Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior

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Ho scoperto la storia di una canzone di De André, “Via del Campo”. Ne voglio scrivere perché ora comprendo che spesso se ne dà un’errata interpretazione.
Si narra che durante un’intervista il poeta ligure abbia raccontato del come e perché sia stata scelta e descritta quella via.

Era una strada che conosceva molto bene, c’era un negozio di dischi, una zona caratterizzata dall’essere abitata, prevalentemente, da persone disperate. 
Una volta accadde che “salì in camera” con una bella ragazza, bionda, bel corpo, il suo nome era Joséphine. Quando arrivò il momento in cui la parola lascia il campo alle mani, il giovane ligure scoprì che la fanciulla era un uomo: Giuseppe. 

Ed era ugualmente così bella che scelse di restare…
De Andrè andò a trovare più di una volta Joséphine e così percorse molte altre volte Via del Campo, tanto da poterla descrivere in una canzone. 
Il testo è molto articolato e apparentemente sembra parlare solo di donne che vendono se stesse in cambio di un qualcosa…

In verità va oltre e presenta un pensiero moderno, aperto ed inclusivo che nemmeno nella nostra era contemporanea è ancora del tutto sviluppato e cade ancora nel 
“campo” dell’ intolleranza, della disuguaglianza, dell’ offesa, del non rispetto. 
Il testo appare come una canzone dedicata, ma ancor più “gentile” si presenta l’ ultima parte : parla di un uomo che si sente donna, parla di un uomo che , come tanti, furono e sono disprezzati, considerati al pari del letame, da cui invece possono nascere fiori. 
Perché l’amore non ha età, non ha genere, non ha colore e un uomo può sentirsi donna o viceversa…

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