Parliamo di BDSM

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Il legame a doppio filo di un mondo ancora oscuro e segreto. Ma è così impenetrabile e perverso come si dice? Quando sei una donna single ti capita di incontrare qualsiasi tipo di persona, soprattutto qualsiasi tipo di uomo. Da quello single come te, a quello separato, da quello in crisi con tutto e tutti a quello che abita ancora con i genitori. Per ogni tipologia se ne potrebbe fare uno studio, poi ci sono alcune caratteristiche che andrebbero approfondite.


Negli ultimi mesi però mi è capitato sempre più spesso di imbattermi in “personaggi” alquanto bizzarri e particolari e ho deciso di soffermarmi per un po’ su quest’argomento.
Come si evince dal titolo dell’articolo si parla di BDSM: non è un articolo sul sesso o che parli di sesso, ma di divulgazione culturale per chi non ne sapesse nulla.
Inutile fare gli struzzi, dopo i vari successi mainstream letterari e cinematografici la materia è diventata argomento di studio, di approfondimento, di conoscenza ed è stata anche molto bistrattata.
BDSM_collar_backLa psichiatria ha iniziato ad analizzare diversi aspetti, così come l’opinione personale, e c’è chi vede in esso solo un mondo deviante e perverso, e chi ovviamente no. Ma cerchiamo di capire perché.
La siglia BDSM è l’acronimo di Bondage Dominazione Disciplina Sottomissione Sadismo Masochismo.
Parole che farebbero aborrire qualsiasi signorina benpensante, ma anche qualsiasi femminista esasperata dal “siamo tutti uguali”, “comando io”, “io sono mia”.
Confesso il peccato, la prima volta che ne ho sentito parlare mi sono fatta una risata, ho guardato il mio interlocutore e ho risposto seccamente: non se ne parla proprio, sono una persona normale a cui non interessano queste cose.
Qualche tempo dopo mi è capitato di incontrare un altro soggetto con le stesse inclinazioni, stessa mia reazione, solo che a un certo punto la curiosità aveva preso il sopravvento.
Cosa sta succedendo a questa società? È giusto voltarsi dall’altra parte? Io per lavoro scrivo e allora perché non indagare, non farmi una mia opinione?

Per deformazione professionale sono portata a incuriosirmi, ad informarmi e a parlare di quello che mi circonda, allora ho deciso di infiltrarmi in questo mondo e di capire cosa sta succedendo. E soprattutto se è vero che è una moda di questo periodo. Sul web sono presenti diversi forum, più o meno validi. La prima cosa che si nota è che qualunque diversità sia presente è ben accetta: non esistono giudizi o pregiudizi per omosessualità, bisessualità, transgender, uomini che amano vestirsi da donna, donne che amano comportarsi da uomini, nessuno viene giudicato per essere se stesso. Questa cosa mi è piaciuta molto, realmente sembra di trovarsi in un mondo fuori dal mondo, in cui ognuno posa la maschera che indossa durante il giorno e diventa se stesso.

Come su qualsiasi forum, ho lasciato una mia presentazione, in questo caso ho provato come ‘slave’ e ho aspettato che mi contattassero per capire dove si andasse a parare. L’ho lasciata su diversi forum per farmi anche un’idea del target.

Facciamo un passo indietro. Nel mondo BDSM il rapporto è impari, c’è un dominante che può essere sia l’uomo sia la donna, e c’è il sottomesso che tendenzialmente è quello con il carattere meno forte e tende a ‘subire’, da qui anche i termini dom/sub.

C’è una parte della letteratura che parla di questo tipo di rapporti e anche in Italia si sono iniziati ad utilizzare termini stranieri per indicare i ‘padroni’ Master, per l’uomo; Mistress, per la donna; slave/sub, schiavo, per il sottomesso.

Come vi dicevo qualcosa in letteratura si trova, possiamo citare “Venus im Pelz” di Leopold von Sacher-Masoch (da cui il termine masochismo), alcuni libri di De Sade, anche Pasolini ne parla, sebbene con intenti del tutto differenti dal volere mettere in evidenza temi erotici, il romanzo Histoire d’O di Pauline Réage, e alcuni altri.
Da questi ne sono stati tratti anche alcuni film: L’angelo azzurro del 1930, La frusta e il corpo, Histoire d’O come l’omonimo romanzo, Secretary, Venere in pelliccia di Roman Polanski che si rifà proprio al romanzo di von Sacher-Masoch.

Tralasciamo tutta quella parte di letteratura da romanzo rosa che si è diffusa negli ultimi anni e da cui ne è nata anche una saga cinematografica. Gli adepti di questa filosofia di vita sono abbastanza arrabbiati con Erika Leonard, che ha lasciato passare un messaggio del tutto inesatto di questo mondo.

L’unica cosa realistica all’interno dei romanzi è la presenza di un contratto tra le due parti che ne convengono. Dopo un periodo di frequentazione più o meno lungo, in cui la ‘coppia’ capisce se ci sia o meno sintonia e se sia il caso di andare avanti, si stipula un contratto. Parlando con un avvocato mi ha detto che il contratto in questione ha valore legale, in realtà ciò che ha valore legale è la segretezza degli atti. Al di fuori di questo tipo di coppia nessuno dovrebbe dire le pratiche effettuate, anche se in realtà alcune di queste sono arrivate anche in tribunale e un giudice ha dovuto valutare la natura delle violenze e l’attinenza alla sfera sessuale corporale.

In buona sostanza le due parti si impegnano a essere leali e oneste e il sottomesso si cede al ‘padrone’; il reato di schiavitù, secondo l’articolo 600 del codice penale, non esiste più da anni quindi nessuno è padrone di un altro. Inoltre se le due persone sono consenzienti non viene riconosciuta nessuna forma di violenza.
L’altra cosa veritiera è la presenza di una safeword, parola di salvezza, che i due concordano in precedenza e se la pratica diventa troppo spinta, si avverte troppo dolore, basta pronunciarla e tutto si ferma. In questo caso la fine della dominazione è immediata.

Il tipo di legame che si crea, per quanto possa risultare difficile da credere, è molto profondo. Si basa sulla fiducia assoluta e se si ritiene che la persona con cui ci si interfaccia non sia affidabile, bisogna allontanarsi il prima possibile. Gli esperti di questo mondo sanno bene che prima di creare un qualsiasi legame fisico, bisogna creare un legame mentale.

Quello che ho potuto notare è che i partecipanti a questi forum hanno quasi tutti una cultura medio-alta, ottime professioni, sono appassionati di arte e di letteratura, non sono mai banali e sono principalmente del Nord Italia. Dopo essermi iscritta, hanno iniziato ad arrivarmi richieste di conoscenza, fa sempre gola una ‘novizia’. Una novizia è una persona che non ha mai avuto padroni, non ha mai praticato BDSM, non ha mai avuto regole da seguire e di conseguenza è un foglio bianco, una sorta di ‘vergine’ da istruire e da introdurre in questo mondo, da plasmare a piacimento del primo padrone che la prenderà con sé.

Simbolo tipico della dominazione è il collare.

All’inizio quando mi contattavano mi chiedevano: “sei mai stata collarata?”  Onestamente neanche capivo… Poi ho compreso questo neologismo e ho sorriso quando ho compreso che mi chiedevano se avessi un collare, un guinzaglio. Ho riso molto. Gli unici collari che ho sono quelli dei miei cani.

In realtà in questo mondo tutto viene preso in maniera estremamente seria. Voi pensate che sia un gioco? Per loro, per chi ne fa parte, non lo è.

Ci sono regole chiare e definite e bisogna rispettarle, ogni rapporto, ogni contratto prevede le proprie.

Altra cosa che ho notato, oltre alla grande concentrazione al Nord degli iscritti, è la promiscuità.

Ora iniziamo ad entrare nel vivo di questo mondo.

Moltissimi uomini e donne vivono una doppia vita, lasciano consorti e pargoli a casa e si dirigono beatamente verso i luoghi di tortura. Stimabili padri di famiglia si trasformano, e scopri che tranquillamente ti confessano di avere anche due o tre slave; questo a mio avviso ha poco a che vedere con questo mondo. Sono solo uomini stanchi della solita routine e pensano di uscire così dalla noia che li attanaglia. Ci sono anche donne che tendono a subire in famiglia e poi cercano evasione nel BDSM, dominando uomini realmente deboli.

Altra cosa abbastanza squallida sono quelle figure che si fanno pagare. Vi spiego. Di uomini così, a dire il vero, ne ho conosciuti pochi, ma di donne, anche molto giovani, intorno ai 20 anni ce ne sono moltissime. Ragazzi che pagano per farsi maltrattare, ma maltrattare seriamente. In questo mondo molta importanza ha la dominazione mentale e può capitare che si abbia voglia di sottomettere anche persone dello stesso sesso; è come se fosse una sorta di narcisismo autorizzato, con tutti che guardano verso il centro comune che è il Master/Mistress, questo superuomo che si pone più come un ‘dio’ che come un essere umano. E può decidere se infliggere o meno punizioni.
Le punizioni e le umiliazioni.

In questi termini iniziano le pratiche sadomasochistiche, in molti casi si ricerca il dolore per tornare a sentirsi padroni del proprio corpo. Non è come “lo famo strano” di Verdone, è qualcosa in cui si rischia di farsi proprio male.

Di solito si inizia con un approccio graduale, man mano si introducono nuovi giochi e nuove varianti. La violenza può essere eccessiva. Il padrone detta delle regole e se il sottomesso non le rispetta viene punito, in maniera più o meno consona. Diciamo che frustate e sculacciate (spanking, nel gergo) sono quasi ordinarie.
In realtà in questo immenso ‘circo’ ogni tanto si esibiscono anche personaggi più o meno credibili, che sollevandosi un po’ rispetto agli altri, si sentono di ergersi ad ‘educatori’ e consiglieri, sia dei loro stessi colleghi, sia delle povere ragazze indifese che si affacciano a questo mondo.

Per quanto mi riguarda non ho trovato niente di particolarmente anomalo, se a uno piace essere fatto male, che lo facesse pure, sempre parlando di persone consenzienti. Tutto ruota, come al solito, intorno al sesso. È solo una forma di conoscenza diversa, chi ne fa parte ostenta legami più profondi, intensi e complici. Io ho potuto notare solo grandi uguaglianze con il mondo vanilla, quello normale per intenderci. Si tradisce, si esagera, ci si pente, si cercano novità magari spingendosi un po’ oltre con la violenza, che da una donna (ribadiamolo) non dovrebbe mai essere accettata.

shibari1C’è un giro economico molto grande intorno ai giochini, si alimenta l’ego di uomini che hanno la necessità di ostentare il proprio dominio attraverso un collare (ma anche donne), si finisce succubi di elementi che dopo un po’ vengono a noia per la banalità della ripetizione degli atteggiamenti, come qualsiasi altra relazione. Ovvio che se poi il rapporto si basa su altri tipi di affinità allora la coppia può anche crescere. Per quanto mi riguarda, non ho incontrato nessuno di questi personaggi fuori dal mondo virtuale ed è stato tutto molto deludente, quasi al punto da rimpiangere Mickey Rourke e Kim Basinger in “9 settimane e ½”. Se proprio lo dovete fare fatelo bene!

Sarà che ne avevo un’idea totalmente differente, pensavo di poter scoprire un mondo più nobile, mi sono ritrovata nel solito puttanaio (ops… lasciatemi passare il termine). In alcune circostanze si organizzano eventi privati a cui partecipano vari personaggi e anche in questo caso bisogna firmare accordi di segretezza, in realtà non succede granché.

Sarà che per la nostra società il sesso è ancora tabù, soprattutto se spinto e forte, e quindi parlarne scandalizza ancora?
Alcune pratiche sono belle da vedere, come quella dello shibari (pratica che consiste nell’effettuare nodi con delle corde sul corpo della novizia, ndr) ma per quanto mi riguarda mi risulterebbe molto noioso aspettare tutto quel tempo. Inoltre ci sono varie categorie di sottomesse/i: chi ricerca la figura paterna, chi quella materna, gente che va in giro con pannolini o nodi sotto i vestiti, chi proprio chiede espressamente di essere fatto male, in modo anche serio.

Resto convinta che laddove ci sia condivisione e complicità non c’è nulla di male, insomma ognuno facesse ciò che gli piace, però non si può non affermare che alcune cose sono vere e proprie devianze che andrebbero approfondite, ricercate e magari analizzate. La maggior parte dei Master riconosce di avere capito di volere cose differenti dalle relazioni che instauravano intorno ai 20 anni, e che i loro rapporti erano un po’ più intensi rispetto a quelli dei loro coetanei.

Non bisogna improvvisarsi mai in questo mondo, non sono mancate tragiche morti e la violenza dovrebbe essere sempre vista come esaltazione di un piacere, non per tenere legato qualcuno. Finita la sessione si ritorna alla normalità e tutto finisce se l’altro chiede lo stop. In questi termini è tutto molto controllato. Ad oggi non credo che ci sia qualcosa di interessante per cui valga la pena approfondire oltremodo questi argomenti ed è meglio non illuminare molto un luogo, dove forse ciò che spaventa è solo la mancanza di luce, e se si accendesse l’interruttore ci si renderebbe conto che non ha niente da mostrare. Come una paura profonda in cui non si abbia voglia di guardare, ma che se poi apri gli occhi ti rendi conto che era poca roba.

A volte si ricercano cose segrete solo per riconoscersi, trovare un’identità, in realtà questo mondo sotterraneo non è molto diverso da quello che si vive alla luce del sole. I lividi comunque non dovrebbero mai essere un vanto. 

(L’articolo non si pone né come analisi psicologica, né come esaltazione di alcuna pratica. Quest’articolo ha il solo fine informativo e divulgativo di un argomento di cui ultimamente si sente parlare spesso)

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Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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