Deliri di uno psicopatico #13: Scuola – Istruzioni per l’(ab)uso

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Ciao a tutti! Sono un allegro squilibrato che ogni 10 o 25 del mese prova a togliersi la vita. Prima di farlo annoto su un foglio i miei pensieri, ripromettendomi che se esce un buon articolo rimando il suicidio alle due settimane successive. Se dovrò restare vivo tanto vale rompere le scatole, no?? Questo è lo scritto di ieri.

Come ogni anno ricomincia la scuola e riparte quella forma di supplizio medioevale che voi chiamate “istruzione” e io chiamo “sequestro di persona a scopo di tortura”.
Milioni di aspiranti al titolo di studio verranno rinchiusi in un edificio per apprendere concetti di dubbia utilità che non hanno scelto loro e nel migliore dei casi non utilizzeranno mai.
Ma qualora dovessi avere un figlio e fossi costretto a mandarlo in una scuola mi piacerebbe dargli in dotazione alcuni (in)sani valori alternativi, in modo che pur accettando le regole del gioco possa comunque metterne in dubbio l’efficienza.
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Carissimo erede: sei stanco di tv spazzatura spacciata per fantastici programmi istruttivi? Da oggi finirai in una scuola, un posto immondo dove ti diranno cosa fare e come farlo al solo fine di trasformarti in uno schiavo fottuto ma di successo.
Ti verrà fornito un libro di storia con tutta una serie di eventi selezionati in modo da garantirsi nel modo più accurato che tu ne capisca meno di un tubo. Ma chi decide cosa devi sapere e cosa no, non ci è dato saperlo.
Avrai una fantastica “educazione musicale” dove un docente verrà pagato per insegnarti a soffiare dentro un piffero. Potrebbero impartirti lezioni di chitarra, ma rischierebbero seriamente che provi piacere per quello che fai arrivando a vederlo come un’alternativa alla vita da recluso che hanno in serbo per te. Un rischio che la scuola si guarda bene dal correre.
Ti troverai a dover fare gruppo in una classe di rincoglioniti che finché sei “del gruppo” ti rispetteranno e se sei debole o diverso vorranno mutilarti. In tutto questo fomenteranno una tale dipendenza dalle persone da non riuscire neanche a sbadigliare senza aver prima consultato qualcuno.

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A volte ti porteranno a considerare i libri come fossero un mantra assoluto auto-convincendoti che sia migliore chi ha più risposte preconfezionate. Magari nella vita finirai allo sbando e non saprai risolvere il problema più futile ma vuoi mettere avere tutte le risposte alle domande scritte in un libro?!

Altre volte ti faranno odiare la cultura, vedere la conoscenza come cosa da “sfigati” e ti riempiranno di cliché e di stereotipi fino a renderti un pupazzo senz’anima.
Dovrai alzarti in piedi quando entra l’insegnante, dargli del Lei e mantenere le distanze come se il rispetto fosse un’imposizione e non andasse guadagnato giorno per giorno.
In compenso imparerai cose folli come avere tanta paura del tuo corpo, odiare le parole e temere il giudizio fino a sentirti talmente incapace da non essere in grado neanche di ucciderti. Conoscerai opere di pittori o poeti senza comprenderne i reali significati, poiché le icone fanno intellettuale ma ciò che c’è dietro è più pericoloso: porta a quella cosa schifosa… Quella malattia… Quella cosa atroce… Com’è che si chiama? Sviluppare pensieri indipendenti!

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Ti inseriranno una scala di valori basata sulla competizione dove o sei il migliore o sei l’emarginato da cui ognuno vorrebbe distaccarsi, creando l’illusione che il perdente sia solo e l’uomo di successo sia pieno di amici, nonostante anche lui sia notoriamente solo ma recluso in un ambiente fortemente più affollato.
“Buongusto”, “buonsenso” “contro natura” e altri concetti totalmente inventati ti muniranno di valori da sfoggiare per gridare a tutti “sono meglio di voi”.
Come uscirne evitando l’infarto? Io non ho risposte e a dirla tutta ho più domande di te.
Domani svegliati, vai a lezione, ascolta cosa dicono, studia e diplomati. Non credere a una sola parola di ciò che ti dirà chiunque me compreso, ma accettalo, prendine atto e disimpara più che puoi.
Se c’è una lezione da imparare non te la daranno certo a scuola. D’altra parte se il punto massimo di carriera che un insegnante ha raggiunto con ciò che ha imparato è insegnarlo a te, suona un po’ come quando un qualche aspirante esperto di finanza, vorrebbe svelarti in un video in rete come fare milioni restando a casa. Se davvero avessi saputo come fare soldi saresti alle Maldive, non certo a fare un video su come insegnarlo a me.
Quindi zaino in spalla, libri aperti, quaderni in mano e che l’analfabetismo abbia inizio!!

L’editoriale finisce qui e l’appuntamento è fra qualche settimana sempre se rimango in vita.

Per insulti, offese e minacce o per regalarmi una sedia e una corda commentate qui sotto.

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Chi lo ha scritto

Simone Toffoli

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Nato in Friuli nell'84 iniziò fin dall'infanzia il suo percorso verso la malattia mentale. Le sue ambizioni più forti sono scrivere, raccontare storie e venirvi a rubare in casa causando inutili disagi. Ama la satira, la musica dirompente, la lettura, la radio e qualunque forma di arte atta a stravolgere gli schemi e a mettere in discussione la morale comune. Dicono di lui: “Del tutto incapace ma capace di tutto” (I suoi professori delle medie), “Braccia rubate all’agricoltura” (I suoi professori delle superiori), “L'apostrofo rosa fra le parole ti e fucilo.” (Il suo migliore amico), "Ehi, stavo scherzando metti via quel coltello!" (Il suo migliore amico qualche minuto dopo.) Odia la razza umana e vive in una zona molto degradata di camera sua che gli fornisce abbondanti emozioni e voglia di armi di distruzione di massa. È una persona disturbata e fuori controllo. Denunciatelo.   Contatti: toffoli_simone@yahoo.it

2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Marco

    Ho capito che bisogna assumere balotelli a scuola per ridarle autorevolezza. La scuola si può e si deve criticare ma per migliorarla, ribaltarla, non denigrarla senza costrutto.

    Rispondi

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