Conosciamo Mister David Dem, artista della ‘magia’

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Sono sempre stata affascinata dal mondo circense, dagli artisti di strada, da chi riesce a tenere ferma l’attenzione del pubblico con esercizi prettamente legati all’utilizzo del corpo, delle mani e di alcuni attrezzi.
Ho deciso dunque di intervistare un campione di questo settore, un artista che si esibisce in tutto il mondo e che si è conquistato anche un primato nel “Guinnes World Record”.
Conosciamo insieme Davide Demasi, in arte Mister David, (qui trovate la sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/misterdaviddem/)

FB_IMG_1470659035174-01Ciao Davide, che piacere averti con noi, oggi. Come stai?
Ciao Imma, piacere tutto mio di poter fare questa chiacchierata con te. Sto molto bene, grazie. Sempre in movimento.

Cominciamo con il presentarti ai nostri lettori. Ci dici qualcosa di te, che fai, chi sei?
La Stampa mi definisce l’ “Houdini” del circo. Sono Davide Demasi, in arte Mister David, giro il mondo come performer, manipolatore di oggetti, equilibrista, escapologo e prestigiatore. Sono nato a Torino da genitori calabresi. Sono cresciuto in un quartiere popolare, limitrofo alla famosa piazza del mercato di Porta Palazzo, cuore pulsante del “sud” torinese.

Quindi, sebbene tu sia cresciuto a Torino, nel sangue scorre tutta la ‘meridionalità’ al sapore di ‘nduja calabrese, una mente portata al continuo cambiamento.
Esattamente, i miei genitori mi hanno educato con attitudini strettamente meridionali. Sono figlio di quella immigrazione degli anni ‘70 che ha visto numerose famiglie del Sud Italia, ricche di valori e di buona volontà, trasferirsi al Nord per cercare lavoro. Ho 42 anni e passo la mia vita viaggiando con la mia famiglia nelle città dove ci esibiamo.

Quindi in particolare di cosa ti occupi?
Sono specializzato in “evasioni”, non fiscali, cercando l’equilibrio su instabili attrezzi circensi. Mi libero da ogni costrizione: manette, corde, catene, camicia di forza, in situazioni estreme, appeso a testa in giù a 30 metri di altezza, sotto l’acqua o in equilibrio su monocicli alti 2 metri. Lavoro presso teatri, piazze, circhi e ovunque ci sia un pubblico da stupire.

Il pericolo è il tuo mestiere, insomma. Come è nata la tua passione?
La mia passione è nata circa 22 anni fa, quando durante una vacanza “on the road”, la mia attuale moglie su una spiaggia di un’isola greca ha cominciato a “giocolare” con tre pietre. Da quel momento decisi che la “giocoleria” sarebbe diventata parte integrante della mia vita. Subito dopo sono iniziati anni di allenamento, i primi spettacoli in strada, fino ad arrivare ai teatri, agli studi televisivi e ai grandi circhi.

Grazie al tuo lavoro hai viaggiato molto e la tua famiglia ti segue.
Mi sono esibito in diverse parti del mondo. Ho portato la mia arte in quasi tutti gli stati europei, e poi in Egitto, a Capo Verde, in Russia e negli Stati Uniti d’America. Ma soprattutto ho potuto frequentare luoghi che non mi sarei mai potuto permettere, come per esempio “Magic Castle” ad Hollywood, case culturali private, resort e castelli. La mia famiglia mi segue sempre.

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In quale Paese si lavora meglio?
Il pubblico italiano è molto esigente ma anche molto veritiero. Se gli piaci ti esalta, se non gli piaci te lo fa capire. Amo molto questa nostra caratteristica. Sicuramente in altri paesi europei sono più organizzati nel creare eventi ma noi siamo più fantasiosi.

Che tipo di percorso hai fatto per arrivare a questi livelli? Non credo che esistessero scuole, di questo tipo, quando eri ragazzo.
Quando ero ragazzino non esistevano scuole di circo in Italia, a meno che uno non appartenesse a una famiglia circense. Ci riunivamo tutti i martedì sera in Piazza Palazzo di Città, a Torino, e ci allenavamo insieme scambiandoci le esperienze; cercando di insegnare e di imparare nello stesso tempo. C’erano: acrobati, giocolieri, equilibristi e musicisti. Nel 2003 nacque la “Flic”, la prima scuola di circo di Torino aperta a tutti, circensi e non. Con i guadagni fatti con il Cirko Elettronico di Gigi D’Agostino riuscii ad iscrivermi e a conseguire il diploma. Poi la vera esperienza l’ho fatta esibendomi nelle piazze e nei primi circhi. A Torino esiste inoltre il più grande circolo italiano di magia, gli “Amici della Magia”. Scuola e punto di incontro per i grandi prestigiatori italiani.

È tutto veramente molto interessante, tua moglie fa parte di questo ambiente? La tua famiglia di origine come ha preso questa tua inclinazione?
Mia moglie è un’acrobata aerea, specializzata in tessuti, trapezio e corda aerea. Entrambi siamo diplomati alla scuola di circo “Flic” di Torino, scuola affiliata alla Fedec, Federazione Europea Circense. La mia famiglia d’origine, inizialmente era sconcertata per la scelta di questo lavoro ma con il tempo è stata felice di vedermi felice.

Hai detto che hai lavorato in diversi circhi, ti piace questo tipo di vita?
Ho passato dei periodi bellissimi. Quando vivi in un circo e ti trovi bene con la famiglia che lo gestisce, si crea un bel gruppo, vivi in totale libertà e spensieratezza. Feste, spettacoli e viaggi sono il quotidiano. Ricordo ogni momento della mia vita circense. Dal primo giorno nell’ Embell Riva, un grande circo che ci ha accolto come figli e ci ha portato in giro per l’Italia e per la Grecia; al viaggio lungo la “Route 66” con il “Circo Zoppè” negli Stati Uniti d’America; fino all’ultima tournée con tutta la mia famiglia con il “Phenomena Circus”, in Italia e in Slovenia. Da due anni invece riesco a gestire piccoli circhi, occupandomi degli artisti e della regia dello spettacolo.

Che tipo di spettacolo presenti? Ti piacerebbe lavorare quindi dietro le quinte come direttore artistico di un grande spettacolo?
Presento un varietà, un mix energetico di comicità, effetti magici e performance circensi, della durata di circa un’ora e un quarto. Amo portare lo stile “Street” nei teatri e nelle convention. Mi piacerebbe lavorare dietro le quinte ma solo se mi danno anche la possibilità di entrare in pista.

Ci sono delle musiche che preferisci utilizzare durante le prove durante gli spettacoli? Quanto è importante la musica per te?
La musica genera emozione e quindi è parte fondamentale di una performance. Durante le prove ascolto musica rock, rocksteady o ska. Per gli spettacoli scelgo la musica in base alle emozioni che voglio trasmettere.

Hai una personalità eclettica. Quali sono i titoli che hai vinto? E quali vorresti raggiungere ancora?
Nel 2015 ho conseguito il titolo di “Masters of Street Magic”, partecipando al “Campionato Mondiale di Magia di Piazza”, a Saint Vincent. Inoltre ho un “Guinness World Record”, in veste di manipolatore di cappelli. Ho ricevuto una menzione speciale dalla Regione Piemonte per aver portato l’arte “made in Turin” in giro per il mondo. Vorrei conseguire altri Guinness World Record e poi mi piacerebbe partecipare ad una puntata del “Le Plus Grand Cabaret Du Monde”, programma di varietà francese.
Ma il più grande premio me lo sono costruito da solo: la mia creazione, il mio libro “On the road a game” scritto nel 2016.

Che bello! Parlami del tuo libro…
Il titolo “On the road a Game/again!”, nasce da un gioco di parole: di nuovo sulla strada/sulla strada un gioco! La strada ha rivestito un ruolo importante nella mia vita, è sempre stata presente. Dalle giornate passate tra le vie del quartiere dove sono cresciuto, alla strada vista ed intesa come viaggio. Per poi passare agli spettacoli nelle piazze e ai lunghi spostamenti con le carovane. Sono un nostalgico delle piazze, delle vie, delle panchine che prendono vita grazie ai bambini che ci giocano e ai ragazzi che si innamorano. “On the road a game” è un libro che parla di avventure successe on the road. È inoltre un libro guida per chi vuole intraprendere l’avventura del busker, ossia dell’artista che si esibisce nelle piazze. Dall’arrivo del pubblico fino alla richiesta del cappello. Lo potete trovare contattandomi: misterdavid75@gmail.com

Deve essere molto interessante. Complimenti! Lo leggeremo sicuramente. Cosa ti piace fare nel tempo libero?
Nel tempo libero amo insegnare ai miei bambini le arti circensi, surfare – quando le circostanze lo permettono – ed allenarmi nella mia arte.

C’è un artista a cui ti ispiri?
Non mi ispiro a nessun artista in particolare. Amo tutti gli artisti che si esibiscono per il popolo, che usano un linguaggio semplice, comprensibile da tutti e che danno il massimo durante le loro performance. A tal proposito definisco la mia arte: performativa, divertente e popolare. Per le evasioni sono invece rimasto colpito leggendo il libro di Massimo Polidoro, “Il Grande Houdini”, dove veniva esaltata la capacità comunicativa dell’artista ungherese.

C’è stato un momento in cui hai pensato: “non ce la farò mai”?
Non è proprio nel mio carattere, anzi a volte esagero al contrario, ottimista per natura.

 

Se non avessi fatto questo lavoro, cosa ti sarebbe piaciuto fare?
Prima di fare l’artista lavoravo come barman nei locali. Amavo molto questo lavoro perché ero sempre a contatto con la gente. Quindi avrei proseguito con quello, oppure avrei optato per una bancarella di oggetti artigianali.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?
Il mio obiettivo è quello di continuare a vivere facendo quello che mi piace e di girare il mondo con mia moglie e i miei figli.

Mi resta un’ultima domanda da farti, dove potremo venire a vederti nei prossimi mesi?
Certo. Se passate dalla Liguria mi troverete al “Natale di Giuele”, tendone da circo bianco e rosso nel “Villaggio di Giuele” a Finale Ligure.
Spettacoli tutti i weekend di Novembre e di Dicembre, e dal 22 dicembre al 6 gennaio tutti i giorni con tre spettacoli.

Spero di poter venire a vederti quanto prima allora. Grazie per la tua disponibilità e per la passione con cui hai risposto alle mie domande. In bocca al lupo per tutto e tienici aggiornati sui tuoi lavori futuri.
Grazie mille a te e ai tuoi lettori. Certo! Seguitemi sulla mia pagina Facebook e a presto!

Che aggiungere? È stato davvero bellissimo aver avuto la possibilità di intervistare questo grande artista ed entrare un po’ nel suo mondo fatto di atmosfere magiche e incantate, che con estrema disinvoltura cammina sul filo sospeso tra sogno e realtà.
Continuate a seguirmi!

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