Nel 60° anniversario dell’arrivo del surf a Biarritz: eventi, mostre, onde

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Ore 7.30
“Hai preso tutto?”
“Sì, mi sembra di sì, passaporto, biglietti, valigia… Possiamo andare”.
Usciamo di casa tirandoci la porta. Il nostro nuovo viaggio ci attende.

Abbiamo il volo tra qualche ora ma ci rechiamo in aeroporto sempre con un po’ di anticipo. Soprattutto di mattina presto gli aeroporti sembrano diversi, sonnecchianti anche loro.

A Capodichino quando arrivi verso quest’ora non senti neanche il tipico odore di sfogliatelle che di solito si percepisce varcando le porte scorrevoli. Questa volta dobbiamo volare per raggiungere i Pirenei Atlantici, nella regione francese della Nuova Aquitania, verso il Paese Basco francese, Biarritz.

biarritz ponteIn effetti avevamo pensato a questo viaggio già da un po’ di tempo, ma non siamo riusciti a farlo conciliare né con la tappa dei mondiali di surf che si è svolta a Maggio, né con il Wheels and Waves che si è tenuto dal 14 al 19 giugno. Per chi è appassionato di surf non può mancare una tappa in questa bella città e noi abbiamo approfittato del clima mite della stagione estiva per andare a fare un sopralluogo e trascorrervi qualche giorno di vacanza.

Dopo il viaggio, giungiamo finalmente presso il piccolo residence che abbiamo contattato tramite internet. Il posto è accogliente, familiare e poco lontano dall’oceano e dal golfo di Biscaglia.

Il surf ha avuto origini ‘cinematografiche’ da queste parti.dick zannuck

Si fa coincidere la data di arrivo con il 1957, anno in cui il regista americano Peter Viertel giunse in città con il giovane Dick Zannuck, per girare alcune scene di “Le Soleil se lève aussi” tratto da “Fiesta” di Hemingway. Il giovane apprezzò subito le onde della Cote de Basque e sentendo la nostalgia della sua amata Malibù, si fece spedire una tavola dalla California. Il padre (il noto produttore, ndr) però lo richiamò presto in patria e lui non lasciò nessuna disposizione riguardo alla tavola, che era stata esplicitamente richiesta a strisce con la prua nera. La tavola fu più volte fermata alla dogana e, addirittura, dirottata in Spagna, dove fu sdoganata da Viertel per un prezzo più basso. Così il regista decise di provarla egli stesso, ma non conoscendo l’uso della paraffina, sulla tavola non ci riuscii a stare neanche di pancia, a questo punto arrivò un’onda che la portò dritta dritta sugli scogli, rompendola. Intervenne allora Georges Hennebute, che aveva costruito una tavola in sughero nel 1925, che conosceva l’uso delle resine e si offrì di riparare la surfboard. Considerate la difficoltà di comunicazione e di diffusione delle idee all’epoca, Hennebute, capii come costruire le future tavole e il surfing potè avere inizio. Il giorno dopo tagliarono la prima onda insieme.

Il 24 Settembre 1959 fu inaugurato il primo surf club a Biarritz con il nome di Waikiki.surf biarritz

Quest’anno dunque ricorrere il 60° anniversario dall’inizio della pratica di questa disciplina in questa parte d’Europa e dal 7 Luglio al 3 Settembre diverse sono le manifestazioni per ripercorrere la storia del surf e la sua comparsa sulla costa basca. Cinque sono le mostre più importanti e gratuite in diversi punti della città, la prima sulla Cote des Basques “Et tout commença à Biarritz” “Tutto ha avuto inizio a Biarritz” ripercorre l’arrivo dal 1957, con l’esposizione di una nuova collezione di tavole. La mostra “1970/1980, Evolution(s) du short board” “1970/1980, L’evoluzione della tavola corta”, nei giardini del Gran Plage. I primi surfisti utilizzavano appunto tavole corte, senza sollevarsi in piedi. Nello stesso posto c’è anche un’altra mostra, “Des polynésiens à aujourd’hui” – “La tavola polinesiana oggi”.

Oltre a vari concerti ci sarà anche la proiezione del film “Second Souffle” – “Secondo vento”di Tom Bottom, uno spettacolare docufilm sulla vita da surfer. Potrete vedere il trailer alla fine dell’articolo.Alla biblioteca di Biarritz c’è invece la mostra “Chasseurs de vagues : 60 ans de journalisme de surf” “Cacciatori di onde: 60 anni di giornalismo sul surf”, è un’esposizione storica, in ordine cronologico e di interesse sociale, su come si è evoluto questo sport, attraverso l’occhio critico dell’obiettivo fotografico dei media e dei fotoreporter dal 1960 ad oggi. E questa è proprio quella che mi interessa di più, sono proprio curiosa di vedere ogni singola foto. Ci immergiamo totalmente nell’atmosfera della città, i giorni corrono inesorabili. Le contraddizioni di questa terra sono evidenti così vicina alla Spagna, così legata agli USA per le sue onde e così sofisticata nel suo lato francese.

L’atmosfera è vacanziera, anche se ci sono degli alberghi molto chic, comunque si può alloggiare tranquillamente anche partendo da prezzi bassi, se ci si riesce ad adattare. La vita notturna è piena e movimentata, non lasciando scontenti né gli adulti che decidono di fare un salto al Casinò locale (in stile Art Decò), né i giovani in cerca di movida e divertimento.

60_ans_du_surf_Biarritz_pageI luoghi da visitare principalmente sono il ‘rocher de la Vierge’ (lo scoglio della Vergine) che è un isolotto collegato alla terra ferma fino al 1887 con una passerella di legno, sostituita poi da una più robusta e stabile, anche se è meglio non passeggiarvi durante le giornate di mare grosso. Da questo scoglio la vista è spettacolare e si può ammirare tutta la costa.

Altro luogo che non può mancare è il Musée de la Mer, soprattutto per gli spettacolari acquari sotterranei che mostrano la vita marittima del Golfo di Guascogna.

Importante è dedicarsi anche del tempo per mangiare bene e bere dell’ottimo vino, siamo in una zona in cui i vini e i formaggi sono tra i migliori, e magari prima di partire concediamoci di comprare cioccolata, macarons e altre specialità locali.

I nostri giorni sono volati, non ci resta che tornare a casa, anche questa volta con la nostra saudade da viaggio.

A presto!

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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