Jimmy Page, l’ombra del diavolo

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Dal culto esoterico alla nascita del mito, tutto quello che c’è da sapere su “ZoSo”

Pochi giorni fa tutto il popolo del rock ha festeggiato il compleanno di Robert Plant, il cantante e autore dei Led Zeppelin. Insieme a Jimmy Page, John Paul Jones e John Bonham, ha scritto la storia del rock. Tutto il gruppo è stato determinante per la nascita dell’hard rock. Molto si è discusso nel tempo sui Led Zeppelin, sui loro appartenenti e sull’aura di mistero che li attorniava. Sono stati tacciati più volte di ‘satanismo’ e di essere adoratori dell’occulto. Tutti hanno sempre smentito seccamente legami con il culto demoniaco, ma non hanno mai nascosto di essere affascinati dall’esoterismo e dalla magia, soprattutto Jimmy Page.

Sulla copertina dell'LP di Led Zeppelin IV campeggiano i quattro simboli

Sulla copertina dell’LP di Led Zeppelin IV campeggiano i quattro simboli

Come non amarli e non restare affascinati dalle loro personalità così controverse ed eclettiche? Oggi però voglio soffermarmi in particolare sulla scritta ‘zOso’ il simbolo scelto da Jimmy Page. Ognuno degli appartenenti al gruppo ne aveva scelto uno, simboli che compaiono sulla copertina del IV album. Robert Plant scelse la piuma racchiusa in un cerchio, John Paul Jones un cerchio con tre punte e John Bonham tre cerchi intrecciati. L’album, ufficialmente senza titolo, viene indicato anche come , Four Symbols, The Fourth Album, Untitled, Runes, Sticks, ZoSo, The Hermit o, semplicemente, IV.

Come spiegavo prima, diverse volte è stato fatto l’accostamento con il satanismo soprattutto per quanto riguarda Page, anche se lui ha sempre seccamente smentito, ma non ha mai negato di essere un fervente seguace e conoscitore del mago britannico Aleister Crowley (1875-1947). Molti fatti accaduti e questa devozione morbosa hanno creato da sempre intorno ai Led Zeppelin un’aura malefica che non li ha abbandonati mai, fino allo scioglimento del gruppo.

Proprio Jimmy Page è un fanatico collezionista di cose e di proprietà appartenute al mago Crowley: cappelli, bastoni da passeggio, libri, manoscritti, quadri, paraphernalia (gli attrezzi utilizzati dal mago durante i riti),  è arrivato addirittura ad acquistare nel 1970 una casa sul lago di Loch Ness, in Scozia, appartenuta ad Aleister Crowley, la “Boleskine House”, un antico maniero a Iverness. A proposito della casa, proprio Page dice:

«La casa di Crowley che comprai è sulle rive di Loch Ness, è appartenuta a due o tre proprietari prima di Crowley; fu anche una chiesa che poi bruciò con tutta la congregazione all’interno. Sono successe strane cose in quella casa che non hanno niente a che vedere con Crowley, e quelle cattive vibrazioni ci sono ancora».

Di sicuro l’interesse per il mago da parte di Page è ossessivo e morboso. E molti sono gli eventi strani legati a questo gruppo, molte le morti sospette, anche se in realtà, in quegli anni e in quell’ambiente, le morti sospette furono diverse. Tutto questo è servito ad alimentare il mito.

Jimmy Page

Jimmy Page

«Nel 1976, il socio dei Led, Keith Harwood, morì in circostanze misteriose; Keith Relf, ex membro degli Yardbirds, che formarono poi il nucleo dei Led Zeppelin, si suicidò; la moglie dell’amministratore di tournée, Richard Cole, perse la vita anche lei. Nel 1977, un bambino di cinque anni, Karac, figlio di Robert Plant, contrasse un’infezione virale mentre il gruppo era in tournée in America e morì [...]. Nel ’79, Philip Hale, un fotografo amico di Jimmy Page, morì in una villa di Page dopo aver ingerito una quantità eccessiva di morfina, cocaina e alcool; nel 1980, in un’altra ancora delle ville di Page, John Bonham incontrò la sua fine prematura. Graham Bond, uno dei migliori organisti di R&B in Inghilterra, sentì anch’egli una forte attrazione per Aleister Crowley (per un certo periodo Bond era stato cantante di un gruppo chiamato “Magick”). Negli anni ’70, lo scarso successo incontrato parve sommarsi alla sfortunata convinzione che lo ossessionava di essere il figlio illegittimo di Crowley. Nel 1974, quest’illusione prese il sopravvento nella sua mente malata e il giovane si uccise gettandosi sotto un treno mentre “era in uno stato di estremo squilibrio mentale”» (G. Herman, Rock’n’Roll Babylon, pag. 367).

Il 27 Settembre 1980 l’Evening News uscì con un articolo intitolato “La magia nera dei Led Zeppelin”, e si attribuivano tutti gli eventi nefasti alla vicinanza di Jimmy Page al Satanismo.

«Robert Plant e tutti quelli che sono vicini al gruppo sono convinti che le pratiche di magia nera di Jimmy Page siano la causa della morte di Bonham e delle altre tragedie. [...] I tre membri rimasti dei Led Zeppelin, ora, saranno un po’ spaventati al pensiero di ciò che potrebbe accadere la prossima volta».

Jimmy Page, John Paul Jones, John Bonham e Robert Plant: ognuno col suo simbolo

Jimmy Page, John Paul Jones, John Bonham e Robert Plant: ognuno col suo simbolo

In un’intervista con Pete Frame, Page così risponde riguardo ai simboli presenti sulla copertina del disco:

«Prima di concludere, ritorniamo al quarto album. Penso che nessuno abbia mai cercato di scoprire il significato di quei simboli che racchiudono il titolo. Vuoi parlarci di quei… quei caratteri runici islandesi, o cos’altro sono? Risposta di Page: “Non sono islandesi, quello è un equivoco che circola, e solo i due di mezzo sono realmente caratteri runici. Accadde che ciascuno di noi si scelse un simbolo e tutti insieme andarono a costituire il titolo del disco. Robert disegnò il suo: la piuma, simbolo base di tutte le filosofie con un retaggio molto interessante… ad esempio rappresenta il coraggio, per le tribù pellerossa. Il simbolo di John Paul Jones, il secondo da sinistra, è tratto da un libro sulle rune, rappresenta la fiducia e l’abilità (infatti è difficile da disegnare con precisione). Quello di John Bonham è tratto dallo stesso libro (i tre cerchi). Il mio simbolo l’ho disegnato io stesso, ma molti l’hanno confuso con la parola “zoso”, e negli States c’è stato chi ha messo in giro la voce che il titolo dell’ellepì era “zoso”, il che fu un peccato perché non si doveva supporre che fosse una parola completa, ma qualcosa del tutto differente… e con un differente significato”».

jimmy page

Una delle migliori chitarre della storia

Ma questa dichiarazione sembra essere stata rilasciata solo per non creare ancora più interesse ossessivo da parte dei fan ai culti satanici, difatti il simbolo “ZoSo” si ritrova in diversi testi, da prima che Page lo scegliesse, e prima addirittura della sua stessa nascita. Lo si trova all’interno di un vecchio manoscritto intitolato “Le Dragon Rouge” (1521), in un’annosa raccolta di «antichi fregi usati per i patti satanici» riprodotta in diverse opere, tra cui quella di François Ribadeau Dumas dal titolo “Histoire de la Magie”; quella di Maurice Bouisson intitolata “La Magia”; quella di Peter Kolosimo (1922-1984) intitolata “Polvere d’Inferno tra i «caratteri magici» per siglare un patto col demonio”; in una pagina de “Le Triple Vocabulaire Infernal” (1844), di Frinellan, e infine in quella di Pier Carpi (1940-2000) dal titolo “I Maestri Segreti” che in calce reca la dicitura «Alfabeto magico per la stesura di un patto col diavolo».

Page ha sempre così risposto: «Io non adoro il diavolo. Ma la magia mi affascina molto». In molti riconoscono che anche nel testo di “Stairway to Heaven” la presenza di backmasking, parole cioè che si ascolterebbero nitidamente mandando il disco al contrario. Nel caso di questa canzone le frasi sono lunghe e ben riconoscibili.

Anche nel III album succede qualcosa di anomalo, chiunque ne possegga una copia in vinile può notare una scritta sul bordo del disco, vicino all’etichetta: “Do what thou wilt, so mote it be” (“Fa’ ciò che vuoi, e così sia”). Il motto intorno a cui ruota tutta la filosofia di Crowley.

Quando Pete Frame intervistò Page, il chitarrista così rispose: «L’idea è stata mia. La storia che c’è dietro è troppo lunga da raccontare, ma l’intenzione era quella di dare un piccolo tocco esoterico… Speravo che nessuno la vedesse e nessuno l’ha vista tranne te, il che dimostra quanto manchi di spirito d’osservazione molta gente e quanto osservatore tu sia. Qualcun altro l’ha notato, da quel che so, perché Robert è venuto da me un giorno dicendomi che l’Atlantic aveva ricevuto delle lettere riguardo ad una strana scritta sul disco… vedi, ero l’unico del gruppo a saperne qualcosa».

Diverse sono le testimonianze di persone vicine al gruppo, come nel caso di Miss Pamela (Pamela Des Barres), una groupie delle GTO (Girls Together Outrageously) di Los Angeles, che è stata legata per un anno e mezzo a Jimmy Page: «Più che altro – dice Pamela – (Jimmy) era ossessionato dall’eccentrica figura del mago inglese Aleister Crowley e stava cercando di costruirsi una collezione privata degli oggetti di Crowley».

Una volta, dopo che Page era tornato in Inghilterra, Pamela trovò un manoscritto con note originali di Crowley al Gilbert’s Bookstore in Hollywood Boulevard, e lo comprò per lui. Avendo anche lei un’ossessione per il gioco dei Tarocchi, Pamela era attirata dall’argomento. «Ero veramente interessata a tutto quel mondo», racconta «Credo che Jimmy fosse decisamente coinvolto in pratiche di magia nera e che probabilmente facesse un sacco di rituali, con candele, sangue di pipistrello e tutto il resto. Credo che facesse proprio cose del genere. E, ovviamente, la diceria che avevo sentito da sempre era che tutti loro avevano fatto un patto con il diavolo – Satana, i Poteri Neri, chiamatelo come volete – affinché i Led Zeppelin conseguissero un gigantesco successo. Il solo che non voleva starci era John Paul Jones. Semplicemente non voleva farlo. Non so da dove venisse quella voce, ma era quello che si diceva» (cfr. S. Davis, Led Zeppelin: il martello degli dèi, Arcana Editrice, Padova 1995, pagg. 74-75).

Che i personaggi fossero strani non ci sono dubbi, ma ciò non toglie che ci abbiano lasciato delle opere musicali meravigliose, la loro preparazione musicale è innegabile.led zeppelin live

Per chiudere parlando ancora di “ZoSo”, circa il significato di questo fregio sono state avanzate diverse teorie: secondo Padre Régimbal, esso simboleggerebbe il potere che Satana ha sugli uomini a causa del fascino e della suggestione che una certa musica esercita su di essi. Altri sostengono invece trattarsi del simbolo di Cerbero, il mitico cane a tre teste che sorveglia l’ingresso del terzo girone dell’inferno dantesco. Altri ancora affermano che si riferisca ad un’entità malvagia evocata dall’occultista Austin Osman Spare (1886-1956), un membro dell’Astrum Argenteum di Aleister Crowley e della Fraternitas Saturni, rimasto famoso per i suoi riti autosessuali. «Zos», questo è il nome dell’entità, gli avrebbe dettato attraverso la «scrittura automatica» un inquietante messaggio-anatema per l’umanità (Anatema di Zos; 1927). Secondo altri, sarebbe da collegare a Zoser, un faraone della III dinastia. Ma con tutta probabilità, si tratta di un simbolo astrologico-alchemico di provenienza rosicruciana associato al culto satanico”. (fonte web)

Da chi siano stati ispirati non sta a noi giudicare, o indagare, quello per cui io li ringrazio ancora oggi, e credo che anche molte generazioni future lo faranno, è per le immense opere musicali che ci hanno lasciato.

 

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Imma I.

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