Straordinario Totti!

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Qualche giorno fa, dopo ben 28 anni di onorato servizio, Francesco Totti, capitano della Roma, ha appeso le scarpette al chiodo. Si chiude un’epoca, cala il sipario. Sorrisi, cori, bandiere, trombette, lacrime, applausi e striscioni celebrativi hanno fatto da cornice al saluto commovente che Totti ha rivolto a tutti quelli che gremivano l’Olimpico e a tutti quelli che, in questo lungo stadioviaggio, hanno saputo apprezzare il suo talento e la sua disarmante semplicità. In realtà, lui non ha fatto alcun distinguo tra fan, simpatizzanti, indifferenti e invidiosi. Un vero campione è consapevole del suo valore e Totti è un vero campione. Il suo è stato un saluto universale, senza discriminazioni di fede calcistica o altro. Ha detto addio al mondo del calcio da giocatore in modo semplice, come è solito fare lui, cercando invano di controllare le emozioni, in futuro chissà.

er puponeConclusa la sua ultima partita, infatti, il capitano giallorosso girovangando per il campo con l’animo inquieto e turbato ha pronunciato parole che sono riuscite a scuotere non solo il pubblico “di casa”, ma anche i giornalisti, i radiocronisti e chi, come me, segue il calcio solamente nelle grandi occasioni. Impossibile restare immobili, dentro e fuori, di fronte alla disarmante spontaneità de Er Pupone. Lo stadio era in delirio (72.000 spettatori). Da tutto il mondo sono arrivate tantissime manifestazioni d’affetto.

Ma andiamo oltre. Totti è sempre stato fedele alla sua maglia, alla sua Roma, ai suoi tifosi e alla sua famiglia, cosa questa, oggi assai rara. La longevità atletica, la classe sopraffina, la correttezza, la lealtà, la simpatia e l’umiltà ne hanno fatto addirittura un personaggio leggendario. Totti è il ragazzo della porta accanto, l’amico, l’uomo acqua e sapone che, nonostante il successo, è rimasto sempre uguale a se stesso. Coerente con i suoi valori e affiancato immancabilmente dalla famiglia e dagli amici di una vita.
In questo coro unanime di consensi e di espressioni d’affetto, però, c’è una nota stonata. Sono d’accordo sul genio calcistico di Totti, sul suo valore tecnico e sulle sue brillanti intuizioni tra pallonetti e acrobazie con il pallone che ne hanno fatto un atleta eccezionale, ma elevarlo addirittura a uomo straordinario per la sua onestà, lealtà e fedeltà mi ha fatto riflettere.

santoAl giorno d’oggi è davvero stra-ordinario un uomo che sostiene solidi valori quali amore, dignità e rispetto? è davvero stra-ordinario un uomo che in ogni situazione rimane semplice, umile e onesto? è davvero stra-ordinario un uomo che si commuove di fronte ai suoi figli e al mondo intero mentre celebra la conclusione della sua formidabile carriera?
Ma questa non dovrebbe essere la norma? Aggrotto le sopracciglia, mi pizzico il labbro, inclino la testa, rifletto e fantastico chiedendomi quali possano essere le caratteristiche di un uomo ordinario. E così che rimuginando su questa domanda vengo pervasa da una strana sensazione, mi sembra quasi di avere la testa nel pallone e allora, sono daccapo e faccio autogol: straordinario Totti!

 

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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