In favore di “Blade Runner 2049″ di Denis Villeneuve

1
Share on Facebook16Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Più temuto che atteso, arriva nelle sale “Blade Runner 2049″ il sequel di quella che è stata un’opera che ha segnato la seconda metà del secolo scorso, non solo nel campo cinematografico. Denis Villeneuve prende in mano il racconto e le tematiche e ne fa un film tutto suo, disegna nuove visioni e un nuovo mondo e supera l’esame.

blade-runner-2049-poster-1

Blade Runner 2049

Regia: Denis Villeneuve
Sceneggiatura: Hampton Fancher, Michael Green
Soggetto: Philip K. Dick, Hampton Fancher
Produttore esecutivo: Ridley Scott e altri

Paese: Stati Uniti
Genere: noir, fantascienza, cinema d’autore
Durata: 163 minuti

Interpreti:
Ryan Gosling: Agente K
Harrison Ford: Rick Deckard
Ana de Armas: Joi
Sylvia Hoeks: Luv
Jared Leto: Neander Wallace
Robin Wright: Tenente Joshi
Mackenzie Davis: Mariette
Carla Juri: Ana Stelline
Lennie James: Mister Cotton
Dave Bautista: Sapper Morton

Consigliato a: a chi ha apprezzato i precedenti film di Denis Villeneuve, ai fans di Ryan Gosling, ai fans di Harrison Ford, ai fans della fantascienza filosofica, ai fans dei film che vogliono andare a fondo alla contemporaneità
Sconsigliato a: alle persone ancorate al passato, a chi è sempre convinto di aver visto cose che noi umani…

blade runner girlLa fredda critica

Gli autori hanno fatto raccomandazione di non svelare niente della trama, per cui questa critica potrà risultare un po’ astratta. La storia è ambientata nel 20149, 30 anni dopo il primo Blade Runner. I replicanti di tipo Nexus sono fuori legge e cacciati per essere “ritirati”. Ora ci sono replicanti obbedienti, ma un Nexus che lavora come Blade Runner per la polizia, scopre la possibilità che possa davvero esistere un essere più umano dell’umano.

Il regista canadese Denis Villeneuve (La donna che canta (Incendies) (2010), Prisoners (2013), Enemy (2013, dal romanzo “L’uomo duplicato” di José Saramago), Sicario (2015), Arrival (2016)) raccoglie la sfida improba di portare sullo schermo il sequel di Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott che dal 1982 è un cult immortale, un punto fermo nella storia dell’arte del secolo scorso, non solo a livello cinematografico.blade runner 2049

Con una sceneggiatura che semplifica qualche passaggio e si dilunga su altri, questo Blade Runner dà l’impressione di voler trascurare un po’ il racconto per diventare soprattutto un film di immagini. Questo è senz’altro un pregio, perché con scene bellissime (prima fra tutte l’incontro tra Ryan Gosling e Harrison Ford tra gli ologrammi di Elvis Presley e Frank Sinatra, dove tutto è diventato sintetico, tranne il Whisky), curate perfettamente nelle luci e nelle scenografie, Villeneuve ci restituisce un 2049 in cui la tecnologia non è molto diversa da quella di oggi (a parte i replicanti, ovviamente), ma nel quale si vedono le conseguenze del mondo che stiamo costruendo (un clima folle tra deserti e nevicate sterili, la natura che non produce più nulla, città alveare).

L’agente K è un eroe pieno di dubbi e di speranze e Ryan Gosling è davvero adatto alla parte del replicante a caccia di lavori in pelle, di se stesso, di risposte a domande che forse non ha il coraggio di porsi. Ma sono soprattutto i personaggi e le interpreti femminili a lasciare il segno, nei loro modi differenti di affrontare un mondo in cui è sempre più necessario fare emergere quel po’ di umanità che può salvare.

deckard mr KManca probabilmente un po’ di azione e soprattutto mancano quei cattivi ambigui e disturbanti che avrebbero fatto la differenza. Resta comunque un grandissimo film, visivamente avvolgente, capace di disegnare mondi e ambienti credibili e originali e di porre domande (quale mondo stiamo lasciando? chi raccoglierà la nostra eredità? è vero che tutte le società, quindi anche la nostra, si basano sullo sfruttamento?) e continuare ad affrontare le questioni filosofiche sulla vita, l’umanità e l’eredità di quello che facciamo che il primo Blade Runner aveva aperto.

Villeneuve ha avuto l’abilità di non snaturare Blade Runner (per storia, personaggi e tematiche), ma ne ha fatto un film in cui è lui l’autore con la propria visione. Il mondo che emerge da questo Blade Runner 2049  è un mondo dalle meccaniche implacabili  ma che, per quanto sintetico possa essere, riesce ancora a scatenare quei sentimenti e quelle emozioni profondi che lo tengono in vita.

L’accoglienza

Il film era attesissimo. Il battage pubblicitario come sempre in questi casi era iniziato da mesi con trailer, anticipazioni, segreti lasciati trapelare. Uscito in oltre 4.000 sale, negli Stati Uniti si attendevano circa 50 milioni di dollari di incasso nel primo week end. Il pubblico però non ha risposto alle attese e gli incassi sono stati solamente di 32 milioni. In italia il film è stato distribuito in oltre 700 sale per un incasso di quasi 2 milioni di euro. In tutto il mondo il risultato del primo week end è di poco più di 80 milioni di dollari totali, che non sono pochi, non si può gridare al flop, ma non si nasconde la delusione.Blade-Runner-2049-4-1024x426

Qualcuno ha incolpato l’eccessiva lunghezza del film che riduce il numero di spettacoli, e quindi gli incassi per ogni sala. In realtà ad un’analisi più attenta possiamo sostenere che il risultato è molto buono. Anche il primo Blade Runner, almeno all’inizio, non fu un successo di pubblico e solo successivamente diventò un cult con riedizioni e versioni successive. Blade Runner uscì 35 anni fa e i fans non sono stati coltivati nel corso degli anni come quelli di Star Wars, non era scontato riportarli al cinema. Inoltre non si tratta di una saga di super eroi buona per tutti i palati e adatta alle famiglie, ma di film più complessi.

Nel complesso la critica ne ha parlato bene, o molto bene: su Rotten Tomatoes ha una percentuale di critiche positive dell’88% con un voto medio di 8,2/10. Anche in Italia la critica lo ha accolto positivamente e l’Undici, nel suo piccolo, si unisce e vi invita ad andarlo a vedere, non ne rimarrete delusi.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook16Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Cosa ne è stato scritto

  1. laura

    Quando dite che non vi piace e la menate che il primo era meglio è solo perché siete dei vecchi dentro, dei noiosi nostalgici

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?