La potenzialità inespressa di “The Circle” di James Ponsoldt

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The Circle è il film con Emma Watsan e Tom Hanks tratto dall’omonimo romanzo pubblicato da Dave Eggers soli quattro anni fa, ma il film sembra un film già datato, più reralistico che fantascientifico, poco coraggioso e con uno sviluppo ambiguo.

Titolo: “The CircleThe_Circle_(2017_film)

Regia: James Ponsoldt
Sceneggiatura: James Ponsoldt
Soggetto: Dave Eggers (romanzo)
Produttori: Anthony Bregman, Gary Goetzman, Tom Hanks, James Ponsoldt
Paese: Stati Uniti
Genere: drammatico

Interpreti:
Emma Watson: Mae Holland
Tom Hanks: Bailey
John Boyega: Kalden
Karen Gillan: Annie Allerton
Ellar Coltrane: Mercer
Patton Oswalt: Tom Stenton
Bill Paxton: Vinnie Holland

Consigliato a: a fans di Emma Watson, fans di Tom Hanks, fans di Dave Eggers
Sconsigliato a: a chi non ha mai preso in mano un telefonino, a chi sa quali rischi si corrono a condividere tutto

Mae (Emma Watson) vive con la madre e il padre malato in una casa modesta, lavora in un call center, ma, ovviamente vorrebbe una vita migliore. E così quando viene assunta da The Circle, la potentissima società di telecomunicazioni fa i salti di gioia. The Circle ha realizzato un programma che è una sorta di somma di tutti i social network, con in più annessi google e le sue app, amazon e qualche milione di micro telecamere sparse per il mondo. Tutti sono connessi, tutto è visibile, tutte le informazioni sono disponibili. Di conseguenza niente si può tenere per sé, niente privacy, niente luoghi sicuri, niente pensieri personali.

Emma, filmati sta faccetta

Emma, filmati sta faccetta

Premessa, non ho letto il libro di Eggers da cui è tratto e non so dire quale fosse il tema portante dell’opera originale, né come fosse trattato, certo è che questo film lascia davvero poco e quel poco ha un sapore insipido. Le premesse per una storia forte c’erano tutte, ma, come le potenzialità restano quasi tutte inespresse (come paventa la stessa Mae nel colloquio di assunzione). Si mettono in campo molte situazioni e diversi personaggi che poi vengono liquidati in fretta o abbandonati. Se questo voleva essere un segno della superficialità dei tempi non è chiaro, ma traspare un senso di superficialità. Il lato oscuro di The Circle che dovrebbe essere manifestato dai dirigenti della società, interpretati dai pur bravi Tom Hanks e Patton Oswalt, non emerge e non ci viene mostrato perché è così pericoloso a livello politico e sociale consegnare tutte le nostre vite a un social network di una società privata.

Una messa in scena realistica per un futuro che probabilmente è già arrivato, in un film che avrebbe dovuto mettere paura per un presente pericoloso (e virare verso l’horror o il thriller) o per un futuro distopico (ma la messa in scena, a parte qualche schermo virtuale che circonda i personaggi, non è quella della fantascienza) e che invece resta in superficie in una maniera davvero ambigua (timore di mettersi contro i potenti reali come Facebook, Amazon, Google, Apple …?). Allora si preferisce concentrarsi sulle storie personali e non si mostra l’impatto sociale di un medium potentissimo che è molto vicino a quanto già abbiamo noi che, come i personaggi del film, ci consegniamo volentieri a queste tecnologie.

Tom Hanks non è altro che il capo di un'azienda che si propone di rendere visibile tutto a tutti. ma è davvero solo questo?

Tom Hanks non è altro che il capo di un’azienda che si propone di rendere visibile tutto a tutti. ma è davvero solo questo?

Emma Watson riempie il suo personaggio di smorfie e faccette, ma non gli dà lo spessore che la storia avrebbe meritato. Quando appare Tom Hanks (anche produttore) è un’altra storia, ma il suo personaggio è sì in grado di sprizzare antipatia e ambiguità, ma poi non si ha mai il coraggio di andare fino in fondo.

Un film che partendo dal romanzo di un grande autore contemporaneo, con un regista indipendente e un cast stellare avrebbe potuto affrontare con forza un tema attualissimo e importante, ma che resta in superficie e delude.

Paratesto:

Grande sala in multiplex, quasi piena in una domenica pomeriggio di maggio, nonostante il film fosse uscito già da due settimane. Film visto con figlia undicenne e amica di lei. Undici anni è l’età in cui la cosa che si desidera di più al mondo è un telefonino e non vedono l’ora di essere connesse. Alle ragazzine il film è piaciuto, dicono che non sarebbe un problema condividere tutto, a patto che non ti vedano quando sei in bagno. Forse il film avrebbe potuto raccontarglielo meglio.

“Ma non vi fa pa

 

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