Il caso Ong. Le mistificazioni di Luigi Di Maio e l’umanità di Roberto Saviano

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L’impudente pervicacia del Vice Presidente della Camera, Luigi Di Maio, ha permesso suo malgrado di svelare diversi aspetti, primo fra i quali una corsa al potere a tutti i costi. Peccato, però, che questa volta quei costi si misurano in colate di fango e sospetto versate su coloro i quali – fondamentalmente per amore del prossimo – compiono l’impossibile per salvare vite umane. È quest’ultima l’attività delle Ong (Organizzazioni non governative) che, nel caso di specie, sono state recentemente appellate dal leader pentastellato quali “taxi del mare”, definizione sostenuta infondatamente nonostante i rilievi (e le esortazioni) provenienti da persone informate e sensibili, tra cui Roberto Saviano ed Erri De Luca[1], ai quali bisogna essere infinitamente grati per aver permesso a tanti cittadini di approfondire l’argomento, delicatissimo, e, di riflesso, scoprire che quell’onestà – tanto ostentata dal Movimento Cinque Stelle – era solo una parola non tradotta in fatti.
Una parola, esattamente come “taxi”, che è divenuta il grimaldello per entrare nei propositi reconditi di una strategia politica: ricerca forsennata di voti, incarnata da Di Maio e condivisa dall’intero movimento, almeno pubblicamente; nessuno dei pentastellati – dai vertici alla base – ha manifestato contrarietà verso quell’atteggiamento ostinato e dannoso, anzi, qualcuno – come ad esempio la sua concittadina, Valeria Ciarambino (portavoce nonché consigliera M5S alla Regione Campania) – gli ha addirittura fatto eco: “[…] Diciamo che Saviano ha preso una cantonata grande quanto una nave […]”.
Ma gli scambi tra Di Maio e Saviano hanno messo in luce esattamente il contrario, e non solo.
Il vice presidente inizialmente ha tentato di prendere le distanze dall’espressione che aveva pronunciato, dichiarando che il copyright fosse non suo ma di Frontex (Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera); è a questo punto che lo scrittore l’ha smentito, dimostrandogli che, forse, quel rapporto non lo aveva neanche letto: in quel dossier – rintracciabile a questo link: http://frontex.europa.eu/…/Ri…/Annual_Risk_Analysis_2017.pdf – la parola “taxi” non viene mai menzionata (eppure Di Maio avrebbe dovuto saperlo, visto che anche lui – in data 23 aprile – posta il link del pdf del rapporto Frontex).

Durante l'intervista la conduttrice appare visibilmente scossa da alcune affermazioni del politico.

Durante l’intervista la conduttrice appare visibilmente scossa da alcune affermazioni del politico.

E questo particolare gli verrà sottolineato anche da altri, tra cui la giornalista Lucia Annunziata durante la puntata[2] di “In mezz’ora” del 7 maggio scorso, ma il probabile candidato premier, piuttosto che cogliere l’ennesima occasione per ammettere l’errore e scusarsi, rimarca: “Io penso che se c’è nel Mediterraneo un’imbarcazione, di una Ong, che ha contatti con gli scafisti e preleva su telefonata i migranti su un barcone degli scafisti, è un “taxi del Mediterraneo”.

Una sorta di coerenza assurda, in nome della quale, dopo la prima grave dichiarazione, si era prodotto in dei post su Facebook dalla chiara impronta irriguardosa, in uno – il cui titolo è “L’ignoranza di Saviano” – argomentava la disinformazione dello scrittore; in un altro – peraltro mentre era in partenza per l’Università di Harvard per parlare agli studenti di alcuni aspetti del Movimento Cinque Stelle – rivolgendosi sempre al medesimo destinatario ma sottintendendone il nome, scrive: “C’è un signore che è ossessionato da me. Continua a fare tweet su ogni cosa che faccio. Anche su questa trasferta ad Harvard. Se ne faccia una ragione, il problema delle ONG esiste. E non lo potrà coprire con qualche citazione di Carlo Levi. Noi andremo fino in fondo.”

Intanto, sulle pagine social di alcune Ong – tra cui Medici Senza Frontiere e Unicef Italia – comparivano (e compaiono) commenti denigratori, costringendo questi salvatori di vite umane a spiegare il lavoro che svolgono, a difendersi dalle diffamazioni.

Nei giorni a seguire, le voci e i fatti sono arrivati da più parti, qualche volta confondendo verità e menzogna, ma ciò che amaramente rimarrà indelebile è la nitida conferma che il M5S tutto non si è dissociato da quelle gravissime dichiarazioni, punto emblematico di una politica che degli ultimi non tiene affatto conto, si trovino essi in mare o in qualunque altro posto del mondo.

Note

1. Erri De Luca – che sostiene le tesi di Saviano – racconta la sua esperienza in uno scritto: “Ong, il diario di Erri De Luca dalla nave Msf: ‘Io sto con questi pescatori di uomini che salvano migranti nel Mediterraneo’”    http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/pescatori-di-uomini-senza-frontiere/

Tra l’altro, lo scrittore ribadisce in due tweet la sua posizione:
- “Mi unisco a Roberto Saviano: Di Maio parla a vanvera di ONG. Non sa niente né vuole sapere cosa sia raccogliere in mare vite alla deriva.”
- “Il Procuratore di Catania ammette la diffamazione su navi ONG. I parlatori a vanvera di “taxi” del mare, no. Meglio così, non servono scuse.”

2. La puntata di “In mezz’ora” del 7 maggio 2017http://www.raiplay.it/video/2017/04/In-12-h-aab175cc-25fe-4979-abeb-7db1adecefc0.html

 

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