Noi diciamo: “i miei bambini”

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Non ho mai smesso di andare a scuola ed ho ancora tanta voglia di continuare.La scuola e’ parte importante della mia vita,rappresenta una parte dell’ infanzia, dell’adolescenza,delle scelte, del lavoro e del mio essere madre;essa e’ famiglia,e’come essere a casa.

Ai miei tempi si chiamava Scuola Elementare. Ricordo i quaderni piccoli, le letterine che riempivano le pagine, le operazioni, le poesie a memoria, le interrogazioni di Storia, quando la Storia aveva un programma più vasto. Ricordo i momenti in cui si poteva giocare con la fantasia, senza carte o giochini pubblicizzati in televisione. Ricordo gli album di figurine, ricevute solo per premio a fine settimana e non ogni giorno per compensare, in parte, l’assenza di noi genitori. Ricordo la semplicità, il vivere “genuino” e il rispetto che c’era per i maestri. Però mi torna in mente anche la troppa autorità di alcuni insegnanti, le punizioni, le differenze che alcuni rendevano evidenti tra i bambini.

Ho frequentato la scuola di un paese di collina, si toccavano con mano atteggiamenti diversi e dipendentemente da quale stato socio-economico si provenisse. Questo e’ stato il “brutto” della scuola, ed è il motivo per cui io, come insegnante, non faccio differenze. I bambini sono bambini, sempre, ovunque, con gli stessi diritti di essere sostenuti, apprezzati, gratificati; “dargli la speranza che tutti ce la possano fare”.

Durante la mia vita da maestra ho incontrato genitori portatori di valori onesti, sani, ma anche altri altezzosi e intolleranti; spesso è accaduto che i loro figli stringessero amicizia proprio con chi e da cui i genitori li avrebbero voluti tenere lontani… I bambini ci insegnano a vedere con il cuore ed insegnano molte cose quando sono seduti sui loro banchi…

La scuola dovrebbe essere un punto di incontro tra alunni,genitori e docenti,spesso non lo è, perché manca la comunicazione, quella vera, umana. Manca la comprensione,la consapevolezza che stiamo crescendo insieme questi figli; manca la condivisione dei saperi, delle speranze, anche delle paure. Io ricordo che quando iniziai a lavorare una mia collega, con tanti anni di esperienza, come primo consiglio, non mi parlò di didattica, di metodi educativi, di programmazione. Mi disse invece: “Ricorda sempre che hai tra le mani vite umane” ed e’un suggerimento che ho sempre tenuto presente. Infine, per chi non lo sapesse, quando noi maestre parliamo della scuola, non diciamo: la mia classe o i miei alunni, no, noi diciamo “i miei bambini” come fossero figli…

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