Se il sesso va a morire…

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Apriamo un giornale, accendiamo la TV, andiamo su Internet e cosa troviamo in gran quantità? Sesso.Immagini che ci ricollegano al sesso. Dalla modella semi-vestita che pubblicizza un profumo, al commento su qualche nuova stravaganza sessuale fino ai porno più estremi. Se giudicassimo la nostra società in base a questa orgia visiva dovremmo dedurre che siamo la civiltà che fa più sesso e che è la più attratta dall’attività sessuale. Eppure questa visione o meglio illusione è stata fatta a pezzi da innumerevoli ricerche negli ultimi anni, le quali vanno a denunciare l’esatto contrario. Ha fatto scalpore qualche mese fa il libro di David Spiegelhalter, docente di Cambridge , il quale ha sostenuto che il sesso scomparirà dall’Occidente entro il 2030. Stando ad alcune ricerche sembra che i rapporti sessuali stiano diminuendo progressivamente a partire dagli anni ’90 soprattutto a livello di coppia. Ovviamente Spiegelhalter non è il primo a a fare una denuncia del genere, dato che da anni ormai continuano a risuonare allarmi sulle problematiche sessuali degli occidentali, sul calo del desiderio, sull’aumento netto dell’infertilità e via dicendo.

Di sicuro uno dei fattori che ha accelerato questo problema è stata la diffusione massiccia della tecnologia nella nostra vita. Internet, Tv e infine lo smartphone hanno comportato un declino netto dell’attività sessuale, riempendo la nostra vita di altri stimoli e sovraccaricandoci in modo talmente eccessivo da renderci apatici e meno reattivi (infatti quando la pervasità tecnologica scompare, come nel caso dei blackout, si ha spesso 9 mesi dopo un boom di nascite). Un esempio evidente dell’impatto tecnologico su una società avanzata lo possiamo vedere in Giappone, che somiglia sempre di più a un universo distopico cyberpunk, dove i giovani stanno diventando asessuati dando vita anche a fenomeni di chiusura sociale come gli Hikkikomori (i quali stanno leomarmid2prendendo piede anche da noi).
La realtà mediatica dei porno e delle riviste patinate delle modelle contribuiscono a loro volta a distorcere pesantemente il mondo reale del sesso. Attori con prestazioni irrealistiche e modelle modificate con photoshop finiscono per creare stereotipi impossibili da eguagliare. Il sesso dei porno è una finzione, così come la bellezza che vediamo sui mass media. I giovani in questo modo vengono spinti verso un universo virtuale che non esiste, salvo poi rimanere delusi e frustrati dalla realtà in cui si ritrovano.

Oltre alla tecnologia pervasiva i cittadini moderni presentano tassi di stress elevatissimi che inevitabilmente vanno ad impattare sulla prestazione sessuale o sul semplice desiderio. In nome della carriera e della sopravvivenza lavorativa si è più interessati a salvare il conto in banca o il prestigio sociale che il proprio benessere psico-fisico e la propria relazione.
leomarmid3A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono i problemi fisici nella sfera sessuale, soprattutto con l’aumento netto dell’infertilità nella popolazione. La modificazione dell’assetto sociale, delle aspettative di vita e dei desideri, ha spinto la maggior parte delle coppie a concepire tardi i figli con tutte le problematiche del caso, senza contare poi l’impatto dell’inquinamento chimico e industriale, combinato con uno stile di vita insano, il quale ha fatto tracollare il valore degli spermatozoi nei maschi rispetto a qualche decennio fa.
Tutto questo combinato annichilente ha portato al micidiale paradosso di avere una società stracolma di stimoli eccitanti, ma con sempre meno rapporti sessuali soddisfacenti (un curioso articolo del Corriere della Sera del 2006 riporta gli insoddisfatti quasi all’80%).
Il prezzo da pagare non si ferma solo all’insoddisfazione generale o al mutamento della nostre abitudini, ma si riflette in modo drammatico sul tasso di natalità di molte nazioni occidentali, Italia in testa, con inevitabili ripercussioni negative in tutti i campi, da quello politico a quello economico, dando vita così a una società decadente, devitalizzata e sottoposta a crisi continue. Si arriverà a un certo punto a reclamare disperatamente la soluzione di Jena Plissken per salvarci dal tramonto della Modernità.

 

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