La completa inutilità del terrorismo

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L’8 settembre 1944, senza alcun tipo di preavviso, caddero su Londra i primi due razzi tedeschi V-2, equipaggiati con circa una tonnellata di esplosivo, uccidendo tre persone. Da quel giorno fino al 27 marzo 1945, colpirono la capitale britannica 1358 V-2 (una media di quasi 7 al giorno), che causarono circa 2754 morti (poco meno di 14 al giorno). Questo significa che, dopo aver già sofferto anni di terrificanti bombardamenti aerei, per 200 giorni, gli abitanti di Londra vissero sapendo che, per sette volte al giorno, razzi contro cui non esistevano difese avrebbero potuto cadergli letteralmente in testa spargendo, indiscriminatamente, morte e distruzione.

Mappa dei siti d'impatto delle V-2 su Londra

Mappa dei siti d’impatto delle V-2 su Londra

Quale fu il risultato strategico e militare per i tedeschi, derivante dall’utilizzo di quest’arma mai vista prima? Zero. Anzi, meno di zero.

Il nome V-2 deriva dal tedesco “Vergeltungswaffe 2″ ossia “arma di rappresaglia 2″ (esistette una prima versione, chiamata V-1). Già il nome dice tutto: le V-2 dovevano essere una una vendetta per i bombardamenti britannici sulle città tedesche. E solo questo furono: un’arma di propaganda che diede ai tedeschi, o forse sarebbe meglio dire al solo Führer tedesco, il gusto agrodolce e certamente sterile della vendetta. Senza alcun dubbio le V-2 crearono un sensibile panico ed uccisero in maniera indiscriminata migliaia di civili, ma è altrettanto evidente che non sortirono alcun effetto che potesse avvicinare i tedeschi alla vittoria. Militarmente non ebbero alcuna conseguenza e, seppure naturalmente terrorizzati e così gravemente colpiti, i britannici non decisero di piegarsi ai nazisti, ma semmai accadde l’opposto: si unirono ancor più per sconfiggere la minaccia. Al contrario, se gli enormi sforzi fatti per costruirle fossero invece stati rivolti, per esempio, alla produzione di aerei, ciò avrebbe causato problemi militari ben più gravi agli Alleati. In altre parole, i razzi V-2 furono il tragico, ma assolutamente inutile sfogo della rabbia e della follia di Hitler e i suoi gerarchi.

Mutatis mutandis: oltre al comprensibile senso di insicurezza e alle tante morti, qual è l’effetto pratico degli attentati degli estremisti islamici degli ultimi anni? Assolutamente nessuno. Qual è il progetto politico dietro a questi gesti, spesso realizzati da lupi solitari con scarsi (o nulli) legami con una direzione unica? Come per le V-2, si tratta piuttosto di atti di propaganda che trovano ragion d’essere in una sterile, rabbiosa e direi ingenua sete di vendetta. Sì, certo, sappiamo bene che l’Occidente ha oppresso per secoli buona parte del mondo; abbiamo ben chiaro che in Medio Oriente sono e sono state perpetrate profonde ingiustizie, ecc. ecc.. Ma forse gli attentati degli ultimi anni possono in qualche modo risolvere questi problemi? O smuovere le coscienze dei popoli occidentali affinché si risolvano questi problemi?

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Non si tratta neanche di azioni che – in una logica aberrante, ma almeno “logica” – possano essere concepiti come parte di una trattativa. Ossia: se la smettete di uccidere indiscriminatamente civili, siamo disposti a concedervi questo o quest’altro. E nemmeno paragonabili ai dirottamenti o ai sequestri di ostaggi ad opera dei palestinesi negli anni ’70. Si tratta invece di atti di ferocia indiscriminata, motivati da una irrazionalità e frustrazione, mischiate ad una tragica stupidità. Che non sortiscono e non sortiranno alcun effetto, se non quello di creare paura e uccidere persone innocenti. Qualcuno mi dica se, in 150.000 anni di storia dell’homo sapiens, questo tipo di “strategia”, seppure nella sua aberrazione, ha mai ottenuto qualche altro risultato concreto.

Forse gli attentati degli estremisti islamici vorrebbero scatenare una sollevazione di milioni di musulmani convinti dal potere delle organizzazioni terroristiche e dall’effetto propagandistico? Mi pare proprio che non stia accadendo nulla di tutto questo. È vero che esiste il fenomeno dei “foreign fighters” e l’ISIS ha conquistato larghe porzioni di territorio tra Siria ed Iraq (salvo perderne la maggior parte in un conflitto contro altri musulmani…), ma il numero estremisti islamici rimane una esigua minoranza. Fra l’altro, molti degli autori degli attentati in Europa sono mezzi balordi, con storie di disadattamento, piccola delinquenza, problemi sociali, ecc..insomma, certamente fanatici, ma non esattamente simbolo di un potere militare o “seri soldati” su cui fare affidamento in guerra, .

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O forse l’obiettivo è quello di intimorire militarmente e strategicamente l’Occidente, svelandone le debolezze e quindi indurlo a lasciar perdere ciò che accade in Medio Oriente? A prescindere dalla bontà e solidità dei valori occidentali, sta succedendo esattamente il contrario. Se l’ISIS non avesse effettuato tanti attentati in Europa, è assai probabile che l’impegno militare delle varie coalizioni occidentali in Siria ed Iraq sarebbe stato assai minore. E di conseguenza, probabilmente, l’Esercito Islamico occuperebbe ancora molti dei territori sottrattigli da curdi, iracheni e siriani appoggiati da USA, Gran Bretagna, Francia o Russia. Insomma. l’uccisione di “crociati” sul suolo europeo è un enorme autogol anche da questo punto di vista.

Oppure l’obiettivo politico è scatenare un’ondata di islamofobia che indurrebbe quindi anche i musulmani “per bene” a radicalizzarsi per difendersene? Ammesso e non concesso che questo meccanismo possa funzionare in generale e non solo in questo contesto (e io non ci credo) e anche se è certo che, come effetto degli ultimi tragici eventi, l’avversione verso l’Islam è in aumento, è da decenni che accadono atti terroristici i cui autori sono di religione musulmana, ma non c’è traccia di questa connessione, né di questo cambio di atteggiamento della stragrande maggioranza di persone musulmane non terroriste.

Abū Bakr al-Baghdādī, califfo dell'autoproclamato Stato Islamico

Abū Bakr al-Baghdādī, califfo dell’autoproclamato Stato Islamico

Purtroppo l’Europa e l’Occidente saranno ancora a lungo teatro di attacchi indiscriminati a civili, assisteremo ad una progressiva militarizzazione delle nostre città e delle frontiere, si costruiranno muri e vivremo in uno stato di permanente apprensione, più o meno come accade da decenni in Israele. Tuttavia, se modalità e le “strategie politiche” rimarranno quelle attuali, il terrorismo degli estremisti islamici continuerà ad essere assolutamente inutile ed avrà l’unico effetto di spargere morte e creare lo stato di cose descritto sopra, risultati che non servono a nessuno, proprio a nessuno, se non a soddisfare la sete di vendetta di qualche visionario fanatico, testimoniandone la tragica frustrazione e sostanziale impotenza.

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