Il costo di un gelato

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Non mi ricordo dove ho messo la dentiera, ormai a 89 anni sono tante le cose che dimentico. A volte fa male, amore mio, soprattutto quando non riesco più a ricordarmi in che cassetto dell’anima ho messo il tuo viso e i tuoi lineamenti mi ritornano sfocati alla memoria.

f960x0-328647_328665_31Insomma, a volte ti perdo, ma oggi ho solo perso la dentiera. Così sono sceso con le labbra serrate giù in strada per andare all’edicola da Lucio a prendere il giornale, come facevamo io e te tutte le domeniche mattine. E all’angolo di via Mandela c’era un ragazzo africano seduto sul marciapiede che provava a farsi cadere in gola le ultime gocce d’acqua rimaste nella sua bottiglietta tutta schiacciata.

Oggi fa un caldo terribile, sai? Di quelli che ti facevano venire le gambe gonfie e i mal di testa. Volevo sorridergli, ma senza dentiera mi vergognavo, tu mi dicevi sempre che senza denti sembro un cattivo dei fumetti… Così ho fatto finta di non averlo visto, mica volevo spaventarlo, e gli son passato davanti senza guardarlo.

Un attimo dopo lo sguardo mi è caduto sulla gelateria della Pinuccia. Allora m’è venuta un’idea, sono andato dalla Pina e le ho detto: “Pina, Pina fammi un bel gelato per favore, il cono più grande che hai e mettici i gusti più freschi, mettici il limone, ma anche il cioccolato!”. Lei m’ha guardato un po’ perplessa perché lo sa che il gelato non mi piace e quando andavo a comprarlo lo prendevo solo per te, che volevi la coppa media: fragola e crema. M’ha guardato un po’ perplessa la Pinuccia, ma poi me l’ha fatto lo stesso il gelato, senza chieder niente: è sempre stata una donna molto discreta, per questo ti stava simpatica.

[foto di Nicola Sala]

[foto di Nicola Sala]

Ho pagato e poi sono tornato dal ragazzo. Il gelato l’ho regalato a lui, così si rinfrescava un po’. Ho stirato le labbra un pochettino: a lui dev’essere sembrato soltanto un timido tentativo di sorriso il mio, mica lo sapeva che mi trovavo senza denti! Per risposta, m’ha spalancato sotto gli occhi la sua grossa bocca stupefatta, poi ha preso il cono ed ha iniziato a dirmi grazie in quattro o cinque lingue diverse, m’ha detto grazie in tutte le lingue del mondo e io mi son girato perché una gratitudine poliglotta non me l’aspettavo e ora sì, ero imbarazzato.

Son tornato a casa senza giornale perché i soldi che m’ero portato li ho spesi tutti per il gelato. Così oggi non te le posso raccontare le notizie del mondo, ma ti ho raccontato questa: che ho perso dentro casa il sorriso e poi l’ho ritrovato, inaspettatamente, per strada: costava soltanto un gelato riprenderselo.

[foto iniziale di Nicola Sala]

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