Da streghe a strateghe per amore- A lezione di seduzione

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Viviamo in un periodo storico sempre più controverso riguardo ai legami affettivi, non dipende più dalla fascia di età o dall’ambiente che si frequenta, quello che sta succedendo è un accadimento trasversale che tocca tutti e tutte.
Sentiamo sempre più spesso parlare di narcisismo perverso, di persone istrioniche e di fiera della vanità, una bella botta per crescere in questo campo, l’hanno data sicuramente, anche i social network, dove sembra essere più importante l’apparire che l’essere.

Ma la monogamia esiste ancora? E soprattutto ha ancora senso che esista in un mondo in cui i valori sono tutti ribaltati?

Un mondo in cui la discrezione viene scambiata per stupidità, l’educazione per debolezza mentre la prepotenza e la furbizia vengono confuse con un carattere forte?
Andiamo con ordine.
Io appartengo a quella forbice di età in cui, se non hai dei figli e un compagno, devi muoverti perché l’orologio biologico inizia a dettare legge. Non mi sono mai posta il problema a vent’anni, non vedo perché debba farlo oggi, quindi vivo la mia vita in maniera piuttosto serena. In realtà più che pormi il problema sull’avere un figlio per tempo, mi sono sempre fatta un problema differente: trovare un padre valido per i miei figli.
Il punto è questo: nessuno degli uomini con cui ho avuto una relazione, a mio avviso, sarebbe stato un buon padre.
Oggi mi imbatto principalmente in uomini che non vogliono impegnarsi, eterni immaturi, ed io non ho più voglia di insistere, di combattere e le cose finiscono anche prima di iniziare, spesso mi chiedo se anche io sia diventata totalmente fredda, cinica e distaccata. Vedo e ascolto le confidenze di molte amiche che ancora lottano, anche dopo varie delusioni, si affannano pur di trovare l’amore. Ogni volta che escono con qualcuno di nuovo sperano che sia il famoso ‘principe azzurro’, sarà che ho sempre trovato i principi noiosi e ho preferito le ‘Bestie’, ma tutto questo ormai mi annoia e ad un nuovo primo appuntamento preferisco una serata di lettura.
Venendo a contatto con le più svariate realtà e accogliendo le confidenze delle mie amiche, mi hanno fatto notare che su YouTube spopolano i video e i canali per imparare a sedurre, non più solo blog, ma persone che ci mettono la faccia, sono counselor, coach, psicologi, ma anche ingegneri e molto altro.
La storia ci insegna e ci ricorda che chi praticava l’arte magica e la stregoneria, in periodi bui, finiva sul rogo e moriva arso vivo, oggi si agisce in maniera più sottile, niente intrugli, candele, sete, corde, petali di rosa, ali di pipistrello o code di lucertola, ma tecniche di seduzione mentale, vere e proprie strategie per far cadere ai propri piedi l’uomo che si è sempre sognato o la donna che ci ha lasciato.

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Gli iscritti a questi canali sono migliaia, quindi vuol dire che il tema affascina, incuriosisce. Funzionano? Io non lo so, da questo punto di vista sono abbastanza ingenua, non riesco ad attuare tecniche di seduzione, agisco di pancia, sbaglio tutto, mi bloccano ovunque e la cosa finisce così.
Vi ricordate quel film di qualche anno fa: The Ugly Truth-La dura verità, in cui c’era lui, l’affascinante Gerald Butler, che dava consigli su come diventare delle vere e proprie stronze e sedurre gli uomini? Ecco, adesso è possibile trovare tutti questi consigli sul tubo.
Certo non tutti propongono le stesse teorie, alcune sono completamente in antitesi tra di loro, altre sono più aggressive, altre più maschili, fondamentalmente tutte queste strategie, ancora una volta, nascono per compiacere gli uomini, per farli propri e per non perderli.
Sarà che mi sono abituata a stare da sola, ma perché scriviamo post patetici su Facebook per attirare la loro attenzione, perché ci strappiamo i capelli quando se ne vanno, perché compriamo riviste e magazine sulle cui copertine ci sono titoli che suonano così: Come farlo impazzire a letto, scopri se lui ha un’altra, prepara la sua cena preferita. Ma davvero ci sentiamo così sole senza un uomo accanto? E peggio ancora perché decidiamo di far parte di un harem, quando scopriamo, che il piedistallo su cui pensavamo di stare in solitaria in realtà è affollatissimo?
Abbiamo imparato a fare qualsiasi mestiere, e lo avremmo fatto anche prima se non ci avesse fatto comodo rimanere nell’ombra per anni, quindi cosa ci induce a rimanere, ad indugiare in situazioni che in realtà poco ci appagano a livello emozionale?
Forse è la voglia di vincere, la paura di rimanere single, o la semplice mentalità che da sole non sappiamo cavarcela.
I video su YouTube sono tantissimi, centinaia per ogni singola situazione, se avete dei dubbi, vi rivolgete a questi esperti e loro in poco tempo vi danno delle risposte al caso vostro.
È giusto negare i sentimenti e apparire più freddi solo perché si è rimasti delusi? Per me no, mi manca molto la mia parte ingenua, ma inevitabilmente ci si chiude sempre un po’. Credo che agire per strategie non aiuti nessuno, però evitare di buttarsi a capo fitto in determinate situazioni, cecare di capire prima bene se quella persona può piacerci davvero, potrebbe essere di grande aiuto.
Essere un po’ più razionali, questo sì.

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A questo proposito ho deciso di contattare un esperto di consigli di seduzione, per voi sono andata alla fonte della conoscenza, e ho contattato l’ingegnere Massimo Taramasco. Se aprite YouTube e cercate qualsiasi argomento inerente alla conquista, i suoi video sono sicuramente tra i primi che vi compariranno, gli iscritti al suo canale sono oltre 55mila e l’ingegnere tiene corsi principalmente nella sua città, Torino.
L’ho contattato tramite email ed è stato gentilissimo nel rispondermi subito e abbiamo avuto una piacevole chiacchierata telefonica.
Ecco qui che cosa ci siamo detti.

Gentile ingegnere, grazie mille per aver accolto la mia richiesta ad essere intervistato.
Grazie a te, Imma, ma diamoci del tu.
Va bene, Massimo.
Dopo una breve presentazione tra noi, dopo aver spiegato il mio ruolo qui a “l’Undici” è partita la mia intervista.
Innanzitutto Massimo, che cos’è in poche parole la ‘seduzione’?
La seduzione è la capacità di coinvolgere l’altra persona a 360°, non solo da un punto di vista sessuale-erotico, ma da un punto di vista più profondo: emotivo. Quando noi coinvolgiamo davvero l’altra persona la prendiamo sul piano delle emozioni, riusciamo a superare i limiti logico-razionali che l’altro ci pone ed entriamo in contatto con la sua sfera emotiva. Del resto noi riusciamo a prendere l’altro quando gli creiamo una disfunzione nelle sensazioni, quando creiamo tensione emotiva, quando ‘diamo’ e all’improvviso togliamo tutto.
Chi si rivolge principalmente a te? C’è parità di richieste tra uomini e donne?
No, non c’è parità di richieste, Ai miei corsi partecipano maggiormente donne, se volessimo ricavare una percentuale saremmo 61% donne e 39% uomini; mentre sul web richiedono i miei consigli 59% donne e 41% uomini, in questo caso la differenza scende enormemente.
È giusto che le donne ricerchino costantemente l’approvazione degli uomini e lo facciano assimilando delle tecniche, anche a discapito della spontaneità?
Dal mio punto di vista, come professionista del settore e come uomo, direi di sì. Se può servire per cambiare modo di approcciare, per acquisire maggiore consapevolezza e sicurezza in se stesse, per conquistare l’oggetto del proprio desiderio. Se la mancanza o l’allontanamento di una persona ci fanno star male, perché non provare a fare qualcosa di concreto per riconquistarlo? È anche vero che quando siamo coinvolti perdiamo la lucidità, avere qualcuno dall’esterno che ci dia delle dritte, non è male. Se però continuiamo a rimanere in una situazione che ci procura dolore, dovremmo chiedere a noi stessi perché continuiamo a nutrirci con ‘polpette avvelenate’ emotive. Avere un metodo serve sia per raggiungere risultati concreti, sia per smettere di farsi del male.
Da donna single mi sembra di assistere quotidianamente alla morte del ‘maschio’ conquistatore, non è che tutta questa consapevolezza, questa capacità di conquista da parte del gentil sesso, stia facendo cambiare totalmente i ruoli all’interno della società tra la figura maschile e alla figura femminile? Abbiamo uomini che fanno sempre più fatica ad impegnarsi e donne sempre più forti. Sembra che si sia ribaltata la situazione, da che le donne aspettavano il ‘principe azzurro’, sono gli uomini oggi ad aspettare la ‘principessa rosa’, sempre più fragili, insicuri, incapaci di portare avanti una vera e propria conquista.
Tu hai notato questo, Imma? Forse dipende anche dalle nuove generazioni. Sicuramente la società sta cambiando e sta cambiando il ruolo dell’uomo e della donna nel mondo. Certamente l’emancipazione femminile da una parte ha spaventato il maschio che è diventato più preda che cacciatore, ma in realtà i principi base della seduzione non sono cambiati. Le donne in realtà vanno sempre alla ricerca dell’uomo con cui costruire qualcosa, mettere su famiglia, e l’uomo fondamentalmente non vuole impegnarsi. La donna pone un vincolo emotivo e l’uomo si ritrae. Il segreto è di non far capire all’uomo cosa si sta andando a cercare, coinvolgerlo senza mettergli pressioni, farlo ritrovare legato senza che lui se ne renda conto. Questo vale anche per le donne allergiche ai legami, ovviamente.
Massimo, tu sei un ingegnere, ti occupi di molte cose interessanti, PNL (programmazione neuro linguistica, fisica quantistica), come mai hai scelto di dedicarti proprio a questo settore?
In realtà è una materia che mi ha sempre incuriosito, ho una laurea in Ingegneria che mi serve per portare il metodo anche nello studio della mente e delle interazioni sociali, da qui è nata la mia tecnica “ingegneria della seduzione”. Mi affascina lo studio dell’ipnosi, della meditazione e ultimamente mi sto dedicando allo studio del buddhismo tantrico tibetano, per me è fonte di continua scoperta e di crescita spirituale.
Dunque uno studio principalmente sulle emozioni delle persone.
Sì, mi affascina da sempre capire come agiscono le emozioni e soprattutto come amplificarle negli altri e poi che risultati se ne ricavano.
Quindi c’è sempre l’uomo al centro dei tuoi studi.
Assolutamente sì.
C’è qualche consiglio pratico che vuoi lasciare ai nostri lettori de “l’Undici”?
Sì, certamente. Consiglio a tutti di imparare ad innamorarsi di chi ci ama, di farsi coinvolgere dall’altro e di provare amore per chi ci ricambia.
Anche se di solito ci innamoriamo di chi ci rifiuta…
Esatto. Dovremmo imparare a volerci più bene imparando a coinvolgere gli altri, facendo in modo di attirarli a noi con la forza del sentimento che ci anima. E se per un caso capissimo che ci stiamo attaccando a qualcuno che non ha il nostro stesso coinvolgimento emotivo, distaccarci immediatamente.

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C’è qualche libro che puoi consigliare ai nostri lettori?
Vi consiglio di leggere, oltre ai miei libri, “Ingegneria della Seduzione” e “A me il cuore, please. Emozioni e seduzione”, anche “L’Arte della Seduzione” di Robert Greene. Un utile strumento per saperne di più.
Un’ultima domanda, Massimo, dove possiamo incontrarti de visu prossimamente?
Potrete incontrarmi nella sede dell’Educatorio della Provvidenza, di Corso Trento, 13 a Torino. Dove vengono svolti puntualmente i miei corsi. Troverete tutte le informazioni sul mio sito www.seduzionevip.com

Qui invece trovate un suo video e il suo canale YouTube

Molto educativa questa chiacchierata con Massimo Taramasco, vi lascio i link al suo sito, al suo canale YouTube, seguitelo per essere sempre aggiornati sulle sue teorie. Abbiamo capito da questo incontro che è giusto perdere in spontaneità a favore di un metodo di seduzione empirico se ciò ci aiuta a smettere di soffrire, a capire perché non serve renderci degli zerbini di fronte agli occhi altrui e a renderci più forti e consapevoli di quello che siamo. Va bene amare in maniera incondizionata ma solo se siamo ricambiati e saper leggere i segnali che manda l’altra persona, in base a quelli ricalibrare le nostre tecniche.
Come al solito fatemi sapere se questo articolo vi è stato utile, seguitemi anche su FB.
A presto!

 

 

 

(photo fonte web)

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Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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