Saga: quando Romeo e Giulietta hanno corna e ali

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Testi irriverenti, tavole dal tratto graffiante, un universo di razze e pianeti a far da sfondo alla storia d’amore più improbabile. Questi gli elementi di Saga, serie a fumetti creata dal genio di Brian K. Vaughan, sceneggiatore statunitense (Lost e Under the Dome), ai cui testi si accompagnano i disegni di Fiona Staples. Dopo Y e Ex Machina torna uno tra i fumettisti più celebri di sempre con Saga, space opera pubblicata nel 2012 e portata in Italia da Bao Publishing, che propone il formato americano, minuto e stretto, al prezzo di 14,90 euro a volume.

Il pianeta Landfall e il suo satellite Wreath sono in guerra da tanto di quel tempo che i loro abitanti sembrano addirittura averne dimenticato il motivo. Quel che è certo è che lottano. Hazel è appena nata. I suoi genitori sono in fuga. Alana è una soldatessa di Landfall (esseri simili agli umani dotati di ali), mentre Marko appartiene alle forze di Wreath (umanoidi con le corna). Da moderni Romeo e Giulietta, Alana e Marko sono in cerca di un luogo dove crescere la loro piccolina. Le minacce provengono però da più fronti: non solo dagli eserciti avversari che sono entrambi sulle loro tracce, ma anche da due cacciatori di taglie incaricati di scovarli. Persino Il Volere e Il Segugio, temibili freelancer galattici vivono quella che sembra una storia d’amore tira e molla. Ma non è finita qui: anche il principe Robot IV, macchina dai vizi e dalle virtù del tutto umani, è sulle tracce dei due amanti, occupandosi di indagare sul passato di Alana. A condire il tutto è la voce della piccola Hazel che racconta la travagliata storia dei genitori.

Saga è quanto di più vicino, ma al tempo stesso di più lontano ci sia da un racconto romantico. Alana e Marko vivono il loro rapporto guidati dalla passione, eppure il tutto è affiancato da parole forti, spesso volgari e irriverenti, che a primo acchito sembrano quasi stonare. Tuttavia i testi di Vaughan sono calibrati sui personaggi e se non siete particolarmente puntigliosi, saprete apprezzarne gli interventi. Saga non è una serie per deboli di cuore. Le battuta sardoniche e le tavole spesso fanno da cornice a scene volgari e adatte a un pubblico adulto e poco suscettibile.saga copertina

La forza di Saga sta nell’ironia, ma al tempo stesso, nell’estrema veridicità dei contenuti. Sebbene il racconto sia ambientato in una galassia dell’immaginario e le vicende siano frutto della mente degli autori, la caratterizzazione dei personaggi è quanto di più simile alla tipizzazione umana si possa trovare. A parte l’eterna dicotomia tra bene e male, in Saga c’è l’estremizzazione dei difetti e dei pregi umani. Se da un lato troviamo lo sconfinato amore della coppia per Hazel, da un altro non sfuggono tematiche forti quali lo sfruttamento minorile. Certamente la serie non è da sfogliare a cuor leggero, ma da indagare nel profondo e coglierne ogni aspetto.

Altro punto di forza dell’opera è l’impatto visivo. La Staples si supera. I colori si impongono, ma ben calibrati fra giorno e notte. Il tratto è duro, quasi graffiato, simile a un disegno fatto a penna. Le tavole sono rese al meglio, ricche di particolari e in perfetta armonia con i testi.

La serie rammenta il classico shakesperiano per struttura: l’avversione delle due fazioni nemiche per l’unione proibita, ma aggiunge i tratti fondamentali della space opera. L’universo ricco di pianeti e razze dalle fisionomie più improbabili, le navicelle spaziali e le guerre galattiche. Il rimando a Guerre Stellari non stenta a farsi sentire. Saga è critica ed esaltazione, classico e moderno assieme.

Alla sua quarta edizione la serie è un ulteriore conferma. Alla maestria degli autori, si intrecciano la bravura e la precisione della casa editrice. Volumi non solo belli da vedere, ma anche ricchi di contenuti da scoprire.

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