Prove poetiche di leggerezza primaverile

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Tra i tuoi ricci ritrovo
raggomitolato
ogni mio buffo sbuffo d’amore.

Ci sono abbracci che non ti ho ancora detto.
Perciò lascia crescere il dubbio
che ti farà restare e
vedere che non sono solo
ciò che dico,
ma che mi trovi piuttosto
fra i miei silenzi.


Ho voglia di incontrarti
Nella luce del giorno
Vedere che riflessi creano
I raggi del sole
Nei tuoi occhi
Se li sanno trasformare
Nelle onde del mare
A luglio
Quando fa caldo
E soffia un vento
Che ti restituisce
Coraggio.


Portami in un posto dalle strade in salita, case di pietra e boschi tutt’intorno; uno di quei posti semplici e silenziosi che amo e in cui mi riconosco.

Tienimi la mano, dimmi che avrai sempre cura di me e guardami mentre ti sorrido e ti prometto lo stesso; guardami mentre il cielo si riflette nei miei occhi; guardami negli occhi anche se hai paura di precipitarci dentro.

Raccontami le tue paure, i tuoi sogni, i tuoi fallimenti. Dimmi che ti piacerebbe svegliarmi una notte qualsiasi per andare in collina a guardare le stelle, con il cielo a far da coperta ai nostri sorrisi. E poi fallo davvero.
Abbracciamoci forte: restituiamoci il coraggio.


Conosco la tristezza dallo specchio
Mille volte vista in occhi color pietra
Due volti nello specchio fan più luce d’un soltanto
Finché i tuoi occhi accostati ai miei risplenderanno, ti prego, resta.
Ma non voglio esser causa di dolore, obbligandoti a restare per salvarmi:
Affonderemmo entrambi.


Mi piace poter parlare con te
senza freni
senza timore.
Sono soffici le parole che mi porgi
e lo sono anche gli sguardi che mi fai scivolare sotto gli occhi.
Sei incrinato anche tu.
Sei vivo anche tu.
Sei anche tu.
Mi piace poterti parlare di me, ora non mi interessa più se mi ascolti oppure no.
Semplicemente
parlo.
E se tu vuoi cogliere le gocce della mia vita,
puoi farlo.
Non voglio più lasciare le cose senza un punto fermo,
a conclusione.
Non voglio più ignorare la vita e passarle di fianco.
Non voglio più non poter attraversare il mio dolore.
Voglio annegarci,
se serve.
Ti guardo e sorrido, sei strano e sei bello.
Sei la stravaganza autentica di un mondo timido.
Io lo sento già quando sono vicino a te, l’odore dell’amore.

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Cosa ne è stato scritto

  1. Matteo Capita

    Guardo il mare,
    In fondo, in fondo
    Dove si bacia con il cielo
    E penso alle tue labbra virtuali,
    Al tuo corpo
    Che non conosco
    E all’ infinito terreno che ci separa.
    Non so chi sei
    Ma m’abbevero
    Dalla tua anima !
    E sono felice !

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