L’età per i social. Quando si diventa ‘vecchi’ per davvero?

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Un articolo per approfondire i tempi che viviamo e perché non dovrebbe più essere utilizzata la definizione di ‘terza età’ per indicare i diversamente giovani.

baddiewprimaQuanto sta cambiando la nostra società? È una domanda ricorrente, che ci poniamo di fronte a qualsiasi argomento: economico, politico, sociologico sentimentale.
Nei giorni scorsi riflettevo su quanto stia cambiando l’immagine degli uomini e delle donne che abbiano passato i 50 anni di età.
Fino a qualche tempo fa sembrava che la vita finisse con l’avvicinarsi degli –anta.
Bisognava fare i figli presto, già intorno ai 25-26 anni si era considerate ‘zitelle’ se non si aveva marito, e tutta la vita ruotava intorno all’idea di costruirsi una famiglia. Volenti o nolenti anche gli uomini accettavano questa condizione e assecondavano la tacite regole imposte dalla società.
Oggi si mette su casa più tardi rispetto a prima, si possono partorire i figli anche oltre i cinquant’anni, i rapporti stanno cominciando a cambiare e anche la visione della ‘terza età’ sta assumendo contorni differenti.
Niente più circoli ricreativi dove ritrovarsi per stare al caldo mentre si abbassa una mano a burraco, tutt’altro: viaggi, cene, comitive larghe, serate al teatro, al cinema, sesso e anche, soprattutto moda.
Un cambiamento trasversale che incontra sia gli uomini che le donne, senza nessuna distinzione di genere.
Come sta evolvendo il mondo della moda (ma non solo questo), per chi si avvicina all’età della maturità?
Nel passato i monarchi delle più importanti dinastie e le persone appartenenti alla nobiltà, si coloravano i capelli di bianco o indossavano parrucche grigio-bianche, anche se molto giovani, per apparire più grandi, proprio per trasmettere più autorevolezza, e quindi maturità. Essere adulti e comportarsi da tali, rendeva più credibili di fronte ai popoli da regnare. Il potere era nelle mani degli adulti, non dei giovani.
Oggi sembra che si sia ribaltato completamente il concetto: il mondo è in mano a chi riesce a rimanere giovane per più tempo possibile. Eterni Peter Pan, o Wendy, gli uomini e le donne, che a chiudersi in casa a patire gli acciacchi della vecchiaia, o a farsi considerare dei ‘vecchi’, non ci pensano proprio.
Su questa ondata di novità è difficile anche confinare in un target queste nuove ‘vecchie generazioni’.
Quando sono iniziate a cambiare le cose?
Quando qualche anno fa, Marsha Brady, direttrice artistica di American Apparel, incontra per caso fuori da un ristorante del West Village a New York, Jacky O’Shaughnessy, una bella signora sessantenne. La Brady era alla ricerca dell’immagine del brand ed ecco che la assolda nel suo team, come volto ufficiale del noto marchio americano.
Da quel momento le cose iniziano a cambiare.
Poi Céline, nel 2015, sceglie Joan Didion, come icona per la sua campagna. Seguono Saint Lauren, Dolce & Gabbana, Bottega Veneta, Gucci, e molti altri.

eccentricabaddie
Sui social spopolano i profili legati a persone di un’età che dovrebbe essere matura e che invece si fotografano con capi all’ultima moda, ipercolorati, eccentrici e che mettono in mostra molto di sé, anche con provocazioni molto forti, ne è un esempio Baddie Winkle (la simpatica e psichedelica vecchina che compare nelle foto di questo pezzo, ndr), il cui motto è “Stealing your Man Since 1928”, occorre la traduzione? ;)
Sono tantissimi gli uomini e le donne non più definibili giovani, che si fotografano e postano i loro scatti su Instagram; gli hashtag, in cui si identificano, sono molteplici e bizzarri: instagrandma, ageless influencer, senior chic, sciuragram e molti altri.
Danno del filo da torcere a tutti i giovanissimi influencer che provano a fare tendenza, e non ci pensano proprio a farsi considerare dei vecchi, a cedere lo scettro di sovrani della popolarità.
Tutto ciò che potrebbe sembrare grottesco o oltre i limiti è già stato superato da loro, e questo alleggerisce di molto la posizione dei giovani, facendo apparire le loro eccentricità delle semplici provocazioni.
Tutto questo fa molta simpatia. E se le mamme non hanno più tempo per occuparsi dei nostri figli, tanto meglio, ci penseranno le tate. Non più solo nonni quindi, ma uomini e donne che vivono in maniera spensierata la loro età, del resto stiamo sempre parlando principalmente di quella generazione che è cresciuta nel dopo-guerra, che ha conosciuto il boom economico, che ha fatto la storia con i nuovi capi di abbigliamento (vedi la minigonna o i jeans strappati, ndr), perché dovrebbero appiattirsi proprio ora? Adattarsi a numeri, brand e schemi preimpostati da un tempo che ormai non esiste più?
Degni nonni dei giovani millennials.
L’importante è vivere bene con se stessi, continuando a divertirsi a ritmo di rock’n’roll, lanciando nuovi particolari #hashtag!

 

(photo fonte web)

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