Salento. Lu sule. Lu mare. Lu ientu

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Un paio di anni fa The Guardian stilava un elenco delle 10 spiagge più belle e poco conosciute del mondo. Nell’elenco una sola italiana, Torre Lapillo, vicino Porto Cesareo. Puglia. Salento.

Rosone della basilica di Santa Croce, Lecce

Rosone della basilica di Santa Croce, Lecce

La penisola salentina è il tacco del nostro stivale, posta nel cuore del Mediterraneo divide e partecipa di due mari, di due venti e di un sole che illumina con ineffabile e immutabile passione.
“Salentu, lu sule, lu mare, lu ientu” è mantra e sorta di formula magica, che descrive il Salento, in cui ogni salentino si riconosce e a cui sente di appartenere per sempre.
Sole, mare e vento in questa terra vivono in simbiosi mistica creando armonie e dissonanze, combinando, trasformando colori, suoni, odori, anime, sapori, volti, luci, emozioni, paesaggi, architetture, spazi, silenzi, parole, forme, ombre che non hanno eguali eppure sono eco di eco che fuggono e ritornano per tutto e da tutto il Mediterraneo, ieri, oggi, domani e sempre.

dialetto-salentino

Il sole riluce e avvolge ognuno e ovunque, plasma la terra, sfuma i colori del mare, modella gli ulivi, enfatizza i sentimenti, scolpisce i volti, irrobustisce odori e sapori.
Questo stretto, intimo lembo di terra è incastonato fra le acque cristalline di Adriatico e Ionio, che si abbracciano e ritraggono, come amanti. E come amanti si inseguono i venti, senza riposo, tramontana e scirocco che soffiano in tutti i giorni del Salento.
Da accordi e disaccordi di sole, mare e vento tutto nasce, cresce e declina in questa terra.
Non si può raccontare il Salento bisogna viverlo, ma si possono raccontare 11 parole che ne esprimono l’essenza reale e intima: Sole. Mare. Vento. E…

Barocco.E’ lo stile architettonico dominante in Salento. Sontuoso quanto originale il Barocco Leccese fa di questa bellissima cittadina la “Firenze del Sud”, la Basilica di Santa Croce (la cui edificazione pare sia celebrazione della vittoria cristiana nella Battaglia di Lepanto) ne è il più superbo esempio, ma il barocco impreziosisce edifici religiosi e civili in tutto il centro storico del capoluogo salentino da Piazza Sant’Oronzo a Piazza Duomo. Il barocco variamente declinato domina da Gallipoli a Nardò, da Galatina a Galatone, ogni paese, grande o piccolo, conserva preziose espressioni del barocco salentino.

Otranto

Otranto

Otranto, ovvero la più bella del reame! Comune più orientale e borgo fra i 100 più belli d’Italia, dal 2010 è Patrimonio Culturale dell’Unesco.Perdersi nel dedalo dei suoi vicoli, risalire lungo le mura, ammirare dall’alto del castello la potente bellezza del mare, bagnarsi in una delle suggestive piscine naturali sono esperienze uniche e imperdibili.

Pasticciotto leccese. Pasta frolla, ripiena di crema pasticcera, cotto in forno. Protagonista della tipica colazione salentina è sublime esperienza del palato in ogni variante.

Rustico. Pasta sfoglia ripiena di besciamella, mozzarella, pomodoro con spolverata di pepe e noce moscata. E’ il re della tradizione gastronomica salentina “da passeggio”, spuntino veloce, ma ricco, efficace alternativa al trancio di pizza o al calzone da asporto. Un trionfo del gusto mediterraneo.

La notte della Taranta

La notte della Taranta

Pizzica o Taranta. E’ la danza tipica del Salento, si inserisce nella tradizione delle tarantelle. Quasi dimenticata, ha avuto una vera riscoperta e rinascita dagli anni ‘90 del secolo scorso. Si danza da soli o in coppia, comunque composta, in un susseguirsi frenetico e coinvolgente di saltelli a piedi congiunti o su un piede solo, rotazioni su se stessi, giravolte. Diverse manifestazioni sono state create e punteggiano l’estate salentina nel nome della Pizzica, la più nota è La Notte della Taranta di Melpignano, quest’ anno alla ventesima edizione. Dopo un Tour in 18 tappe in varie località, il 26 agosto la conclusione nel Concertone finale che avrà come Maestro concertatore Raphael Gualazzi e fra gli ospiti Suzanne Vega, Yael Deckelbaum, Tim Ries, Pedrito Martinez e Jerry Leonard. IMPERDIBILE.

Ulivi. Dominano il paesaggio. Dalla terra rossa, in cui affondano le radici, si innalzano nel blu in suggestive forme ed espressioni a conquistare il cielo, si ritorcono piegati , ma mai spezzati dalle invincibili forze del vento e del sole, mentre le cicale, con lamento incessante, ne cantano odi sempre uguali.
Così appaiono i maestosi ulivi salentini guerrieri generosi, intrepidi, bellissimi.
Producono l’olio più buono del mondo.

Helen Mirren

Helen Mirren

Gli ulivi del Salento sono ora, loro malgrado, al centro di una triste vicenda, poco epica e poco chiara, non spezzati dal vento e dal sole potrebbero esserlo invece dalla Xylella. Mentre sullo sfondo si allunga l’ombra della Monsanto (già sempre lei, dal Sudamerica alla Puglia passando per la Bayer!) scendono in campo con gli ulivi alleati importanti: ultima, solo in ordine di tempo, l’attrice premio Oscar Helen Mirren, che da anni ha eletto una masseria a Tiggiano a proprio buen retiro, e in questi giorni ha lanciato un appello ai colleghi di Hollywood: adottiamo gli ulivi del Salento. Forza Ulivi!

VIP. Ricordo quando migliaia di turisti ogni estate arrivavano in treno a Brindisi, dal Nord Italia e d’Europa, per proseguire in traghetto verso la Grecia senza soluzione di continuità. Il Salento non era meta turistica se non per chi ritornava a casa o andava a trovare parenti e amici. Poi l’inversione di tendenza e da qualche anno il Salento è meta ambita da ogni genere di turista compreso quello VIP. Così il Salento è stato scoperto da attori, intellettuali, cantanti, politici e aristocratici o semplici miliardari, da Madonna a Gerard Depardieu, Da Carlo e Camilla, Da Richard Gere a Tom Cruise a Vasco Rossi.
Il Salento è sempre più amato da VIP come da VNP (Very Normal People) perchè l’ospitalità sincera dei salentini, la bellezza unica dei luoghi e una cucina verace di espressione e di sapori trasforma qualunque turista in ospite, qualunque ospite in amico e ogni amico in persona veramente importante e unica. Da VIP a VIUP.

ROCA Grotta della Poesia

ROCA Grotta della Poesia

Spiagge Imperdibili. Di Torre Lapillo (Porto Cesareo) ha scritto The Guardian: una delle 10 spiagge più belle e poco conosciute al mondo, un mare incantevole che racchiude una piccola barriera corallina. Ma in Salento non c’è che l’imbarazzo della scelta ed ecco un elenco sentimentale e non esaustivo di luoghi davvero magici, unici, imperdibili.
Sull’ Adriatico.
Mare cristallino in una piscina naturale incastonato fra alte rocce in infinite declinazioni di blu.
Torre Sant’Andrea (Melendugno). Un minuscolo arenile e selvagge calette sorgono intorno a grandi faraglioni bianchi.

orre Sant'Andrea i Faraglioni

Torre Sant’Andrea i Faraglioni

Grotta della Poesia( Roca Vecchia) chiare fresche dolci acque imprigionate in una grotta di leggendaria e poetica bellezza.
Baia Dei Turchi (Otranto). Spiaggia sabbiosa e incontaminata fa parte dell’ area protetta dei Laghi Alimini, secondo tradizione qui sbarcarono i Turchi che poi posero sotto assedio la Città di Otranto nel 1480.
Porto Badisco (Otranto). Secondo la leggenda fu il primo approdo di Enea in Italia dopo la fuga da Troia, è una dedalo di anfratti e calette di rara bellezza.
Santa Cesarea Terme. Dalle scogliera, attraverso una pittoresca scalinata scavata nella roccia, si raggiungono diverse piscine naturali di suggestiva bellezza con acque cristalline nelle sfumature dal turchese allo smeraldo.
Castro. Azzurri spumeggianti in grotte che si sviluppano l’una nell’altra, fra tutte la Grotta Zinzulusa è la più conosciuta e magica del Salento, un tripudio di stalattiti e stalagmiti, zinzuli in dialetto salentino.
Sullo Ionio:
Pescoluse (Salve). Acque brillanti e bianchi accecanti degni dell’appellativo Maldive del Salento

Punta Prosciutto

Punta Prosciutto

Porto Selvaggio (Nardò). Arenile di finissima ghiaia, scogliera e acque turhesi incorniciate da una pineta.
Punta Prosciutto (Porto Cesareo). Fondali bassi, mare trasparente e una interminabile lingua di sabbia bianchissime dove dune si alternano a macchia mediterranea.

Da ultimo segnalo Casalabate. Per come la ricordo un disordinato labirinto di strade e case indolenti sparse lungo una spiaggia sabbiosa che, pur senza essere particolarmente attraente, nascondeva piccoli scorci suggestivi ed era lambita da un mare bellissimo a cui, la mia infanzia ed io, apparterremo per sempre.

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