosse stato cucito addosso, gli sussurrò gli auguri con voce dolce e roca, ma non tanto per rendere ancor più sensuale la sua esibizione, quanto perché era arrivata in ritardo ed era senza fiato e molto agitata.

Fonti: Jean-Claude Schmitt, L’invenzione del compleanno, Laterza; Maguelonne Toussaint-Samat, Storia naturale e morale dell’alimentazione, Sansoni

http://www.ilpost.it/2016/05/06/torta-di-compleanno/

 

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?