Sick Tamburo, “Un Giorno Nuovo” (2017, La Tempesta Dischi)

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C’è qualcosa di magnetico nel sentirsi infelici e distanti: la tendenza a conoscere e indossare le sfumature della sofferenza, crogiolarsi nello stare male anche più del tempo indispensabile. Succede a molti e, immagino, non accada a molti e basta.

Un giorno nuovo” è il quarto album dei Sick Tamburo, band formata nel 2007 da Gian Maria Accusani e Elisabetta Imelio, entrambi ex Prozac+. Trentadue minuti in nove tracce tra sonorità originali che attraversano il rock con un’affascinante, e indispensabile, contaminazione elettronica. I testi dei brani affrontano tematiche complesse, scomode come parlare di chemioterapia, prepotentemente ambigue, crude, amare e reali come il mondo che esiste intorno all’ego di ognuno di noi.

Il nodo è forse su quanta voglia si abbia di guardare la realtà nelle sue zone imperfette, nei suoi sintomi di fallimento e sconfitta. I Sick Tamburo non colgono tutto, ma lanciano una cima a cui aggrapparsi per entrare in una dimensione diversa ed estremamente viva. È forse questo il primo segnale di Un giorno nuovo che regala il titolo all’album e alla prima traccia del disco

non sprechiamo parole / godiamoci quel che abbiamo qui

Quello che si ha però non è affatto facile da incamerare, ancora più radicale è gestirlo. Lo sforzo di aprire gli occhi richiede energie a volte superiori alle capacità che si hanno. La mente cede, il corpo collassa. Siamo alla quarta traccia, Perdo conoscenza.

perdo conoscenza ancora / mille braccia contro un presidente / mille braccia che si scontrano per niente / pance gonfie da denutrizione / mille bimbi che non ridono da tempo / mille bocche inneggiano alla pace / mille e mille ma nessuno poi fa niente / perdo conoscenza ancora

Perdere conoscenza è prendere coscienza dei confini a cui possiamo accedere. Umani e piccoli, finiti e scorretti, nel momento in cui riconosciamo di non poter andare oltre il margine della pelle che abbiamo indosso, realizziamo di poter mirare a una pace interiore fatta di consapevolezze. Non c’è alcun paradiso che ci attende ma almeno è possibile evitare lo struggimento per ciò che non potremo raggiungere. Ad altro siamo pronti.

SICK TAMBURO - UN GIORNO NUOVO  (COPERTINA)

SICK TAMBURO – UN GIORNO NUOVO
(COPERTINA)

cambia tutto se si osserva un po’ e lo sai che niente è eterno / ci incontriamo raramente ormai ma non scordiamo niente / com’eran belli quei momenti sai oggi si sono persi / e ci abbracciamo e ci lasciamo e poi ad altro siamo pronti / si nasce si muore si prova dolore / si odia si ama c’è gioia e rancore / si arriva si parte per posti lontani / si è luce si è buio si cambia ogni istante

Bellezza e felicità sono conquiste, un ampio percorso che si estende toccando zone di rabbia e sofferenza. Non sempre, dimostra il tempo. Talvolta arrivano da chissà dove e ne godiamo senza farci domande. Peccato che, come sono arrivate, sempre scompaiano. Si va per tentativi, per sopravvivenze, per resistenze, per conflitti, e se mai si riuscisse a fare un passo fuori da sé per accogliere qualcun altro, che almeno questo qualcuno si accolga completamente

sei come piace a me / così ti voglio / sei più fuori di me / perciò ti sogno / sei il mio angelo / e ti voglio / sei il mio demone / e ti voglio

Completo come le vite che cavalchiamo, minate da errori e passi falsi. Trovare chi riesca a condividere gli estremismi dell’andare avanti ogni giorno, i fallimenti e gli assurdi tentativi, o almeno cercarlo, rimane un proposito di grande livello. L’ascolto di questo disco non porta verso il lungimirante passo, ma lancia un segnale in una direzione specifica: Meno male che ci sei tu.

meno male che ci sei tu a brindare con me / meno male che ci sei tu a non credermi / meno male che ci sei tu a ballare con me / meno male che ci sei tu a difendermi / meno male che ci sei tu così mi stringi a te / meno male che ci sei tu a resistermi

Voto: 8/10

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