I saperi impliciti

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I territori che producono cultura al di là dei cancelli scolastici – ovvero, la città e la natura - non vivono negli odierni Programmi ministeriali. Parliamo di conoscenze da scoprire e da interpretare per chi intende dare via/libera a una istruzione democratica e progressista. Sipario, dunque, ai saperi impliciti (irrintracciabili nella BS) che vivono nei piani alti d elle conoscenze. La loro abitabilità rafforza una nostra convinzione pedagogica e didattica. Questa.

E’ improcrastinabile e urgente l’accreditamento ufficiale nei Programmi scolastici di alfabeti plurali e critici dotati di solidi nessi di interdipendenza disciplinare. Detta trasversalità ha il pregio di elaborare saperi da rompere e da trasformare. Siamo sul pianerottolo (regale) delle conoscenze di natura endogena: di non immediato uso e utilità sociale in quanto metaconoscenze che interpretano e rieditano i saperi prescritti dai curricoli ministeriali. Attenzione però. Il Curricolo implicito – endogeno e nascosto – risiede non solo nei piani alti delle materie curricolari, ma anche nelle dinamiche conviviali, cooperative e solidali che arricchiscono le Scuole che intendono farsi vivai di relazioni sociali e civili.

img_grigioscuroRaramente i Programmi ministeriali (vedasi i renziani) rivolgono sguardi significativi a una Scuola comunità educante: luogo carismatico per dare voce alla relazione, alla cooperazione e alla solidarietà. La sola in grado di riscaldare i “cuori” che abitano i banchi delle classi. Se il Sistema di istruzione saprà aprire la porta ai sentimenti e alle emozioni potrà accendere il semaforo verde per dare via libera alle forme nobili del pensiero.

Rinforziamo il concetto. La Scuola non é chiamata soltanto a cucinare cultura, ma an che a “ritrovare” i pensieri e i valori che abitano la sua vita comunitaria. Traguardo transitabile a patto che l’insegnante sancisca l’equipollenza alfabetica sia delle conoscenze disciplinari (iscritte nel Curricolo nazionale), sia delle conoscenze socioantropologiche (iscritte nel Curricolo locale). E’ urgente – pertanto – l’ingresso ufficiale a Scuola del curricolo nascosto. Cioè a dire, l’accreditamento degli alfabeti trasversali (i saperi ecosistemici) dotati di solide interdipendenze cognitive. Siamo giunti al pianerottolo (regale) della Conoscenza di natura “endogena” di non immediato uso e utilità sociale. Si configura come la competenza di interpretare sape ri, di scoprirne e di crearne dei nuovi: traguardo metacognitivo.informazione-conoscenza

Per far sì che il curricolo implicito abiti nella Scuola – ovvero, goda di una effettiva metamorfosi pedagogica – é necessario sia reso prescrittivo nei Programmi ministeriali e preso in carica dagli insegnanti. Soltanto una pluralità di rotaie cognitive permette alle materie scolastiche di dare respiro alla loro morfologia. Non più identificate soltanto negli alfabeti primari (che trami te la Lezione godono di un affidabile mediatore cognitivo), ma accertate e valorizzate – anche – sia per la specificità dei loro alfabeti secondari (che tramite l’Interdisciplinarità godono di un affidabile mediatore cognitivo), sia per la loro logica ermeneutica (che tramite la Ricerca godono di un affidabile mediatore cognitivo), sia per il loro dispositivo euristico (che tramite la Creatività godono di un affidabile mediatore cognitivo ).

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