Gli Ultimi Jedi: colonna sonora di sempre, epilogo diverso – Recensione Spoiler

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Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Stessa colonna sonora, epilogo diverso. Se Il risveglio della forza aveva fatto storcere il naso ai puristi della saga, Gli ultimi Jedi ha decisamente creato una frattura tra coloro che ne hanno idolatrato l’esecuzione e chi lo ha aspramente criticato.

Non si può negare che la scenografia, affidata a Rick Heinrichs (tra gli altri Captain America – Il primo Vendicatore e Big Eyes di Tim Barton), sia encomiabile. La fotografia spettacolare (le scogliere di Ahch-To rimangono impresse) e il ritmo serrato dei combattimenti donano, nel complesso, non pochi elementi di godibilità.

gli ultimi jedi kylo renSe poi ci aggiungiamo l’inserimento di bizzarre creature alla Animali fantastici e dove trovarli (come dimenticare i Porg dagli occhi magnetici e i Fathiers di Canto Bight), Gli Ultimi Jedi fa breccia anche nel cuore dei più piccoli.

Eppure, c’è qualcosa (o meglio, più di qualcosa) che stona.

Se chi ben comincia è a metà dell’opera, il pilota Poe Dameron che, giunto innanzi l’astronave del Primo Ordine, deride il generale Hux e quest’ultimo gli presta attenzione, non è credibile. La sottile ironia (invece presente e ben calibrata in Rogue One: A Star Wars Story) a cui eravamo abituati, cede il passo, a detta di molti, alla comicità emblematica Disney. Se il passaggio di Poe Dameron lascia interdetti, l’apparizione di Yoda, del tutto sopra le righe, non riflette proprio l’autentica caratterizzazione del personaggio. Più che nelle vesti di leggendario cavaliere Jedi, sembra riapparso nei panni di vecchio alienato.

Se l’umorismo che fa da padrone sembra elevare Episodio VIII a ideale film Marvel, anche la story line principale pare nascondere non poche pecche.gli ultimi jedi skywalker

Pensiamo alla interminabile permanenza di Rey su Ahch-To e agli interrogativi senza risposta che si sommano a quelli suggeriti da Episodio VII: chi sono i veri genitori di Rey? Che rapporto c’è tra Rey e Kylo – Ren? Cosa accade a Rey durante la scena degli specchi? A nessuna di queste domande viene data risposta. Per non parlare del “chiarimento” sulla natura oscura di Kylo – Ren: non fa che aumentare dubbi già ben presenti in Il risveglio della forza. Perché Kylo – Ren è passato al lato oscuro della forza?

Se Episodio VIII è interamente costruito attorno alla sua figura malvagia (dovrebbe essere è lui il cattivo, non dimentichiamolo!), non ci si accontenta di Luke che spezza la fiducia del giovane apprendista. E poi, Kylo vorrebbe emulare Darth Vader, che, in fin dei conti, salva suo figlio, tornando ad abbracciare il lato chiaro della forza, tant’è che alla fine di Il ritorno dello Jedi lo vediamo accanto a Yoda e Obi-Wan. Quindi, perché prendere d’ispirazione proprio il nonno che, tirando le somme, è un buono?

La matassa si intreccia appena si sente nominare Snoke. Dovrebbe essere il Leader Supremo del Primo Ordine. Figura umanoide dal profilo inquietante, che seduce Ben Solo. La visione di Episodio VII passa per metà chiedendosi chi sia, da dove venga, cosa voglia. In Gli ultimi Jedi non si è da meno. Arrivati alla scena clou, del tutto uguale a quella tra Luke, Darth Vader e Palpatine, Snoke viene ucciso, portandosi nella tomba molte delle soluzioni del caso.

Certo, non è sempre un male lasciare il pubblico in trepidazione, ma è giusto seguire un criterio.

gli ultimi jedi lato oscuroSe il filo narrativo che segue le vicende Rey-Luke-Kylo sembra spezzarsi da un momento all’altro, a Poe Dameron, Finn e la resistenza non va tanto meglio.

Facendo finta che la scena di Leia volante in versione Superman non esista, soffermiamoci sulla missione di Finn e Rose sul pianeta Cantonica. Arrivati al casinò i due, prima individuano l’unico uomonell’intero universo in grado di decriptare i codici della nave del Primo Ordine e poi, catturati e portati in cella, trovano per puro caso DJ, perfettamente in grado di aiutarli. Altra scena, altra criticità.

Anche Capitan Phasma, presentata in Episodio VII come uno dei cattivi indiscussi, viene tolta di mezzo inaspettatamente, lasciandosi alle spalle non pochi interrogativi.

Lo spirito di ribellione, permeante Gli ultimi Jedi, sfugge invece alle critiche. Per quanto ancora non si intuisca perfettamente la modalità di ascesa del Primo Ordine, l’astio verso Snoke e i suoi è palpabile. Altresì tangibile è la volontà di resistervi. La scena conclusiva rimane impressa, a testimonianza che la speranza difficilmente si spegne.

In definitiva, non siamo ipocriti: è corretto evolvere, trasformare personaggi e situazioni. Soprattutto se si pensa che la saga originale è degli anni ’70.

Sebbene la regia cambi, è giusto però tener conto di elementi che sostengano la trama, di personaggi che invecchiano ma necessitano di peculiarità continuative nel tempo. Il rischio infatti è di snaturare protagonisti che non solo hanno fatto la storia, ma che, inevitabilmente, hanno profili forti di ben sei film precedenti. Se l’idea è quella di sviluppare seguiti che riprendano vecchie personalità, l’attenzione deve radicarsi su di loro e su di una caratterizzazione fedele. In più, l’occhio di riguardo per alcuni passaggi logici non può mancare.

 

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