Giovanni Truppi, “Solopiano” (2017, Woodworm Label)

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Non ti ho mai parlato di quel mio amore con i colori di Giovanni Truppi. Non ho fatto in tempo perciò lo faccio adesso, d’altra parte è primavera e il risveglio riguarda tutti. Persino me.

Giovanni Truppi è napoletano. Non lo affermo con certezza, è più un’impressione. L’accento sembra quello, almeno per uno che non esce da Roma nemmeno per andare al mare o in montagna. Lo sapevi, magari lo ricordi ancora, non uscivo da Roma nemmeno quando viaggiavamo all’estero.

Il disco è bello, mi piacerebbe lo ascoltassi. Fosse ancora troppo presto per una vita insieme, sarebbe uno di quei cantautori che ti avrei fatto conoscere per raccontare qualcosa delle mie giornate. Perciò oggi, giorno in cui scrivo la recensione di “Solopiano”, ho voglia di iniziare come inizia il disco:

Perché io più capisco e più non capisco

Trovo renda bene la lucida confusione che mi attraversa. Il brano si intitola La domenica, che per te è sempre stata malinconia. E già so che la malinconia, davanti al mio sguardo perso, muterebbe in una calma determinazione. Passeresti attraverso uno stato di grazia comunicativo che avrebbe grossomodo l’aspetto espresso in questo verso

e tu mi dici che se ci penso troppo poi divento ricchione

Te lo leggevo negli occhi ad ogni titubanza. Adesso le cose sono cambiate, credo di aver capito a quale modello speravi mi ispirassi per maturare e crescere. L’ho sognato.

Non mi ricordo se aveva il mantello e il vestito blu o se li aveva poggiati dove poggiavi i vestiti tu

E l’ho ricordato, poi, grazie a Superman. Ma il tempo passa e non ritorna. Nonostante abbia imparato la lezione che hai voluto impartirmi, credo non si possa fare altro che ricominciare tutto da capo, tentare di riprovarci

e come in una storia d’amore certe volte bisogna fare tabula rasa per potersi ancora scegliere

Lo dice Truppi in Lettera a Papa Francesco I, la trovo una riflessione degna di arrivare a te. D’altra parte so che sei scaltra nel tenerti le cose migliori e tra queste considero, con un po’ di supponenza, i miei consigli musicali. Il disco ti piacerà. Una voce limpida, originale, con un pianoforte ad accompagnare. Le emozioni si assestano lasciando segni che nel giro di qualche giorno poi spariscono. Non devi nemmeno preoccuparti di quello che dirà la gente, non se ne renderanno conto.

Ma tu chi sei che non dici niente? Ma tu chi sei che sei calma sempre?

Forse è giusto lo ammetta ormai che era invidia quella che provavo. Il tuo distacco avrei voluto sentirlo io. Eri talmente perfetta nel prendere le distanze dai terremoti emotivi di una relazione che non sapevo se ammirarti o preoccuparmi. Alla fine me ne sono preoccupato, ma se può darti soddisfazione ti invidio anche adesso

GIOVANNI TRUPPI - SOLOPIANO (COPERTINA)

GIOVANNI TRUPPI – SOLOPIANO (COPERTINA)

E in un momento come questo, che niente più sarà al suo posto, che i nomi di tutte le cose dovranno cambiare, che il centro delle nostre vite è andato a farsi benedire…

Non mi rimane che salutarti nel modo in cui ho imparato a conoscerti, attraverso le note di una canzone adatta al contesto

Sei tutte le parole d’amore che ho letto, quello a cui ho dedicato tutto, la speranza di una famiglia, un pensiero che ora mi piglia, una cicatrice, un batticuore, il sentimento del tuo odore, la rabbia per i tuoi rifiuti, la preghiera “lascia che io ti aiuti”

Puoi tirare un sospiro di sollievo, sollevarti dal peso del dubbio

Noi due, non ci vedremo mai più

Sono triste? Un po’. Ma ho un amico immaginario che suona cose per me, cose che mi restituiscono una presa di coscienza

Ai voglia a dire che la colpa è di lei o che è la vita che gira e va al contrario di me. Ad essere onesti, eccola qua, questa è la mia felicità.

Un album di quaranta minuti circa, interamente cantato e suonato da Giovanni Truppi, disponibile solo in vinile o in versione digitale. Una perla per chi ama la musica cantautoriale o più semplicemente per chi ama la musica suonata con cuore, pancia e la giusta dose di ironia.

Chi non vorrebbe vivere un amore capace di stare dentro una canzone di Giovanni Truppi? Perché fa ridere, perché fa piangere. E soprattutto perché se finisse male le responsabilità si potrebbero scaricare su di lui, Giovanni, che comunque continuerebbe ad andare bene.

Voto: 9/10

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