In favore di “Blade Runner 2049″ di Denis Villeneuve

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Più temuto che atteso, arriva nelle sale “Blade Runner 2049″ il sequel di quella che è stata un’opera che ha segnato la seconda metà del secolo scorso, non solo nel campo cinematografico. Denis Villeneuve prende in mano il racconto e le tematiche e ne fa un film tutto suo, disegna nuove visioni e un nuovo mondo e supera l’esame.

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Blade Runner 2049

Regia: Denis Villeneuve
Sceneggiatura: Hampton Fancher, Michael Green
Soggetto: Philip K. Dick, Hampton Fancher
Produttore esecutivo: Ridley Scott e altri

Paese: Stati Uniti
Genere: noir, fantascienza, cinema d’autore
Durata: 163 minuti

Interpreti:
Ryan Gosling: Agente K
Harrison Ford: Rick Deckard
Ana de Armas: Joi
Sylvia Hoeks: Luv
Jared Leto: Neander Wallace
Robin Wright: Tenente Joshi
Mackenzie Davis: Mariette
Carla Juri: Ana Stelline
Lennie James: Mister Cotton
Dave Bautista: Sapper Morton

Consigliato a: a chi ha apprezzato i precedenti film di Denis Villeneuve, ai fans di Ryan Gosling, ai fans di Harrison Ford, ai fans della fantascienza filosofica, ai fans dei film che vogliono andare a fondo alla contemporaneità
Sconsigliato a: alle persone ancorate al passato, a chi è sempre convinto di aver visto cose che noi umani…

blade runner girlLa fredda critica

Gli autori hanno fatto raccomandazione di non svelare niente della trama, per cui questa critica potrà risultare un po’ astratta. La storia è ambientata nel 20149, 30 anni dopo il primo Blade Runner. I replicanti di tipo Nexus sono fuori legge e cacciati per essere “ritirati”. Ora ci sono replicanti obbedienti, ma un Nexus che lavora come Blade Runner per la polizia, scopre la possibilità che possa davvero esistere un essere più umano dell’umano.

Il regista canadese Denis Villeneuve (La donna che canta (Incendies) (2010), Prisoners (2013), Enemy (2013, dal romanzo “L’uomo duplicato” di José Saramago), Sicario (2015), Arrival (2016)) raccoglie la sfida improba di portare sullo schermo il sequel di Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott che dal 1982 è un cult immortale, un punto fermo nella storia dell’arte del secolo scorso, non solo a livello cinematografico.blade runner 2049

Con una sceneggiatura che semplifica qualche passaggio e si dilunga su altri, questo Blade Runner dà l’impressione di voler trascurare un po’ il racconto per diventare soprattutto un film di immagini. Questo è senz’altro un pregio, perché con scene bellissime (prima fra tutte l’incontro tra Ryan Gosling e Harrison Ford tra gli ologrammi di Elvis Presley e Frank Sinatra, dove tutto è diventato sintetico, tranne il Whisky), curate perfettamente nelle luci e nelle scenografie, Villeneuve ci restituisce un 2049 in cui la tecnologia non è molto diversa da quella di oggi (a parte i replicanti, ovviamente), ma nel quale si vedono le conseguenze del mondo che stiamo costruendo (un clima folle tra deserti e nevicate sterili, la natura che non produce più nulla, città alveare).

L’agente K è un eroe pieno di dubbi e di speranze e Ryan Gosling è davvero adatto alla parte del replicante a caccia di lavori in pelle, di se stesso, di risposte a domande che forse non ha il coraggio di porsi. Ma sono soprattutto i personaggi e le interpreti femminili a lasciare il segno, nei loro modi differenti di affrontare un mondo in cui è sempre più necessario fare emergere quel po’ di umanità che può salvare.

deckard mr KManca probabilmente un po’ di azione e soprattutto mancano quei cattivi ambigui e disturbanti che avrebbero fatto la differenza. Resta comunque un grandissimo film, visivamente avvolgente, capace di disegnare mondi e ambienti credibili e originali e di porre domande (quale mondo stiamo lasciando? chi raccoglierà la nostra eredità? è vero che tutte le società, quindi anche la nostra, si basano sullo sfruttamento?) e continuare ad affrontare le questioni filosofiche sulla vita, l’umanità e l’eredità di quello che facciamo che il primo Blade Runner aveva aperto.

Villeneuve ha avuto l’abilità di non snaturare Blade Runner (per storia, personaggi e tematiche), ma ne ha fatto un film in cui è lui l’autore con la propria visione. Il mondo che emerge da questo Blade Runner 2049  è un mondo dalle meccaniche implacabili  ma che, per quanto sintetico possa essere, riesce ancora a scatenare quei sentimenti e quelle emozioni profondi che lo tengono in vita.

L’accoglienza

Il film era attesissimo. Il battage pubblicitario come sempre in questi casi era iniziato da mesi con trailer, anticipazioni, segreti lasciati trapelare. Uscito in oltre 4.000 sale, negli Stati Uniti si attendevano circa 50 milioni di dollari di incasso nel primo week end. Il pubblico però non ha risposto alle attese e gli incassi sono stati solamente di 32 milioni. In italia il film è stato distribuito in oltre 700 sale per un incasso di quasi 2 milioni di euro. In tutto il mondo il risultato del primo week end è di poco più di 80 milioni di dollari totali, che non sono pochi, non si può gridare al flop, ma non si nasconde la delusione.Blade-Runner-2049-4-1024x426

Qualcuno ha incolpato l’eccessiva lunghezza del film che riduce il numero di spettacoli, e quindi gli incassi per ogni sala. In realtà ad un’analisi più attenta possiamo sostenere che il risultato è molto buono. Anche il primo Blade Runner, almeno all’inizio, non fu un successo di pubblico e solo successivamente diventò un cult con riedizioni e versioni successive. Blade Runner uscì 35 anni fa e i fans non sono stati coltivati nel corso degli anni come quelli di Star Wars, non era scontato riportarli al cinema. Inoltre non si tratta di una saga di super eroi buona per tutti i palati e adatta alle famiglie, ma di film più complessi.

Nel complesso la critica ne ha parlato bene, o molto bene: su Rotten Tomatoes ha una percentuale di critiche positive dell’88% con un voto medio di 8,2/10. Anche in Italia la critica lo ha accolto positivamente e l’Undici, nel suo piccolo, si unisce e vi invita ad andarlo a vedere, non ne rimarrete delusi.

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8 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Paolo Flamigni (Gigi)

    Il 27 ottobre Blade Runner è uscito due paesi economicamente importanti che mancavano, Cine e Giappone. Con gli incassi del week end il box office a livello mondiale ha superato i 223 milioni di dollari. Non sarà un successone, ma nemmeno il flop che si dice, visto che il film è costato 150 milioni.
    Vedremo come si assesterà a fine corsa

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    • Viviana Alessia

      Ho visto il primo e il secondo Blade Runner. Buoni film che , come dici tu , fanno pensare. Ottima anche la tua recensione su Blade Runner 2049. Io penso che i film non vanno giudicati solo per gli incassi. Oggi ho fatto notte a scrivere sull’ Undici. Buona notte a tutti.

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  2. Kiki

    E’ come scrive Gigi, visivamente siamo al livello del capolavoro, ma la trama è troppo esile per reggere 162′ di film; va bene l’atmosfera sospesa e rarefatta, ma alla fine il film non decolla mai. Il paradosso è che si sopporta meglio la parte iniziale – più lenta – di quella finale in cui si concentra l’azione. Non si resta con la bocca amara, ma asciutta sì.

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  3. laura

    Quando dite che non vi piace e la menate che il primo era meglio è solo perché siete dei vecchi dentro, dei noiosi nostalgici

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    • Viviana Alessia

      Oggi è brutta giornata, cara Laura, pertanto ti chiedo ( un po’ ) di comprensione già in partenza. Vorrei chiederti in quale riga dell’ articolo hai letto che l’ articolista dice che Blade Runner 2049 non piace e che qualcuno la mena solo perché è un noioso e vecchio nostalgico. L’ articolo elogia piuttosto il film in questione. Se tu metti invece semplicemente le mani avanti perché non ti vanno eventuali critiche negative sul film avresti fatto meglio a precisare il tuo apprezzamento sul film e stop. Che cavolo c’ entra con una recensione la vecchiaia, la giovinezza, la nostalgia? Io giovane non sono, eppure ti assicuro che certi remake mi piacciono più della versione originale, come apprezzo nuove canzoni almeno quanto quelle, francamente intramontabili, dei miei anni giovani. E conosco molti giovani che apprezzano molto canzoni e film d’ altri tempi. Dimmi un po’: te la sentì senti di dire che il film ” Indovina chi viene a cena ? ” è una noiosa polpetta per vecchi dentro, noiosi e nostalgici? Se così fosse, non hai capito un bel niente di problematiche, arte, giovinezza, vecchiaia e la vecchia, ormai sorda, accecata, stordita, saresti proprio tu ! Scusa sai, ma il tuo approccio al commentare mi sembra più che altro un gioco a nascondino. Comunque libera di approcciarti a quel che vuoi come vuoi, ci mancherebbe che no! Peccato che mi ricordi quel peregrino sottostante casa mia che quest’ estate, infastidito dal piatto scivolato di mano alla mia non giovanissima cugina e caduto fragorosamente a terra andando in millanta pezzi è venuto su a battere alla porta di casa mia. Non ottenendo risposta perché la cugina non udiva poiché raccattava frettolosamente i cocci prima dell’ arrivo dei suoi nipotini, il giovin ribaldo tirò un’ abbottata di calci alla porta che mi costrinse ad alzarmi dal letto nonostante una crisi reumatica potente che mi costringeva febbrile a letto e a farmi preparare la pastina appunto dalla malcapitata cugina. Spalancai la porta in men che non si dica e il soggetto, colto con gamba alzata, mi chiese se facevamo dei lavori in casa!… Serafica gli risposi che all’ una si prepara da mangiare…non si va in giro per il condominio come quindicenni diarroici che han la popó ancora attaccata alle mutande. Imbestialito si mise a gridare che eravamo vecchie dentro (proprio come scrivi tu, guarda caso! ) e che non avevamo comprensione per giovani che vanno onestamente in balera ( è un mio eufemismo perché l’ ambiente è ben altro!) fino alle quattro di notte e per bambini che devono dormire di giorno perché sono stati abituati a godere tutta la bellezza della notte fino al sorger del dì per filosofia di vita ( che ovviamente tutti i vicini di condominio e borgata conoscevano). Arrivò persino alle minacce. Io lo ascolto guardandolo dritto negli occhi e sibilo solo : – Vedremo.
      Dico solo questo poi…poi han da passare le giornate e le nottate per tutti. Ormai va così, è prassi, non ci piove sopra.
      Il giovin ribaldo ha cambiato locazione. I bimbetti pure, apprendendo altrove le loro lezioni di tanto originale filosofia. Resta interdetta ed incredula la mia povera cugina che non riesce a capacitarsi di come si possa vivere in città a questo modo. Lei vive in una casetta su una conca assolata dove s’ adagia un tranquillo paesino in cima alle alpi. Le rispondo sempre che certa gente non dovrebbe nemmeno vivere in mezzo al bosco fra le bestie selvatiche, ma, come afferma convinto per analoghe esperienzialità il mio pur giovane e decisamente mite dentista, nel bel mezzo del deserto con la sola compagnia del sole, dell’ aspide di Cleopatra e dello scorpione giallo. Lei sospira e mi guarda con compassione: invecchiare fra gentaglia irrispettosa e pure scriteriata non fa per lei.
      Rifletti magari un po’, Laura, prima di dare dei noiosi ai vecchi. Per il semplice fatto che la sanno lunga e la sanno menare più di te, per esperienza. Proprio come mi dicevano i vecchi, ascoltati e rispettati, della mia giovinezza. E poi, sai, non ci pensi, ma la ruota gira, inesorabile.

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      • Laura

        Ciao Viviana, anch’io non sono una ragazzina. Lo ero quando vidi il primo Blade Runner. Non volevo fare una critica all’articolo, che condivido, il mio commento era riferito a tanti miei coetanei che non sono neanche andati a vedersi questo Blade Runner, perché tanto non sarà mai bello come il primo.
        E neanch’io sarò più bella come lo ero a 18 anni, ma sono bella lo stesso

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        • Viviana Alessia

          Ben detto, cara Laura! E io arrischio persino che magari si è più belli quando l’ età avanza perché lo sguardo, il volto, la voce, i modi acquisiscono quella consapevolezza che conferisce fascino, senza il quale la bellezza è nulla. Disse non molto tempo fa una splendida Irene Papas all’ ottimo Piero Angela che elegantemente le faceva notare la di lei luminosa bellezza in una indimenticabile scena dell” Odissea”, interpretata dall’ attrice tanti anni prima, che quella di allora non era la bellezza, bensì solo giovinezza. Una frase illuminante che, da allora, mi ha fatto sovente rammaricare riguardando le foto dei miei anni giovanili : perché diamine in quei tempi ora lontani mi dannavo imperterrita l’ esistenza con l’ idea di essere disperatamente difettosa, mentre le immagini di allora rimandano ad una freschezza gradevole, innocente, ignara? E’ proprio vero, la bellezza autentica è nell’ anima e solo con l’ età l’ anima si espande, si arricchisce, si riempie di vissuti e vicende che riversano sul volto quella consapevolezza intensa e penetrante che, misteriosamente, emana fascino e magia.

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