Nostradamus, il profeta che faceva marmellate

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Nostradamus secondo Martin Mystère

Nostradamus secondo Martin Mystère

Chi non conosce Nostradamus? Nella cultura di massa il medico provenzale nato all’inizio del XVI secolo, compare perfino nei fumetti di Topolino, Tex Willer e Martin Mystère, in vari film, telefilm, romanzi e videogiochi ed è forse – assieme all’oracolo di Delfi, ai Maya, a San Malachia, alla Madonna di Fatima e a quella di Medjugorje – tra i più famosi chiaroveggenti, di tutti i tempi. Il suo successo è dovuto principalmente al libro “Centurie e profezie” che pubblicò nel 1555 e che racconta la storia del mondo fino al 3797, in aperta contraddizione con la fine dello stesso annunciata per il 1999 a causa dell’eccessivo avvicinamento del pianeta Mercurio che avrebbe dovuto causare “un fuoco divoratore, in modo che non rimarrà niente che non sia consumato”. Lui dal canto suo asseriva di ricevere le premonizioni mentre giaceva mezzo addormentato nel suo letto, quando una luce di stelle lo trasportava verso un tunnel dove scorrevano le immagini del futuro. Così avrebbe predetto la morte di Enrico II di Francia durante un torneo, la Rivoluzione francese e l’impero di Napoleone Bonaparte, la Prima guerra mondiale e Hitler (che chiama Hister), la morte di Kennedy e quella precoce di Giovanni Paolo I, l’attentato a Karol Wojtyla, la terza guerra mondiale e la distruzione totale delle più importanti metropoli del mondo. Il dibattito tra sostenitori e detrattori delle terrificanti quartine si ripresenta regolarmente ogni anno: se i primi spesso e volentieri dimostrano una fede fin troppo cieca, i secondi – ed io sono tra loro – ritengono che il linguaggio volutamente oscuro e fumoso di Nostradamus permetta soltanto di proclamare a posteriori la veridicità del testo profetico. 

Peste bubbonica, Bibbia di Toggenburg

Peste bubbonica, Bibbia di Toggenburg

Michel de Nostredame – il suo vero nome – non era solo un veggente ma anche un medico che aveva studiato ad Avignone alla Faculté des arts ottenendo una sorta di licenza superiore per accedere poi all’importante università di Montpellier, che fra le materie di studio comprendeva anche matematica e astrologia, che hai tempi godeva di dignità accademica. Era un giovane talentuoso che già a 16 anni si destreggiava tra il latino, il greco e soprattutto l’ebraico, lingua di famiglia dal momento che i suoi erano giudei convertiti al cristianesimo. La sua prima, notevole prova era stata – quando ancora non aveva ottenuto il Baccalaureato – l’intervento a favore di un’epidemia di peste bubbonica, curata in particolare seguendo i consigli igienici ereditati dal bisnonno, medico come lui: sotterrare i cadaveri sotto la calce viva, bruciare i panni infestati dalle pulci, spargere trappole per topi, lavarsi scrupolosamente le mani, indossare maschere filtranti e infine ingerire pozioni di aglio e aloe, antibatterico il primo e antinfiammatorio il secondo. Il giovane conseguirà la laurea a trent’anni acquisendo il diritto di indossare la veste professionale rossa e latinizzando il suo nome in Nostradamus, come usava tra gli eruditi dell’epoca. Si fregiò anche di uno stemma quadripartito che conteneva due teste d’aquila nera e due ruote a otto raggi, simbolo dell’erranza degli ebrei del mondo. Completò poi la sua istruzione viaggiando come dice lui “per molte terre e paesi” (anche in Italia) per impratichirsi sul campo studiando contemporaneamente le proprietà delle erbe e di altri materiali allora usati in medicina, tipo l’allume, vari sostanze resinose e leghe metalliche come – tanto per fare un esempio – l’aurum potabile che nell’antichità era ritenuto una panacea per guarire ogni tipo di male.

Bartolomeo Bimbi, pianta di limone

Bartolomeo Bimbi, pianta di limone

Aveva ormai una notevole esperienza e si era fatto la fama di medico valente e coraggioso quando, poco prima di dare alle stampe le Profezie, pubblicò un libretto intitolato “Cosmetici e conserve” che, ad onta del titolo che a noi potrebbe ricordare un modesto trattatello, era indirizzato a persone di ceto elevato. Alla sua epoca infatti gelatine e marmellate erano molto costose: lo zucchero, chiamato anche “sale dolce”, proveniva dalla canna raccolta solo nei paesi tropicali, ed era considerato come una sorta di spezia medicinale e afrodisiaca che durante i pranzi veniva spolverata sulle vivande o serviva per realizzare “trionfi” che dovevano decorare le tavole. In quanto alle confetture erano presentate con gli antipasti e al termine del pranzo, secondo il gusto contemporaneo che apprezzava i sapori agrodolci. Le ricette di Nostradamus – realizzabili anche ai giorni nostri – sono composte di ingredienti come la zucca, le arance, le cotogne, le noci, le amarene, le pere, le mandorle verdi, i limoni, lo zenzero, appena aggiustati con poche spezie come cannella e chiodi di garofano. Nel volumetto ci sono anche indicazioni per preparare vin cotto, sciroppo di rose, lattuga candita e un dolce di marzapane. Spesso sono specificate anche le proprietà medicamentose: dello zenzero ad esempio si dice che è adatto alle donne che fanno fatica a concepire, agli uomini che soffrono di “impotentia coeundi” a causa di malefici, agli anziani cui calano le forze e le capacità; la gelatina di amarene è raccomandata per le infiammazioni, la lattuga condita va bene come rinfrescante durante la calura estiva, lo sciroppo di rose aiuta a padroneggiare la collera e fa passare la febbre terzana.

Di seguito un paio di ricette ricavate dal libro “Nostradamus, cosmetici e conserve” citato in bibliografia: “Come fare una cotognata molto sostanziosa: prendete dodici cotogne ben mature e gialle e fatele cuocere in forno in una pentola di cottura, o in una teglia larga e bassa. Quando saranno ben arrostire e ben cotte, toglietele dal forno e pelatele con delicatezza e poi passatele attraverso una tela nuova e fitta, finché non ne passi la maggior parte. Pesate la polpa passata e che ce ne siano quattro libbre (la libbra era un’antica unità di peso corrispondente all’incirca a un terzo di chilo). Prendete tre libbre di zucchero in polvere e aggiungetelo alla polpa: fate cuocere il tutto sul fuoco mescolando con un bastone senza smettere per evitare che si bruci. Per controllare che sia cotta mettetene un po’ su un piatto e osservate se la polpa è ferma e che non si attacchi al piatto. Quando sarà cotta, mettetela ancora calda in scatole di legno o vetro come meglio vi aggrada”.

Bartolomeo Bimbi, natura morta con mele

Bartolomeo Bimbi, natura morta con mele

Come fare una confettura di arance: prendete le scorze delle arance e fatele bollire in acqua aggiungendo un buon pugno di sale. Fatele bollire finché la loro acqua diventerà gialla. Gettate l’acqua e poi lavate le scorze cinque o sei volte evitando tuttavia di macerarle e romperle. Assaggiatele per vedere che non sappiano di sale. Fatele ancora bollire in nuova acqua finché uno spillo non vi penetri facilmente, toglietele dal fuoco e mettetele in acqua fredda. A questo punto prendete le scorze e asciugatele più che potete in un panno bianco. Prendete una quantità di zucchero o miele che dipenderà da quella delle scorze e fatelo fondere al fuoco, poi aggiungete le scorze, facendole bollire per un po’. Toglietele dal fuoco e riempiteci un vaso fino all’orlo. Lasciate riposare cinque o sei giorni. Più il tempo passerà dalla sua preparazione più la confettura migliorerà e sarà gradevole”.

“Cosmetici e conserve” fu dato alle stampe quando, dopo un lungo periodo difficile, Nostradamus si era stabilito definitivamente in Francia, a Salon de Provence, dove si trova tuttora la sua casa diventata museo. Aveva vissuto molte peripezie nella sua precedente attività di medico ramingo: nonostante avesse parecchi amici tra cui il grande Rabelais (autore di Pantagruel e Gargantua), dovette nascondere le sue origini ebraiche e adattarsi a lavorare per piccoli studi medici e a campare vendendo le sue marmellate che a dire la verità gli fruttarono discrete somme. Ad Agen conobbe un medico italiano, Giulio Cesare Scaligero, che lo prese a benvolere e lo ospitò in casa sua. Si sposò con una donna il cui nome è tuttora incerto ed ebbe due figli, ma ricevette le attenzioni dell’Inquisizione perché un tale lo denunciò come negromante in possesso di libri proibiti. Scappò dalla cittadina e riprese a viaggiare; al suo ritorno avrebbe assistito senza poter far nulla allo sterminio della sua famiglia, falcidiata dalla peste. Non aveva le conoscenze per aiutarli e una volta che la malattia era stata contratta a poco valevano le precauzioni igieniche grazie alle quali aveva limitato anni prima il diffondersi del morbo.

Casa museo di Nostradamus a Salon en Provence

Casa museo di Nostradamus a Salon en Provence

Una volta a Salon si risposò con una ricca vedova, Anne Ponsard, la cui ottima dote lo metterà al sicuro da ogni incertezza economica. Risiedeva nella casa della moglie dove all’ultimo piano aveva allestito un laboratorio da cui poteva anche osservare il cielo e compiere i suoi viaggi mentali attraverso il tempo. Aveva iniziato a pubblicare almanacchi con previsioni annuali che ebbero un enorme successo ed era considerato un saggio e un amico del popolo. Era richiesto anche dai potenti e fu così che fu interpellato dall’allora regina di Francia, l’italiana Caterina de Medici. La donna, cordialmente odiata in tutto il paese e soprannominata “la regina nera”, era rimasta precocemente vedova e da quel momento si era preoccupata per il destino dei suoi tre figli maschi e si era dedicata all’occultismo. Nostradamus, che scemo non era, le aveva imbastito un complicatissimo rituale magico durato 45 giorni al termine del quale le aveva predetto che tutti e tre avrebbero occupato un trono, omettendo di raccontarle che l’augusto sedile era sempre lo stesso, quello di Francia, e che i tre giovani sarebbero deceduti uno dopo l’altro. Caterina divenne sua protettrice e lo nominò medico del figlio, Enrico III di Valois. Ma ormai i giorni del veggente erano contati: malato di gotta, con continui dolori e semi paralizzato nei movimenti, continuò a peggiorare finché l’accumulo di liquidi non si trasformò in idropisia. Si racconta che l’ultima notte della sua esistenza abbia salutato il suo segretario dicendogli che non l’avrebbe trovato vivo all’alba, cosa che puntualmente successe. Fu sepolto in una cappella della cittadina mentre si diffondeva una leggenda curiosa: chi avesse bevuto dal suo cranio avrebbe acquistato le sue facoltà ma sarebbe anche morto subito dopo.

Tomba di Nostradamus

Tomba di Nostradamus

Durante la Rivoluzione francese la tomba fu profanata da tre soldati che volevano sfidare la maledizione e si dice che quello che aveva versato il vino nel teschio sia morto di lì a poco. D’altro canto il medico era uso a mandare anatemi al prossimo, visto che nell’introduzione delle Centurie augura accidenti vari a coloro che le avessero interpretate in malafede.  In seguito i resti di Nostradamus furono traslati nella chiesa di Salon e lì riposano in pace. Meglio non toccare di nuovo il suo corpo, non si sa mai.

Fonti:

Nostradamus, cosmetici e conserve, a cura di Pino di Branco, Guido Tommasi editore

http://members.tripod.com/~red_turtle/biografia-ita.html

http://www.storico.org/umanesimo_rinascimento/nostradamus.html

http://www.graziamirti.it/grazia-scrive/personaggi/2524-curiosita-su-nostradamus.html

 

 

 

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