Una stella nella notte

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Mi chiamo Stella e sono un animale notturno. O meglio, amo definirmi così, nonostante le sembianze siano indiscutibilmente quelle di un essere umano: due braccia, due gambe, un seno, una testa, qualche capriccio, molti desideri e un’invidiabile capacità di sdrammatizzare, così dicono.

animaleSono cieca dalla nascita, ma preferisco immaginarmi come un “animale notturno”, anziché come una disabile, o peggio, come si usa dire oggi –con l’intenzione, forse, di sembrare più delicati- come una non vedente. Immagino di essere un piccolo quadrupede in sovrappeso, con il pelo folto e lucido, grandi occhi color verde inquinato e una coda tutta da accarezzare! Ovviamente, non so come sia il color verde inquinato o cosa possa suscitare nello sguardo di chi vi si imbatte, tuttavia, azzardo. D’altronde è quello che faccio sempre.
profondità marePer me il color verde inquinato è qualcosa di conturbante, come la profondità del mare –entità liquida, fresca e profumata di vita che tanto adoro. E’ qualcosa che solletica complesse riflessioni intime, allo stesso tempo, però, sospinge verso qualcosa di estatico. Qualcosa di seducente, dal forte impatto emotivo…
Quanta poesia… Beh, effettivamente sono sempre stata una tipa romantica… e grassottella, lo ammetto! per questo mi vedo come un animale notturno in sovrappeso, piuttosto che come un procione in passerella!
Vado matta per l’impepata di cozze con fette di pane casereccio e l’immancabile scarpetta, impazzisco per la pasta con le sarde, per il rombo al forno, per i calamari ripieni e perdo letteralmente la testa per i filetti di tonno con salsa ai capperi… insomma, amo tutto ciò che odora di mare!

mareAh, il mare… il suo brusio, la sua energia, il suo profumo mi riconciliano con la parte buia che c’è dentro di me -come se ce ne fosse una luminosa! Ho solo vent’anni, eppure, vedo già tutto nero. A dir la verità, ho sempre visto solo ed esclusivamente una sfumatura dei colori dell’arcobaleno, il nero, ma non è poi così male.
Non c’è dubbio, nella mia vita c’è solo la notte. Questo, però, mi protegge dai raggi del sole indiscreti, dai riflessi accecanti e dalle aberrazioni cromatiche che confondono la bellezza insita dell’universo. Nel mio mondo monocorde, il regista sono io. Sono io il responsabile artistico di tutto ciò che accade. Decido io quali colori immaginare. In fondo, è una grande fortuna!
stellaVedo tutto nero, ma brillo per fantasia che consente il miracolo della vita che mi è toccata in sorte, seppur immersa nell’oscurità: sono una Stella nella notte. Non lo dico in preda a un delirio di onnipotenza, si tratta semplicemente di gratitudine. Ciò che mi aiuta ad avvertire alcuni singoli, preziosissimi spiragli di luce, sono i miei sensi molto sviluppati -fatta eccezione per la vista, naturalmente.

naturaSento, percepisco, distinguo e accolgo dentro di me infinite sfumature di un mondo che non mi è dato vedere, sfumature che un essere umano normodotato nemmeno sa intuire. Inoltre, conosco il linguaggio della natura. Il sole, per esempio, parla, così fanno gli alberi e anche la pioggia. Il mare, poi, quel mare che adoro in ogni sua declinazione –svago, riflessione e nutrimento- usa un linguaggio a dir poco complesso, ma straordinariamente affascinante. La sua voce, infatti, alterna continui cambi di tono, timbro e ritmo che io, però, ho imparato e interpretare riuscendo a dare ad essi la giusta direzione e a me, il giusto conforto… proprio come fa una Stella nella notte per le anime smarrite!

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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