Sulla genesi della poesia. Rumors & Motors di Caterina Davinio

Share on Facebook39Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Librarsi a mezz’aria e poi planare sui concetti, prima della loro manifestazione – al fine di coglierne l’essenza, la prospettiva, il divenire –, potrebbe rappresentare il punto di partenza, seppur indefinibile, per osservare l’opera di Caterina Davinio che, in questo libro bilingue italiano-inglese, concede al lettore la molteplice possibilità di viaggiare a bordo di un velivolo che attraversa il mondo della poesia-immagine la quale, dalla carta, evoca il percorso ante e post concettuale, tracciando linee la cui scoperta conduce nei meandri dei segni, misteriosi, codificati o decriptabili in vista di approdi a volte in formazione, talaltre compiuti ma sempre parte di un’intera opera in movimento verso nuove forme di evoluzione, in cui s’intravedono sintesi inglobate in svariati punti di ridefinizione artistica. Un’arte, quella di Caterina Davinio, incollocabile ma al contempo – data la precipua caratteristica dell’incollocabilità – presente in uno spazio tutto da percepire, attraverso concetti letterari, visivi, sonori e/o immaginari di cui il lettore o cyberlettore diviene parte integrante.
L’ingresso in tale percorso creativo è mostrato da tre fra i maggiori studiosi di avanguardie: Francesco Muzzioli, Lamberto Pignotti e Jorge Luiz Antonio, che hanno dedicato al volume tre saggi introduttivi i quali – come dichiara la stessa autrice – più che commentare il lavoro, lo completano con un necessario sviluppo di parola e ragionamento.
Copertina
Rumors & Motors
. Concetti di poesia/Concepts of Poetry
si compone di otto parti[1] di cui ogni singola poesia-immagine è un frammento che – seppur generante un concetto, un’emozione o semplice contemplazione – rinvia ineluttabilmente ad altre opere della poetessa, invitando a mettersi sulle sue tracce per comprenderne le dinamiche artistiche e il pensiero, magari interrelato a quello di altri artisti in quegli spazi che negli anni ha ideato, come luoghi in cui ci si confronta su innovative tecniche, scoperte o invenzioni e nelle quali l’arte e la poesia assumono caratteri aperti al cambiamento. Uno di questi spazi è Karenina.it – Poesia in funzione fàtica[2], basato sulla teoria della funzione fàtica del linguaggio di Roman Jakobson, che tratta dell’uso del linguaggio con l’obiettivo di mantenere aperto e operativo il canale di comunicazione tra gli interlocutori: “Sul confine tra arte e cultura, happening e performance telematica, Karenina.it è un luogo di aggregazione virtuale intorno alla scrittura e alle nuove tecnologie, nel quale confluiscono esperienze di artisti, curatori, teorici internazionali, in una rete che conta migliaia di contatti nel mondo.” (Davinio, 1998).

Imbarcarsi per un volo sulle opere di Caterina Davinio è sempre affascinante, un viaggio in compagnia della curiosità di esplorare e di esplorarsi.

Note

1. Rumors & Motors. Concetti di poesia/Concepts of Poetry:

1.1 Rumors and Motors (2005-2008);
1.2 Nature_Obscure (2007-2008);
1.3 Portraits and Self-Portraits/Ritratti e autoritratti;
1.4 Special Offer/Offerta speciale (1999-2003);
1.5 Real/Virtual – Reale/Virtuale (2001-2005);
1.6 Portrait of the Artist as Time/Ritratto dell’artista come tempo (1990-1999);
1.7 Interiors/Interni (2006-2008);
1.8 Cities/Città.

[…] Un’occasione per avvicinarsi al lavoro di uno dei maggiori esponenti della poesia elettronica internazionale, di conoscere il suo percorso nei nuovi media iniziato nel 1990, che viene qui analizzato da tre fra i maggiori studiosi di avanguardie.

An opportunity to approach the work of one of the major exponents of the International electronic poetry, to know her route in the new media, started in 1990, which have been analyzed here by three of the most important experts of avant-garde. […]

Immagine in evidenza nell’articolo: “Dedicated to Jaguar” di Caterina Davinio.

2. Karenina.it http://www.oocities.org/paris/lights/7323/kareninarivista.html

Caterina foto retrocopertina - CopiaCaterina Davinio (Foggia 1957) Scrittrice e artista multimediale, dopo la laurea in Lettere ha svolto attività espositiva, convegnistica e curatoriale con centinaia di mostre in Europa, Asia, Americhe, Australia, tra cui sette edizioni della biennale di Venezia ed eventi collaterali. Le biennali di Sydney, Lione, Atene, Merida, Liverpool, Hong Kong e molte altre. È uno dei pionieri della poesia digitale e la fondatrice della Net-poetry in Italia.
Fra le pubblicazioni, tre romanzi: Còlor còlor (1998), Il sofà sui binari (2013), Sensibilia (2015); le opere saggistiche: Tecno poesia e realtà virtuali (2002) e Virtual Mercury House, circa la poesia elettronica (2011); e i pluripremiati volumi di poesia: Fenomenologie seriali (2010), Il libro dell’oppio (2012), Aspettando la fine del mondo (2012), Fatti deprecabili (2015) e Rumors & motors (2016, poesia digitale).

Caterina Davinio (Born in Foggia, 1957) Writing and multimedia artist, after graduating in Italian Literature, she has worked in the field of new media with exhibitions, meetings and as a curator, in Europe, Asia, the Americas, Australia, including seven editions of the Venice Biennale and collateral events, the Biennials of Sydney, Lyon, Athens, Merida, Liverpool, Hong Kong and many others. She is one of the pioneers of digital poetry and the founder of net-poetry in Italy. Among her publications are three novels: Color Color (1998), The Sofa on the Rails (2013), Sensibìlia (2015); non-fiction: Techno-Poetry and Virtual Realities (2002) and Virtual Mercury House, about electronic poetry (2011); and the award-winning books of poetry: Serial Phenomenologies (2010), The Book of Opium (2012), Waiting for the End of the World (2012), and Deplorable Facts (2015), and Rumors & motors (2016, digital poetry).

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook39Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?