Budapest 2017 – Mondiali di nuoto

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Un viaggio per assistere a un grande evento ci può dire molto, sull’evento, sullo sport e sul paese che lo organizza. Io sono stato a Budapest in occasione dei mondiali di nuoto. Ed è stato come sentirsi parte di una cosa importante, di un’emozione condivisa.

La città e l’evento

Il parlamento ungherese visto da un battello sul Danubio

Il parlamento ungherese visto da un battello sul Danubio

Assistere a un grande evento è un’occasione: amplifica la visibilità di un luogo, di un paese intero che in queste circostanze palesemente o in maniera più nascosta si mostra o cerca di mostrarsi per quello che è o per quello che vorrebbe essere. Poi i grandi eventi richiamano una grande quantità di persone, le riuniscono per trasmettere e moltiplicare le emozioni di uno sport, di un concerto, di una mostra, di una festa nazionale…

Sono andato nell’Ungheria di Orban ad assistere ai mondiali di nuoto ed ero presente alla giornata più importante nella storia del nuoto italiano, quella degli ori mondiali di Federica Pellegrini e Gabriele Detti. Per questo, e per molto altro, un’emozione incontenibile.

Budpest Fina  2017 arcobaleno carroarmato

Mettete arcobaleni nei vostri carriarmati

L’Ungheria oggi è un paese membro dell’Unione Europea, ma con un governo più vicino alle dittature del novecento che alle democrazie europee di oggi. Si alzano muri, si impongono divieti e censure, il governo controlla mezzi di informazione e tribunali e riempie le strade di poliziotti e militari.

Budapest è una città pulita e ordinata. Attraversata dal grande Danubio, offre allo sguardo un orizzonte ampio composto di palazzi monumentali, chiese gotiche e barocche e castelli. Budapest è bella anche se non ha un monumento che spicca su tutto il resto, anzi ce l’ha, perché il monumento che rende tutto più affascinante è proprio il Danubio.

In una piazzetta vicino al parlamento c’è un gruppo di attivisti, ragazze soprattutto, che coi gessi scrivono per terra moniti e grida d’allarme: ricordavi la storia, non ripetiamo gli errori del passato, manteniamo il coraggio di credere, Europa alza la testa… Sotto gli occhi severi di diverse pattuglie militari regalano adesivi e magliette e cercano di spiegare ai turisti cosa sta vivendo adesso l’Ungheria.

budapest protesta

Protesta pacifica e dialogo con la gente per sensibilizzare le persone sulla situazione politica ungherese

A ogni angolo ti imbatti in una pattuglia o in una coppia di militari con le divise di vari tipi, ma sempre armati a tutto punto con mitra e giubbotti antiproiettile. Questo trasmette inevitabilmente un senso di paura e di inadeguatezza, ma dà ordine a una città tutta concentrata sul grande evento. I mondiali di nuoto. In fondo io sono venuto qua per questo.

Il nuoto è uno degli sport più amati in Ungheria e i loro campioni Katinka Hosszù e Làszlò Cseh sono eroi nazionali come Neymar in Brasile o il pluricampione di sci Marcel Hirscher in Austria.

La Duna Arena

Arrivo in battello alla Duna Arena

Arrivo in battello alla Duna Arena

Le gare si svolgono alla Duna Arena, un impianto modernissimo e imponente che può ospitare 15.000 spettatori comodamente seduti e che per i campionati del mondo è sempre tutto esaurito. Le biglietterie avvertono “All swimming events are sold out” (i biglietti per tutte le gare dei nuoto sono esauriti). Per entrare al villaggio ci sono vari controlli, e bisogna stare attenti a non infrangere i numerosi divieti. Alcuni sono indicativi della situazione politica ungherese. Ad esempio è vietato chiedere l’elemosina e, soprattutto è proibito parlare di politica o anche solo esibire simboli politici.

Questi sono i divieti imposto nell'area circostante la Duna Arena. Dal divieto di fare foto al divieto di chiedere l'elemosina, al divieto di esporre simboli politici. Si viene avvertiti che ci sono telecamere e microfoni che registrano. (e comunque il controllo diretto di polizia e militari è ovunque)

Questi sono i divieti imposto nell’area circostante la Duna Arena. Dal divieto di fare foto al divieto di chiedere l’elemosina, al divieto di esporre simboli politici.
Si viene avvertiti che ci sono telecamere e microfoni che registrano. (e comunque il controllo diretto di polizia e militari è ovunque)

Ho il biglietto per le gare di mercoledì 26 luglio. Il programma promette fuoco e fiamme. Entro nell’Arena con largo anticipo, gli spalti sono ancora mezzi vuoti, ma è bello guardare i grandi campioni che fanno riscaldamento, che nuotano lentamente tutti in fila al centro di quell’enorme catino. La presentazione delle gare e degli atleti è coreografica con uno spettacolare giuoco di luci sull’acqua della piscina. Ma l’emozione vera sta nell’atmosfera delle gare, con le prestazioni davvero di livello mondiale (assisterò a un record del mondo e a un quasi record del mondo) sostenute dal tifo caldissimo che gli ungheresi e i tifosi da tutto il mondo fanno per i nuotatori. Per tutti i nuotatori, perché nel nuoto si tifa per tutti (tranne che per l’Efimova e gli altri atleti che si sono  macchiati col doping, ma forse anche questo è un aspetto positivo).

Le gare

200 stile libero, la casa di Federica Pellegrini

Si inizia coi 200 stile libero femminili. Ai blocchi la super favorita è l’americana Katie Ledecky che ad appena vent’anni ha già vinto tutto quello che si può vincere (5 ori olimpici, 14 mondiali e tutto il resto) e soprattutto sa solo vincere, infatti da quando gareggia a livello internazionale nessuno è mai riuscito a toccare le piastre davanti a lei, sempre e solo vittorie nei 200, 400, 800 e 1.500 stile libero. Un’aliena imbattibile. Poi ci sono la medaglia olimpica australiana Emma McKeon, la russa Popova e l’idolo di casa , l’Iron Lady Katinka Hosszù. Poi c’è la divina Federica Pellegrini, qualificata col quarto tempo, che vuole riscattare la delusione olimpica di Rio dove rimase ai piedi del podio. La presentazione delle atlete è un assaggio dell’apoteosi che sta per arrivare. Quando salgono sui blocchi i 15.000 che gremiscono l’Arena si ammutoliscono. Ma non basta. Non c’è abbastanza silenzio: le ragazze vengono fatte scendere dai blocchi. Si riprova. Silenzio assoluto. Poi la sirena. E il boato.

federica pellegrini casa

I 200 stile libero sono la sua casa e ora Federica ora può chiudere la porta.

La gara è seguita da un tifo accesissimo. Urla e applausi da ogni angolo dell’Arena. Tutti in piedi. L’idolo di casa parte forte, l’Iron Lady conosce una sola tattica: andare all’arrembaggio. Ma è l’australiana McKeon che prova a imporre un ritmo tale da ribaltare il tavolo. Katie Ledecky è sicura di sé e rimane agganciata alle prime. Ma i 200 stile libero richiedono di centellinare le forze per lo sprint finale. Prima dell’ultima vasca, alla virata per gli ultimi 5o metri l’americana e l’australiana sono quasi appaiate. Federica Pellegrini è quarta nonostante il tentativo di recupero. Ma l’ultima vasca è il suo regno e la divina piomba a velocità doppia sulle campionesse che le stanno davanti. Le affianca e sotto gli occhi di un pubblico sempre più esaltato le supera e tocca le piastre davanti a tutte. Federica è la prima a essere incredula, la sua emozione trasporta tutto il pubblico in un’ovazione che si può attribuire solo ai miti. E l’azzurra è diventata un mito nel mondo del nuoto. I 200 stile libero sono la sua casa, ora può chiudere la padrona quella quella porta. Noi siamo in tripudio. Gli americani vicino a noi ci guardano e sorridono. Katie Ledecky un po’ meno, è  la sua prima non vittoria, a lei arrivare seconda a pari tempo con la McKeon non basta.

200 farfalla, il trionfo di Chad Le Clos e Làszlò Cseh

Ma qui non c’è tempo per fermarsi. Le semifinali della gara regina (i 100 metri stile libero maschili) e dei 50 dorso femminili tengono caldo il pubblico con prestazioni di altissimo livello di atleti come l’americano Dressel e la brasiliana Medeiros.

Chad le Clos e zucca pelata Laszlo Cseh, la storia siamo noi

Chad le Clos e zucca pelata Laszlo Cseh, la storia siamo noi

L‘emozione più grande e il tifo più acceso sono per quei 200 farfalla che orfani di Michael Phelps che vedevano ai blocchi i più grandi campioni della specialità, con gli occhi di tutti puntati sul’ungherese Làszlò Cseh e sul sudafricano Chad Le Clos. I due sono due icone consolidate nel mondo del nuoto. Le Clos ha battuto battuto Phelps alle olimpiadi del 2012 e da allora i due non si sono mai piaciuti. Cseh e Le Clos nei 200 farfalla ha vinto gli ultimi due mondiali in vasca lunga e l’anno scorso alle olimpiadi sui 100 farfalla sono stati protagonisti di una delle gare più incredibili della storia del nuoto quando arrivarono secondi ex equo al pari  di Michael Phelps e dietro a Joseph Schooling. Il miglior tempo ce l’ha il giapponese Seto davanti all’ungherese Kenderesi. Tutto il tifo dell’arena è per Làszlò Cseh. L’idolo di casa è ai massimi livelli da 14 anni, è un punto di riferimento per tutto il mondo del nuoto e con quel fisico normale, quella faccia da buono e quella zucca pelata che si rade alla vigilia di ogni grande occasione, non può non attirare le simpatie di tutti. La sua presentazione è già una festa. Quando i ragazzi salgono sui blocchi il silenzio e la tensione rendono il clima quasi irreale. Allo start il boato è fortissimo, liberatorio per tutti i 15.000 sugli spalti. Le Clos parte fortissimo, ritmi da record del mondo, stacca tutti. Ai 100 metri Làszlò inizia il recupero, all’ultima virata è ancora indietro. L’ungherese spinto dal pubblico recupera, il sudafricano sembra stanco, ma non cede, è un ragazzo con un gran carattere e resiste. Chad Le Clos tocca le piastre per primo. Il pubblico è comunque in festa. Chad urla e piange, attraversa le corsie, raggiunge l’amico rivale ungherese e lo indica al pubblico “io ho vinto, ma l’idolo è lui, è lui la leggenda”. Il ragazzone sudafricano non riesce a fermare le lacrime. L’idolo di casa è emozionato e felice. Un’emozione che contagia tutto il pubblico che non smette di incitare ed applaudire i due grandi campioni. Perché il grande Chad Le Clos è davvero capace di tutto: di vincere e trionfare e rendere omaggio a un mito, ma anche di mancare la qualificazione alla finale dei 100 farfalla (specialità di cui è campione in carica e di cui detiene il record del mondo in vasca corta) perché si spiaccica in una virata come un esordiente alle prime gare. Per i tuoi record, per le tue lacrime e anche per quella virata, caro Chad sarai sempre nei nostri cuori.

Gli 800 stile libero italiani di Gabriele Detti e Gregorio Paltrinieri

Abbiamo il tempo di festeggiare l’oro nei 50 di un altro alieno come Adam Peaty che va vicino al suo record del mondo (per il quale verrà premiato in un’immensa ovazione che consacra il campione britannico tra i miti della storia del nuoto) e lo spettacolo delle semifinali dei 200 farfalla femminili con Katinka Hosszù che trascina il pubblico di casa, poi siamo pronti per la grande finale degli 800 stile libero nei quali i nostri Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti dovranno vedersela con lo spauracchio cinese Sun Yang (uno di quelli poco amati per via di vecchie vicende di doping)e con altri giovani di belle speranze.

gabriele detti campione del mondo

Gabriele festeggia sul podio (se mi regalate un telefono nuovo, la prossima volta riesco a zoomare di più)

Paltrinieri parte forte, ma non riesce a dare il ritmo che vuole alla gara. Così si porta dietro tutti i rivali più pericolosi. Quasi tutti, perché il campione in carica e favorito Sun cede un po’ di terreno ad ogni virata. Ai 600 metri Paltrinieri è raggiunto dal polacco Wojdak, Detti è oltre un secondo in ritardo. Gli altri, compreso Sun, sembrano tagliati fuori. Il favorito Paltrinieri si rende conto di aver sbagliato gara, perché lo sprint non è nelle sue corde. Dalla corsia sette Detti mette il turno per le ultime due vasche da velocista e riesce in una rimonta insperata, il titolo è suo. Incredulo e felice sale sul tetto del mondo tra le ovazioni di un pubblico in delirio per avere assistito a una gara al cardiopalmo. Due italiani su un podio mondiale, incredibile. Poco importa che Paltrinieri non riesca a nascondere la delusione per il mancato oro (e per essere superato dal giovane compagno di allenamenti che gli era sempre stato dietro), i gruppetti di italiani sparsi per l’Arena si fanno sentire eccome.

Le premiazioni (ma dopo un record del mondo)

Prima delle premiazioni manca solo la staffetta mista uomini e donne. E’ una gara che tecnicamente fa storcere il naso ai puristi, ma è molto spettacolare. Qui tutte le nazioni fanno scendere in campo gli atleti migliori e gli americani regalano un record del mondo con quattro frazioni tirate al massimo. Un grande spettacolo che l’Arena applaude e apprezza. Gli azzurri chiudono ottavi, ma comunque con una buona prestazione.

Le premiazioni con gli atleti spesso commossi, sempre emozionati, con le lacrime agli occhi ma sorridenti, trascinano il pubblico in lunghe standing ovation. Noi cantiamo due volte l’Inno di Mameli che il classico battito di mani ritmato trasciniamo con noi tutto il pubblico che applaude Federica Pellegrini e Gabriele Detti (e anche Gregorio Paltrineri) felicissimi sul tetto del mondo. Due volte in un giorno ai mondiali di nuoto, non era mai successo e io ho avuto la fortuna di esserci. Il più emozionato ancora una volta è quel l’esperto ragazzone di Chad Le Clos che nonostante gli ori olimpici e mondiali che ha alle spalle non riesce a trattenere le lacrime per tutto il corso della premiazione. Piange il nostro Chad, non riesce più a smettere: nel nuoto non  c’è mai niente di scontato, anche per questo sa emozionare anche i più duri.

Il villaggio sulla riva del Danubio

Duna in ungherese è il Danubio. L’Arena sorge sulla riva del fiume, non lontanissimo dal centro della città. Un servizio gratuito di battelli la collega alle zone più turistiche con una breve e piacevolissima crociera. Si passa di fianco all’Arena costruita per i tuffi grandi altezze (di fronte al parlamento) e a quella più imponente eretta per le gare di pallanuoto (sull’Isola Margherita).

L'Iron Lady Katinka Hosszù (qualcuno ha osato parlare di delusione perché ha vinto "solo" due medaglie d'oro, un argento e un bronzo) e una sua giovane fans davanti al maxi schermo del villaggio alla Duna Arena

L’Iron Lady Katinka Hosszù (qualcuno ha osato parlare di delusione perché ha vinto “solo” due medaglie d’oro, un argento e un bronzo) e una sua giovane fans davanti al maxi schermo del villaggio alla Duna Arena

Attorno alla Duna Arena hanno costruito un piccolo villaggio, con bar, spazio concerti in cui la sera, terminate le gare, c’è musica dal vivo e stand dei vari sponsor. Ci sono tre enormi maxischermi in cui trasmettono in diretta le gare. Alcune centinaia di persone si riuniscono per guardare l’evento che anche qui è molto condiviso. Gli ungheresi si godono il loro grande evento bevendo birra.

Anche nelle centralissime e monumentali terme Bagni Széchenyi, c’è un maxischermo che trasmette i mondiali di nuoto. Così ci si possono godere le gare immersi nell’acqua tiepida della grande piscina all’aperto, fare il tifo per i campioni e festeggiare insieme a un gruppo di spagnoli l’oro nei 200 farfalla di Mireia Belmonte. Poco importa che abbia battuto la padrona di casa Katinka Hosszù, il momento degli inni nazionali è una festa per tutti.

Si fa sera, arriverderci Budapest

Si fa sera, arriverderci Budapest

Quando saluto Budapest ho la sensazione di essere stato nel posto giusto al momento giusto. Il nuoto in questi contesti può diventare davvero spettacolare. Questi atleti e atlete dal fisico armoniosamente muscoloso, levigato da anni e anni di intensi allenamenti  sono delle rocce che non riescono a nascondere le loro emozione e anche per questo riescono a trascinare il pubblico, sia gli appassionati e intenditori che gli spettatori occasionali.

Abbi il coraggio di chiedere. (Sperando che l'Europa risponda)

Abbi il coraggio di chiedere.

La città era pronta per il grande evento e ha dimostrato come l’organizzazione di una manifestazione sportiva di grande richiamo possa essere un’occasione per fare crescere e conoscere una città e un intero paese. Città e paese che possono essere accoglienti e organizzati, oltre che mostrare un fascino innegabile. Oltre a questo, Budapest e l’Ungheria ci hanno fatto vedere anche le loro contraddizioni , quelle di un paese in cui la libertà è sotto controllo, paese che in questo momento più che mai ha bisogno di sentirsi vicino all’Europa.

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