Deliri di uno psicopatico #17: Spegnere la tv è inutile

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Ciao a tutti! Sono un allegro squilibrato che ogni 10 o 25 del mese prova a togliersi la vita. Prima di farlo annoto su un foglio i miei pensieri, ripromettendomi che se esce un buon articolo rimando il suicidio alle due settimane successive. Se dovrò restare vivo tanto vale rompere le scatole, no?? Questo è lo scritto di ieri.

Alzi la mano chi di voi guarda la tv spazzatura. Ok, ora mi rivolgerò a tutti gli altri: gli ipocriti.

Fateci caso: un uomo si sveglia, accende il telefono, entra in internet e scopre che la maggior parte dei video condivisi sono filmati di gente che scivola o cade, va al lavoro e trova colleghi uomini che nelle pause sfoggiano foto porno ad altri uomini o vignette pseudo satiriche che ritraggono gaffe di personaggi del momento, va al bar e sente una radio che propone parodie di personaggi famosi e torna a casa per poi finire col guardare su uno schermo programmi con gag sulla “suocera italiana” o sulle “mogli rompiscatole”. Cosa emerge da tutto questo?
Emerge che amiamo sentirci meno stupidi guardando altri stupidi per poi condividere con nuovi stupidi materiale la cui morale è “guarda questo quando è stupido!” O porno.

TvspazzaturaIl nostro intrattenimento fa leva sull’ignoranza, tant’è che nei programmi comici i meridionali non sono mai degli scienziati e non perché non ve ne siano ma perché troppa cultura porterebbe chi guarda a capire di avere l’intelligenza di un aiuola e pur di non accettarlo spegnerebbe all’istante. Non sia mai che lo spettatore veda gente più colta di lui e capisca che razza di stronzo lui sia! Meglio programmi vuoti. O porno.

Tutta la gente che conosco si lamenta della televisione poi va su internet a guardarsi la stessa identica tipologia di contenuto. Non è che sul web facciano chissà quali ricerche accuratissime: si guardavano gente che cade prima e si guardano gente che cade adesso ma con lo snobismo di chi si crede meno in gabbia e guarda il prossimo con superiorità convinto che la spazzatura puzzi meno se l’abbiamo scelta noi!
Per gli utenti più agguerriti ci sono talk show politici dove ogni sottoposto può tifare la sua squadra attaccando avversari e relativi tifosi, cioè quello che fanno abitualmente in ogni dove senza capirne assolutamente nulla ma con la sicurezza di saperne più degli altri, come se un incompetente di destra fosse meglio di un incompetente di sinistra! La politica non la capiscono neanche gli addetti ai lavori, giacché se ne capissero i problemi sarebbero stati risolti anni fa, ma qualcuno da una sedia di una bar ritiene di saperne più di loro.

Ci sono i talent che allietano il pubblico con lo svilimento gratuito del prossimo gettando un agglomerato di merce umana nel tritacarne compulsivamente tanto finché ci finisce qualcun altro l’umiliazione fisica non sarà ’sto problema.
Programmi pomeridiani all’insegna dell’allegria fra omicidi, sangue e gente deturpata, alzano di ora in ora l’asticella dello show in modo che chi aspira alla fama garantisca almeno un minimo di morti. E magari che abbondi di sangue, trapani e mitra. Dopo tutto che senso avrebbe spostarsi con tanto di telecamere per un solo misero cadavere?!
Si smercia il litigio, la rissa e l’insulto a sedicenti sedentari seduti e sedati poiché anche se il litigio è fra il nulla ed il niente, chi è nulla e chi è niente sarà pronto a guardarlo.

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La tv spazzatura quindi non è altro che l’esternazione di quel mostro che vorremmo sbattere in prima pagina che si fa spazio dentro di noi dove vive e regna a nostra insaputa. Una frustrazione inespressa da anni che cresce di giorno in giorno. Un’insoddisfazione dovuta a una mancata accettazione della nostra realtà che ci porta a colmare ogni nostra mancanza con una rappresentazione televisiva di essa.
Chi sul lavoro è portato a subire ire e insulti dai suoi superiori una volta a casa guarderà programmi dove gli insulti li prende qualcun altro. Chi è oberato di responsabilità ricercherà svago dove lo sforzo è al minimo. Se poi uno ha una vita piatta e incline alla noia, nei momenti di evasione vorrà adrenalina, sangue, violenza. O porno.
È inutile piangere il morto quando i mandanti del delitto siamo noi!
Se prendessimo in considerazione che ognuno in ciò che guarda, ascolta o legge ricerca sé stesso non sarebbe più molto divertente. Saremmo costretti ad affrontare la realtà e nessuno di noi vorrebbe farlo.
A nessuno piacerebbe sapere di non essere poi nulla di speciale e di essere uno stronzo su sette miliardi che resterà uno stronzo su sette miliardi, ma dal momento in cui vedremo un altro stronzo demolito a dovere avremo la sensazione di essere diversi poiché noi siamo “in salvo” fra le mura di casa.
Gli artefici della melma odierna che ci viene propinata in mondovisione sono le nostre insicurezze, le nostre paure e la continua ricerca di una rassicurazione, di un qualche simbolo che ci dica che i peggiori sono sempre gli altri.

Spegnere la tv però è come coprire gli specchi per non vedere che siamo vampiri.

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Non serve a nulla se non cambia il motivo per cui la guardiamo. Spegnendola andremmo solo a riversare le nostre ansie altrove senza risolvere il problema.

Soluzione? Stasera tornate a casa, mettetevi di fronte allo schermo e fra le immagini del vostro programma domandatevi: cosa c’è di me in questo programma? Da cosa sto scappando? Quale dei personaggi rappresentati ritrae la parte di me che non vorrei vedere? E perché mi ostino a guardare ‘sta roba? Torniamo ai porno che è meglio..
L’editoriale finisce qui e l’appuntamento è fra qualche settimana sempre se rimango in vita.
Per insulti, offese e minacce o per regalarmi una sedia e una corda commentate qui sotto.

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