La ragazza giapponese di fronte a me

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La ragazza giapponese di fronte a me, bambola di porcellana, che difficilmente diresti “è reale”, educatamente esorta il suo boy friend, asiatico anche lui, ad indovinare se la meta sia già raggiunta.

IMG_5165Guardo la scena come se assistessi a un film, come fossero dietro schermi di plastica, ed io anni luce lontana.
Lei indossa una blusa bianca ricamata e perfettamente stirata, poi mi accorgo essere un abito dal movimento sinuoso e silenzioso che fa spostandosi un po’ e reclinando la testa verso di lui che, con educata quanto deferente timidezza, si sporge un poco ad individuare il display del binario su cui siamo atterrati.

Non hanno mai visto Venezia, mi dico. Che improbabile emozione proveranno, da quanti siti, canali satellitari, pagine l’avranno scelta come meta. Intanto consultano entrambi una guida recante il nome ENJOY , centrale, nella copertina. Alieni di un altro pianeta. Conquistatori di uno spazio che fatico a condividere. Siamo a Mestre e solo pochi minuti allo sbarco.

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Ed io, che tanta bellezza negli anni ho ammirato, in fondo mi sento come loro. Si è sempre stranieri quando si arriva a Venezia. La sottile striscia che la collega alla terraferma, ombelico posticcio, facilita il turista stanco ed annichilisce il viaggiatore autentico, che tesoro fa della scoperta nella difficoltà. Ad ogni arrivo, in inverno come in estate, a qualunque ora del giorno, Venezia appare come un inafferrabile sogno, un desiderio sepolto e sopito ma mai svanito. E ad un tratto sgorga, con le sue labbra salate, immortale e seducente.

IMG_5137Un voce annuncia ai passeggeri l’ormai prossima discesa. Sai che dopo il bagno di folla della stazione l’incanto si ripeterà, non importa il caldo, la stanchezza, le code nelle calli, nei vicoli umidi, la rutilante profferta di menù a prezzo fisso. Perdersi e ritrovare la strada, ogni volta, non sapere cosa ti aspetta dietro l’angolo, quale gioia benefica addolcirà lo spirito o quale acqua ti negherà di proseguire il cammino.

Chissà cosa avranno provato i due giovani visitatori asiatici, nella loro prima volta.

Io, l’ennesimo stupore.

 

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