L’Arte come libertà e diritto di espressione: la Fondazione Michele Cea

Share on Facebook100Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

“Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima”.

Nell’affermarlo, George Bernard Shaw sapeva  bene che soltanto l’arte può fungere da strumento imprescindibile per la conoscenza di sé. L’arte, dunque, intesa come  attitudine, rivoluzione, liberazione, osservazione, estensione, eccezione, l’arte come il solo ed unico esito di un appello elettivo, dalla voce universale. È a tali principi ed intenti che si ispirano le attività della neonata Fondazione Michele Cea, costituitasi nell’estate del 2017 a Milano, con lo scopo di sostenere artisti, giovani e non, in condizioni economicamente disagiate o non particolarmente vantaggiose, fornendo loro la possibilità di disporre di luoghi nei quali immergersi, creare ed esporre le proprie opere. Un piccolo grande progetto che trae tutta la sua forza e la sua energia dal ricordo dell’artista a cui deve il nome, Michele Cea, giovane creativo milanese prematuramente scomparso nel 2015 ad appena 27 anni, talento artistico sorprendente, testimone di un’attitudine artistica totalizzante, autodidatta (fa studi sociologici e filosofici) ed osservatore acuto e sensibile che, attraverso le sue opere, ha dato forma al mondo contemporaneo, prigione dorata che tutto ingloba, e alle sue più ostinate contraddizioni esistenziali e sociali. Dice di lui, tra le altre cose, il critico d’arte Massimiliano Porro: “Raccontare le sue opere non è semplice:sono mani tese per raccontare e raccontarsi. I suoi pieni e vuoti sono simbolo di una forza interiore che non ha mai accettato i compromessi dettati dal mercato dell’arte, ammiccanti come le sirene con Ulisse”. Nel nome di Michele, dunque, l’obiettivo della Fondazione è quello di promuovere, senza fini di lucro, l’arte a 360 gradi, con l’organizzazione di mostre personali e collettive sia  in Italia che all’estero, tavole rotonde itineranti, sportelli di supporto e di ascolto psicoterapeutico. Una serie di attività in cui la Fondazione Michele Cea vuole mettersi completamente in gioco, lasciando poi agli artisti il ruolo di protagonisti principali.

21427166_1864072847242092_130299045092067152_oLa Fondazione inoltre  ha, tra gli altri scopi, quello di organizzare il “Premio Michele Cea”, un riconoscimento riservato ad artisti e creativi nel campo delle arti visive, che non abbiano superato i 40 anni d’età. Attraverso il premio, la Fondazione desidera promuovere il riconoscimento di nuovi talenti e divulgare e diffondere la produzione artistica di Michele Cea e di tutti coloro che, attraverso le loro discipline di espressione, parteciperanno alle attività della Fondazione. Il Premio, giunto quest’anno alla sua seconda edizione, è stato inaugurato nel 2016, quando ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento  è stato l’artista siciliano Salvatore Morgante, autore dell’opera “Esplosione di piacere “. L’edizione del 2017 invece, tenutasi dal 9 al 16 settembre scorsi, allo Spazio Seicentro di Milano e realizzata con il patrocinio del Comune di Milano e la collaborazione dell’Associazione Regionale Pugliesi e l’Associazione Gaudium, ha visto primeggiare, tra le molte opere pervenute, quella dell’artista serba Andrea Solaja con l’opera “When the light comes – One light, One soul”.

Seppur  nata da poco, oltre al Premio la Fondazione ha già organizzato e preso parte ad eventi artistici molto importanti: dal 14 al 19 maggio 2017, ha promosso presso la Casa dei Diritti di Milano , la mostra dal titolo “Il diritto ad esprimersi” , esposizione che ha beneficiato del patrocinio del Comune di Milano e della stessa Casa dei Diritti. “Con questo evento – ha spiegato il Presidente della Fondazione, Nicola Cea -  si è voluto riconoscere il diritto a tutti gli artisti di esporre le proprie opere e di far conoscere la propria arte, il proprio messaggio. Infatti, la possibilità di comunicare e di esprimersi, in questo caso attraverso l’arte, è sinonimo di libertà ed è su di essa che si fonda la dignità umana. Dal 12 al 20 agosto 2017 poi, le attività della Fondazione hanno virato verso la Puglia, al Primo Festival Mediterraneo di Arte Contemporanea, indetto dalla Città Metropolitana di Bari, con il patrocinio del Comune di Giovinazzo, l’Accademia delle Culture e dei Pensieri del Mediterraneo e naturalmente la Fondazione stessa. L’evento, svoltosi nello splendido scenario del Chiostro dei Domenicani di Giovinazzo, ha visto protagonisti 23 artisti che hanno esposto circa 40 opere, gratuitamente e per una settimana. È in questa direzione che ormai la Fondazione ha deciso di andare, proseguendo nel farsi promotrice di un messaggio autentico, per essere il fulcro di attività concrete ed essenziali, le uniche in grado di ricondurre l’arte, con la sua funzione ed il suo valore,  al centro della nostra società.

21077554_1855494448099932_4920108872987395772_n
La Fondazione Michele Cea, presieduta da Nicola Cea, ha Lina Bavaro come vice presidente; a loro si affiancano il critico d’arte Massimiliano Porro e l’artista Elisabetta Piccirillo.
Tutte le informazioni aggiuntive, le foto degli eventi, le attività e le novità della Fondazione sono consultabili sul sito internet http://michelecea.com e sui profili Facebook  Gli Amici di Michele Cea e Michele Cea (Artist – in memoria di), Instagram gliamicidimichelecea e Twitter: @michelecea88.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook100Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?