Letteratura in musica

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Quanti artisti si sono lasciati ispirare dalla letteratura? Quanti casi editoriali sono stati trasposti in musica?  Scopriamolo insieme…

Dico spesso che musica e letteratura viaggiano parallele. Spesso mi soffermo a pensarci;  in un precedente articolo ho anche accennato al calo delle vendite dopo l’avvento del digitale sia nel mondo musicale, sia in quello editoriale. Poi l’altro giorno, da una situazione di vita quotidiana, ho preso lo spunto per scrivere quest’articolo: la letteratura in musica, tutti quei brani musicali scritti prendendo ispirazione dal mondo letterario.

Ho iniziato a chiedere un po’ in giro, senza soffermarmi più di tanto, e man mano che procedevo nella ricerca  la mente si apriva sempre di più. Una volta individuato il meccanismo con cui la mia mente cataloga le canzoni conosciute e selezionato poi le migliori da inserire in queste articolo, queste ultime hanno iniziato a venirmi in mente una dopo l’altra, e lo stesso è successo anche ai miei amici che hanno iniziato a riempirmi di messaggi. Esperimento che potreste tranquillamente ripetere anche tra di voi.

Moltissimi sono i musicisti anche scrittori. Tra i grandissimi come non citare Bob Dylan e Leonard Cohen? A me però interessava trovare tutti quelli che hanno preso qualcosa dalla letteratura e hanno deciso di metterlo in musica. Man mano  ci venivano in mente sempre più pezzi; alla fine così ho raggiunto il mio obiettivo: una grande quantità di elementi da analizzare e, poi, inserire nel mio articolo.

Questa volta non parlerò solo di rock, sarà una fusione di più generi…

Vediamo un po’ cosa è emerso da questa nuova indagine. Anche in questo caso, come ho già detto, ho chiesto aiuto a molti di voi, domandandovi  di ricordarmi alcuni titoli e di segnalarmi quelli che non conoscessi; la ricerca è stata bella piena e siete stati preziosi e per questo voglio ringraziarvi tutti, anche voi che vorrete commentare l’articolo aggiungendo pezzi.

deandrePer quanto riguarda la musica italiana sicuramente molti grandi cantautori hanno messo in musica eventi letterari e storici; è  il caso di Fabrizio de André, Francesco Guccini, Angelo Branduardi. Quest’ultimo, nel suo brano “Confessioni di un malandrino”, si è ispirato proprio a una poesia di Sergej Esenin. Il suo nono album “Branduardi canta Yeats”, lo dedica completamente all’opera di William Butler Yeats, mettendo in musica dieci poesie dello scrittore irlandese; così come per l’album “L’infinitamente piccolo”, mette in musica i sonetti di San Francesco.

Di Fabrizio de André ricordiamo l’opera dedicata a Edgar Lee Masters, “Non al denaro non all’amore né al cielo”: egli stesso in un’intervista a Fernanda Pivano ricorda come fosse rimasto colpito da Spoon River, perché in ognuno di quei personaggi aveva trovato un po’ di sé:

“è chiaro che la virtù mi interessa di meno, perché non va migliorata. Invece il vizio lo si può migliorare: solo così un discorso può essere produttivo”.

Come non ricordare Cirano e Don Chisciotte di Francesco Guccini?
Franco Battiato invece in “Apriti Sesamo” si rifà a “Le mille e una notte”.
Anche per la Piccola Orchestra Avion Travel ritroviamo un brano ispirato al celebre poeta,“Cirano”.

Per quanto riguarda gli artisti stranieri, come non citare per prima la celebre Kate Bush e la sua “Wuthering Heiths”? Ispirata totalmente ai dolci pensieri che Catherine “Cathy” Earnshaw riserva al suo tormentato amore per Heathcliff, in poco tempo divenne una “Top of the Pops” e si ascoltava ovunque. La ballata pop presenta delle sfumature rock, l’assolo finale di chitarra è eseguito da Ian Bairnson, per anni componente del gruppo “The Alan Parson Project”. Da qui possiamo rifarci proprio a quest’ultimo gruppo citato, la band che fin da subito si è fatta conoscere per i suoi suoni prog rock sperimentali. Essa ha all’attivo moltissimi album ispirati al mondo della letteratura, tra cui “Tales of Mystery and Imagination – Edgar Allan Poe”, in cui tutte le tracce riportano gli omonimi titoli dello scrittore statunitense. Nel 2003, Eric Woolfson, fondatore del gruppo insieme ad Alan Parson, ha pubblicato da solo un album che può essere considerato un seguito ideale di “Tales of Mystery and Imagination – Edgar Allan Poe” e cioè“Poe: More Tales of Mystery and Imagination”“I Robot” è invece un tributo allo scrittore di fantascienza Isaac Asimov.“Eye in the Sky”, si rifà al romanzo omonimo di fantascienza di Philip K. Dick; quest’album ha un’importanza unica per la musica contemporanea in quanto presenta la prima traccia, nella storia della musica leggera, totalmente suonata da un computer, la dimostrazione lampante di quanto fossero pronti a sperimentare questi signori della musica. La canzone è appunto “Mammagamma”.

Restando in tema horror ricordiamo il disco degli Iced Earth, “Horror Show”, in cui ogni canzone è ispirata a un romanzo o a un racconto horror, tra cui “Dracula”.

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Passando al rock più duro, al metal, troviamo i Metallica con notevoli riferimenti al mondo della letteratura; loro è la canzone “The Call of Ktulu”, ispirata al racconto “Il richiamo di Cthulhu”, da cui riprende anche il titolo di Howard Philips Lovercraft.
Sempre del gruppo metal “For Whom the Bell Tolls”, ispirata al sermone “Per chi suona oggi la campana” di John Done, ripreso a sua volta da Ernest Hemingway nell’omonimo romanzo del 1940.

Virtuosi non solo del suono questi metallari, ma anche nella capacità di esprimere in musica la loro conoscenza; anche Bruce Dickinson, cantante degli Iron Maiden ha scritto un intero album “The Chemical Wedding”, basato sulle opere dello scrittore/pittore inglese William Blake. Proprio degli Iron Maiden ricordiamo “Murders in the Rue Morgue”, dall’omonimo racconto di Edgar Allan Poe. “Phantom of the Opera”, dal libro omonimo di Gaston Leroux.

“Venus in furs” per i Velvet Underground dall’omonima opera di Leopold von Sacher-Masoch.
Il profondo e sublime David Bowie in “The Supermen”, si ispira a “Così parlò Zarathustra” di nietzschiana memoria.

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Passiamo poi al post-punk dei “The Cure” e ritroviamo il loro primo singolo in assoluto tratto e ispirato dal romanzo “L’Étranger” (Lo straniero) di Albert Camus, per la canzone il titolo è Killing an Arab.
Trasferiamoci dai Police, e alla loro “Tea in the Sahara”, dal romanzo di Paul Bowles, “Il tè nel deserto”. Ci riprovano poi con “Don’t stand so close to me”, ispirata al romanzo “Lolita” di Vladimir Nabokov, riuscendo sempre benissimo aggiungerei.

Torniamo in Italia con l’indie rock degli Afterhours e il loro ottavo album “I milanesi ammazzano il sabato”, liberamente ispirato all’omonimo romanzo noir di Giorgio Scerbanenco.

Un tema più sentimentale quello ripreso dai Dire Straits con la loro Romeo & Juliet”, ma non è l’unica opera ispirata al mondo della letteratura per il gruppo rock britannico, troviamo anche: Telegraph Road che si rifà a Knut HamsunPrivate investigations a Raymond Chandler,  Sailing to Philadelphia a Thomas Pynchon Why are man a Seamus Heaney,  Heavy fuel a Martin Amis.

Ci provano, riuscendo benissimo, anche i Rolling Stones, con “Sympathy for the Devil”, contenuta nell’album Beggars Banquet, e ispirata a “Il Maestro e Margherita” di Mikhail Bulgakov.

Arriviamo al grunge dei Nirvana che nella loro “Scentless apprentice” si rifanno a “Il Profumo” di Patrick Süskind.
Mentre i Rush ci provano con Tom Sawyer.

Torniamo un attimo in Italia con Edoardo Bennato e la sua “Burattino senza fili”, ispirata alla celebre favola di Collodi e “L’isola che non c’è”, ispirata al celebre Peter Pan.

Per quanto riguarda le colonne sonore con canzoni a tema possiamo citare “1984” degli Eurythmics, colonna sonora del film “Orwell 1984”. Ad Orwell si ispirano anche i Pink Floyd con “Animals”, in questo caso riprendendo “La fattoria degli animali”.
Peter Gabriel dedica “Mercy Street” all’opera e alla vita di Anne Sexton, poetessa e scrittrice dei primi del novecento.

Passiamo poi al glam rock di Elton John con “Goodbye yellow brick road”, lasciatosi ispirare da “Il Mago di Oz” di Frank Baum.

Per andare a cercare nelle opere di nicchia c’è anche il concept album “Zarathustra” dei Museo Rosenbach, tutto ispirato all’opera di Nietzsche, proprio come succede per il già citato David Bowie.

Il Teatro degli orrori canta e ricorda “Majakovskij”, mentre i Marlene Kuntz ricordano Osip Mandel’štam, nella loro “Osja, amore mio”.

Ma nel nostro cuore quale sarà rimasta impressa più di tutte? Sicuramente, per chi come me è cresciuto negli anni ’90, non si può non citare in fine la versione “disco dance” della poesia di Giosuè Carducci, “San Martino”, portata alla ribalta da quel mattacchione di Fiorello con il titolo “La nebbia agli irti colli”.  In quegli anni era diventata un vero e proprio tormento più che tormentone…

Sicuramente tante altre non le ho citate, moltissime non le conoscerò ed altre non le avrò ricordate. Ma voi quale ricordate, amate, più di tutte? Fatemelo sapere!

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gabriella

    Grazie! di Angelo Branduardi non sapevo! (e anche qualche altro) Ti segnalo, ma lo saprai già “Wait for Her” dall’ultimo album di Roger Waters, tratta dalla poesia del grande poeta palestinese Marmoud Darvish.

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  2. Gianluca Bartalucci

    Grazie, ce ne sono alcuni di cui ignoravo l’ispirazione letteraria.

    Comunque la letteratura nei Rush è assai diffusa, magari non ci sono pezzi che si rifanno totalmente a un libro, ma le citazioni comunque si sprecano. Neil Peart, batterista e scrittore di testi, è chiamato The Professor per l’alto numero di libri che legge.

    Un altro? Blind Guardian – Nightfall in middle earth (ispirato ai lavori di Tolkien, segnatamente al Silmarillion).

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    • Imma I.

      Grazie, Gianluca! Ottime osservazioni. Ahimé, anche il mio sapere è limitato e sono felice di integrarlo… Grazie! :)

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