Echi

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Ecco la terza poesia della raccolta: “Echi”. L’impotenza di alleviare il dolore si trasforma in sogno salvifico. In un percorso al contrario in cui regredire guarisce se stessi e chi si ha davanti.

 

Sei qui

anestetizzata

fragile

non scivolare nello specchio

a reiterare

la mia richiesta inutile

5

 

Il bozzolo di vetro

incandescente

modula a larghe mani

la tua vita dolce

 

 

Nel ventre rappreso

ascolto l’eco

dipanare i giorni

in setacci d’argento

 

(Il canto di mia madre

al traguardo dei sogni non s’arrende)

 

 

 

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Chi lo ha scritto

Milena Pellegrini

Oltrepassa periodicamente tre regioni per riuscire a far quadrare il cerchio... casa-lavoro-amore-famiglia, ecc... Le piace scrivere, da sempre e solo a tratti con continuità, ma resta comunque l'attività in cui di più ama esprimersi. Esegue volentieri esercizi di fotografia e collega le due cose, che sente congeniali. Anche se, da grande, vorrebbe riuscire a suonare il pianoforte...

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