Anteprima sul Festival di Baglioni

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Sanremo-2018

Giusto iniziare a parlarne già da ora?

C’ho pensato un po’ prima di scrivere questo pezzo, qualcuno mi ha detto: è troppo presto, qualcun altro storcerà il naso, eppure sentivo di dover spendere già due parole sulla direzione artistica della 68ª Edizione del Festival di Sanremo.
Si sa che in Italia siamo i primi disfattisti di noi stessi, “Sanremo la solita noia. Sanremo e le case discografiche. Il palco delle ovvietà”, diciamo che in questi anni a questo povero evento non gli è stato risparmiato nulla. Ed è anche vero che l’Italia è la culla delle ‘canzonette’ leggere e sentimentali, tendiamo sempre ad apprezzare di più ciò che viene dall’estero, come se volessimo negare la nostra stessa natura romantica.
Il Festival di Sanremo è un’istituzione e in quanto tale io la rispetto, la seguo, la critico, ne parlo e ne scrivo.
Anche se io scrivo di storia del rock, sono appassionata di punk, ho avuto un inizio abbastanza pop e sono affezionata a questa kermesse e proprio non riesco a parlarne male, perché “Sanremo è Sanremo!”.
Per “inizio pop” intendo che, appena nata, mia madre mi cantava la ninna nanna con le canzoni di Claudio Baglioni e capirete perché io sia cresciuta amandolo.
Per reazione e gap generazionale avrei potuto odiarlo, invece sono venuta su conservando l’antica passione materna.
Un po’ ho avuto paura quando ho sentito il nome di Baglioni come direttore artistico della kermesse e “conducente” come lui vuole definire se stesso in questa edizione; ma poi sono stata felicissima.
Ho avuto paura perché il Festival, come mi ha suggerito qualcuno, è “un morto che cammina” da diversi anni, e basta un passo falso per cadere a picco. È stata una sorta di difesa, di protezione, nei confronti di una persona a cui voglio bene da sempre e ho paura che possa farsi del male.
Poi però è salita la gioia, finalmente la possibilità (come se ce ne fosse ancora bisogno) di dimostrare le grandi capacità di musicista di questo romantico cantautore.
Talvolta quando parliamo del ‘pop’ abbiamo un atteggiamento troppo snobistico, io in primis, eppure Claudio Baglioni nella sua musica ha sempre fatto ricerca, cercato suoni nuovi, diversi, sperimentando, pur mantenendo il suo stile dolce e malinconico.
Alcuni suoi album sono dei veri e propri capolavori, per chi ama i testi ricercati e prova a rivivere attraverso i testi delle canzoni esperienze della propria vita.
Io sono sicura che la scelta degli artisti in gara e delle canzoni (soprattutto) non sarà lasciata al caso, ogni cosa verrà curata nel minimo dettaglio. La competenza musicale è altissima, parliamo di un musicista stimato da tutti i suoi colleghi e maestri, lo stesso Ennio Morricone ne parla benissimo e Franco Battiato ha anche avuto delle collaborazioni con lui.
Sarà un Festival in cui la musica tornerà ad essere al centro, speriamo anche in una scenografia che ridia dignità all’orchestra, visto che lo scorso anno era relegata sotto il palco, invisibile e al buio. C’è una notizia proprio di questi giorni che riporta come attendibile il fatto che sia lo stesso Baglioni a disegnare il palco, chi lo conosce sa la sua passione per l’architettura e le scenografie.
Dicevamo: la musica al centro; arrangiamenti, melodie, musiche, ritornelli, torneranno ad essere importanti e ad avere il ruolo che meritano. Scompare la serata delle cover (per fortuna), non ci saranno eliminazioni nel corso della gara e, fino alla fine, tutti avranno gli stessi spazi per poter esibire il proprio brano.

“L’eliminazione è stata cancellata. Non ci sarà, come in tutte le edizioni precedenti, quella pratica un po’ violenta del dover mandare a casa qualcuno. – dice Baglioni – Chiunque degli invitati al Festival, dei proponenti, siano essi giovani o campioni, cominceranno il Festival e lo finiranno. Nessuno andrà via, nessuno dovrà fare le valigie. Ci sarà comunque un concorso, ma questo renderà Sanremo simile a un festival del cinema o a un festival letterario”.

Claudio Baglioni condurrà il festival ma non troppo, così ha dichiarato lui stesso in un’intervista a Vincenzo Mollica. Avrà un ruolo meno principale sul palco, mentre controllerà che tutto proceda per il meglio.

“Penso che in maniera coerente, chi lavora da tanto tempo a un progetto, a una canzone, abbia dignità e diritto di riproporre quel suo brano, questa volta con altri artisti, con musicisti o con altri cantanti, in forma di duetto, di trio, in forma di performance aggiuntiva. Quindi sarà di nuovo quel brano, ma magari arrangiato in maniera diversa. Conduttore no, conducente sì – ha spiegato Baglioni – perché il Festival io lo condurrò fino a quel punto, poi dipenderà un po’ dalla squadra, ma sicuramente il mio lavoro è già tantissimo, perché significa fare e decidere molti degli aspetti del Festival. Praticamente tutti, dalla scenografia, alla linea editoriale, ai contenuti, al significato generale di questo Festival, che vedrà la musica al centro, visto che hanno voluto, dopo ben tre no, perché ho detto tre volte no poi alla fine ho ceduto, un musicista e cantautore alla guida”.

Seguirò attivamente la creazione di questo Festival e ve ne parlerò ancora.

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