55 anni di Diabolik, il Re del terrore

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Dal genio di due donne la nascita di un nuovo personaggio e di un nuovo genere fumettistico per l’Italia, che dopo 55 anni fa ancora parlare di sé.

Diabolik compie 55 anni e per festeggiarlo è stato deciso di creare una raccolta di storie brevi disegnate dai maestri del fumetto italiano, reinterpretandolo secondo il loro stile personale.
Quegli stessi artisti che lo hanno disegnato nel corso del tempo: a partire dalla celebre copertina di Milo Manara, passando a disegnatori del calibro di Daniele Brolli, Alfredo Castelli, Tito Faraci, Licia Ferraresi e Mario Gomboli, Giancarlo Alessandrini (Martin Mystere), Roberto Baldazzini (Casa Howhard), Giacomo Bevilacqua (A Panda Piace), Giuseppe Camuncoli (Spider-Man), Massimo Carnevale (Dylan Dog), Claudio Castellini (Nathan Never), Giorgio Cavazzano (Topolino), Luca Enoch (Drago Nero), Enzo Facciolo (Diabolik), Vittorio Giardino (Max Fridman), Arturo Lozzi (Dampyr), Corrado Mastantuono (Tex Willer), Lorenzo Mattotti (Fuochi, Jekyll & Hyde), Ivo Milazzo (Ken Parker), Franco Paludetti (Diabolik), Giuseppe Palumbo (Ramarro), Sergio Toppi (Giulia), Claudio Villa (Tex Willer), Sergio Zaniboni (Diabolik) e Silvia Ziche (Topolino).

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Diabolik nacque grazie ad un’idea di Angela Giussani, moglie dell’editore Gino Sansoni, da una costola dell’“Astoria”, la casa editrice di Sansoni, la Giussani si era creata un suo piccolo spazio: l’ “Astorina”.
La donna, ispirata dai pendolari che vedeva viaggiare tutti i giorni, perché la sua casa era nei pressi della stazione di Milano, decise di ideare un fumetto con un formato differente, più piccolo rispetto a quelli normali, e che potesse essere riposto in tasca.
Grazie anche alle indagini svolte dalla casa editrice sapeva che le persone, che si spostavano per raggiungere i luoghi di lavoro, leggevano maggiormente thriller o romanzi noir, stabilì allora che il suo personaggio sarebbe stato un ‘cattivo’, fuori dagli schemi, “il re del terrore”, come si legge sulla copertina del primo numero.
In un secondo momento, questa donna così aperta alle novità e lungimirante, coinvolse nel suo progetto anche sua sorella, Luciana.
Diabolik è uscito in edicola senza mai interruzioni e ad oggi il fumetto è arrivato all’episodio 850, più i libri speciali e i vari albi.
Astorina e Oscar Ink presenteranno al “Lucca Comics & Games”, in anteprima nazionale, il volume che prende il nome: “Diabolik fuori dagli schemi”. La ricorrenza precisa cade proprio il 1° Novembre (il primo numero uscì proprio il 1° Novembre 1962) e quale luogo migliore se non Lucca, si poteva scegliere per festeggiare il compleanno di questo personaggio che ha segnato la svolta nel mondo fumettistico?
Quando uscì ogni copia aveva in prima pagina la dicitura “per adulti”. I temi trattati, le peripezie del ladro spregiudicato, avrebbero potuto minare gli animi dei più piccoli, eppure in poco tempo Diabolik divenne argomento di discussione e fenomeno di massa, tanto che fu materia di studio per sociologi ed esperti della comunicazione.

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È grazie alle sorelle Giussani che nacque il fumetto nero italiano.
Ispirata da tre personaggi antecedenti a Diabolik, Angela Giussani decise di riprendere il personaggio di Lupin per l’astuzia, Rocambole, un personaggio francese, per la cattiveria, Fantax, per la capacità di trasformismo e per l’uso dei costumi e delle maschere. Dalla fusione di questi tre personaggi viene fuori il cattivo per antonomasia che ancora fa parlare di sé e ha molto da svelare.
Per esempio, non è ancora mai stata dichiarata la vera identità del ladro, sebbene quando fu ritrovato (era un bambino di pochi mesi, ndr) aveva con sé dei documenti.

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Nel terzo numero della serie fa per la prima volta la sua comparsa Eva Kant, la bellissima ragazza, che innamoratasi perdutamente del cinico ladro, ne diventerà prima compagna di vita e poi complice assoluta.
Per le fattezze fisiche di Diabolik, le sorelle Giussani si ispirarono a Robert Taylor, per quelle di Eva Kant, alla Principessa di Monaco, Grace Kelly.

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Come far passare inosservato questo magnifico evento, dunque?
Creato dal genio e dalla determinazione di due donne, che dopo i primi risultati non soddisfacenti delle vendite, non si diedero per vinte e decisero di insistere nel loro progetto, facendolo diventare nel giro di poco tempo immortale, è un bellissimo esempio sia di creatività, ma anche di forte emancipazione femminile tipica degli anni sessanta.
Di sicuro ancora una volta non resteremo delusi, e anche se gli stili dei partecipanti al libro saranno diversi, ognuno lo avrà reinterpretato a suo modo e ci avranno reso un grande regalo, facendoci rivivere un tempo senza tempo, inseguendo e cercando di fermare ancora una volta il volto coperto di nero, che ancora oggi, stretto alla sua irresistibile bionda, sorride con un ghigno brindando al tempo che passa.

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