Sempre più le donne nel mondo del lavoro secondo Istat

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Era dal lontano 1977 che l’Italia non vantava un tasso di occupazione femminile così elevato: stando alle indagini condotte dall’Istat, a distanza di 40 anni il Belpaese è tornato a vantare quasi la metà della popolazione femminile dedita al lavoro. Il tasso di occupazione relativo alle quote rosa ha infatti raggiunto e superato di qualche decimo il 48%, cosa che non accadeva davvero da diverse decadi, almeno entro i nostri confini.

Va infatti specificato che, nonostante il grande passo avanti, a livello europeo l’Italia non è ancora ai livelli di paesi virtuosi come ad esempio la Germania e la Francia. Poco male perché da qualche parte si doveva pur cominciare (o meglio: ricominciare).

Ma l’aumento del tasso di occupazione femminile si lega ad una parallela crescita del mercato del lavoro, che ha nuovamente aperto le porte alle assunzioni dopo un lungo periodo di crisi e di contrazioni economiche. Parliamo di una crescita di impieghi, e di potenziali impieghi, che è possibile soppesare visitando i diversi siti, come per esempio Jobrapido.it, specializzati come vetrine per gli annunci di lavoro pubblicati in tutta Italia.

Ma l’aumento dell’occupazione femminile è qualcosa che parte da più lontano, che ha preceduto il Jobs Act e che oggi sta raccogliendo i frutti di un impegno davvero molto lungo. Nello specifico, alla base di questi dati si troverebbe più la riforma Fornero che il Jobs Act, ovvero il prolungamento dell’età pensionabile delle donne lavoratrici: una misura che ha ovviamente spinto in avanti il numero delle donne attualmente occupate in Italia, con un aumento di circa 300.000 unità rispetto a tre anni fa, e per un totale che al momento sfiora i 9,5 milioni. Poi, valutando il tasso di crescita dell’occupazione femminile, scopriamo che nell’ultimo triennio è aumentato addirittura del +23%, se analizziamo la fascia di donne comprese fra i 55 ed i 64 anni. Volendo tirare le somme, l’aumento sarebbe in gran parte dovuto alle donne in età avanzata.

E la disoccupazione? Renzi non ha mancato di difendere ancora una volta a spada tratta il Jobs Act, sostenendo che in effetti la riforma ha abbattuto il tasso di disoccupazione. Purtroppo, però, il tasso di disoccupazione giovanile non accenna a migliorare, anzi: l’occupazione dei giovani in Italia prosegue lungo la scia di un calo che preoccupa non poco, al punto che l’Italia è scivolata terzultima nella classifica europea tracciata da Eurostat, con un ulteriore calo dello 0,2%.

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