Cambiare è possibile? 11 step (iniziali) per dare una svolta…

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La vita non è una passeggiata. Non è un bosco incantato. La vita è una foresta piena di insidie e di meravigliose opportunità.

Ma qui siamo e qui dobbiamo camminare, tenendo sempre gli occhi aperti, saltando oltre gli ostacoli, cercando di evitare i dirupi, imparando a rialzarci quando cadiamo. Sollevando la testa e allungando lo sguardo verso l’orizzonte. Coltivando la fiducia e la speranza. Nutrendo la passione, incanalando la nostra energia, accogliendo i doni che la vita continua a farci, impegnandoci a costruire anziché distruggere, a cercare il lato buono delle cose che c’è sempre, affrontando con coraggio le sfide, soprattutto quelle difficili, quelle che ci mettono in ginocchio e ci costringono a fare delle scelte. Spesso dolorose.

Ogni incontro, ogni giornata, ogni evento, ogni emozione ha qualcosa da insegnarci. Tutto porta in sé il seme del cambiamento. I piccoli e quotidiani segni che ci indicano la strada, hanno il potere di cambiare le nostre vite.

Ma noi siamo distratti, siamo indaffarati, siamo stanchi, siamo delusi e siamo arrabbiati. Spesso. Corriamo dietro a ciò che crediamo ci dovrebbe garantire la felicità.

Ci riempiamo di cose superflue. Dentro la nostra casa, dentro il nostro corpo, dentro la nostra testa. E così siamo pieni. Sempre troppo pieni. Di tutto.

Forse dovremmo solo fare un po’ di pulizia. Dovremmo imparare perchè nessuno ce l’ha mai insegnato. Anzi! Forse è avvenuto proprio il contrario ed ecco perchè facciamo tanta fatica, ecco perchè è così difficile!

Tutto questo ci rende ciechi. Così il tempo passa senza cambiare apparentemente nulla dentro di noi. Ma non è così. Il cambiamento è continuo da quando veniamo al mondo a quando ce ne andiamo.

Ciò che possiamo fare è esserne consapevoli in modo da indirizzare le nostre metamorfosi verso la luce e non verso l’oscurità.11 step.1

Basta accusare gli altri per i nostri fallimenti. Basta crogiolarsi nel ruolo di vittime sacrificali.

Rimbocchiamoci le maniche e incominciamo, da adesso, a stare più attenti e a lavorare per la nostra crescita.

Ma dobbiamo crederci e impegnarci! Dobbiamo metterci la nostra forza e la nostra buona volontà, riconoscere i nostri limiti, attrezzarci per superarli e soprattutto aprire la nostra mente e i nostri cuori perché dalle finestre chiuse non entra la luce.

Dobbiamo assumerci la responsabilità della nostra vita.

Che significa non sprecare tempo ed energia, fare scelte consapevoli, dare valore ai propri bisogni, curare le relazioni sane, allontanarsi da quelle patologiche, alleggerire i pesi, soprattutto quelli che ci ostiniamo a portarci appresso nonostante non ci appartengano ma anche e prima di tutto captare i segnali che la vita ci manda attraverso vari canali. Per esempio, quando sentiamo dentro un senso di “inquietudine” sarebbe molto produttivo fermarsi e andare a cercare da dove nasce invece che ingoiare un lexotan oppure stordirsi con qualche altra diavoleria (e non sto parando solo di “sostanze”) oppure scegliere di chiudere. Non importa come, l’importante è chiudere drasticamente. Stop! Finito!

Impariamo a dare significati, a cercare nuove strade, a cambiare prospettive e a sorridere di più.

Come e cosa possiamo fare? Potremmo cominciare a

  1. Togliere per fare spazio
  2. Eliminare il superfluo e lasciar andare ciò che è inutile
  3. Nutrire ciò che crea
  4. Non sprecare tempo
  5. Guardare oltre le apparenze
  6. Sgravarsi dai pesi che non ci appartengono
  7. Prendersi cura di sé
  8. Studiare
  9. Cambiare prospettiva
  10. Aprire la mente
  11. Aprire il cuore, sempre!

Paulo Coelho dice:

“Bisogna chiudere i cicli.
Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perché quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita.
Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere.
Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.”

E io aggiungo:

Se è pur vero e sano, a volte, poche, veramente poche, chiudere definitivamente con cosa o con chi ci ha procurato dolore è anche vero che ogni scelta ha un costo e che spesso noi ce ne dimentichiamo.

Perciò io credo che la scelta migliore sia non chiudere mai definitivamente una porta (il che non ci impedisce di chiudere un ciclo).

“Mai” e “per sempre” sono parole che dovremmo bandire dalla nostra vita.

Una porta aperta è uno spazio che ci appartiene ma che possiamo condividere.

La condivisione è ricchezza e gioia.

Le porte aperte sono varchi che offono a chi entra e a chi esce nuove possibilità e grandi doni.

Quando chiudiamo una porta in modo violento ed emotivo (e di solito è così), lo facciamo perché siamo convinti di avere ragione e soprattutto di fare la cosa giusta.

Ma io credo che, il più delle volte, questo atteggiamento sia scatenato dalla nostra fragilità e dal nostro limite.

Chiudere una porta è un po’ come mettere la testa sotto la sabbia.

Reggere ciò che fa male è difficile per tutti. Tuttavia è solo attraversando questa emozione che potremo liberarci dalla paura.

La strada forse è quella del lavoro su noi stessi per nutrire la nostra forza e la nostra resilienza.

Quando siamo “a bolla” non abbiamo bisogno di chiudere nessuna porta perchè nessuno che non deve entrare oserà farlo.

L’età si conta in anni ma la vita si conta in altri modi …

Buon lavoro! :-)

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