“L’uomo nero”: stereotipi maschili raccontati dalle donne.

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Analizzare, scomporre, superare o anche rovesciare, attraverso la narrazione, lo stereotipo maschile: è quello che fanno le sei autrici de “L’uomo nero”, antologia di racconti edita da Caracò e curata dalla scrittrice e drammaturga Elisabetta Bucciarelli che ne firma anche la prefazione.
Simona Giacomelli, Elena Mearini, Cira Santoro, Anna Scardovelli, Monica Stefinlongo, Cristina Zagaria, sei donne non tutte scrittrici propriamente dette ma di certo professioniste della parola: donne provenienti dal mondo del teatro, della radio e della comunicazione, tutte con una storia preziosa da regalare.

Per loro la sfida di raccontare gli uomini, scoprire chi sono davvero, al di là dello stereotipo cucitogli addosso da secoli. L’uomo nero di quest’antologia non è la bestia violenta spesso protagonista delle cronache attuali, ma piuttosto colui che non soddisfa le richieste impostegli proprio dallo stereotipo stesso, perciò è inaffidabile, non vuole legami seri, non desidera diventare padre, non garantisce certezze economiche, insomma non è il principe azzurro che le favole avevano tratteggiato.

I racconti delle sei autrici, anticipati dalla prefazione della curatrice che fa da illuminante guida di lettura, narrano vicende differenti attraverso uno sguardo autenticamente femminile, privo di accuse ed imputazioni tout court, ma teso all’immedesimazione nell’uomo stesso, nelle sue fragilità e nelle lacerazioni del suo essere, che si fanno sempre più profonde quando si palesa il punto di rottura tra realtà e aspettative mancate.
Si tratta di storie differenti che raccontano uomini altrettanto differenti, di diversa età ed estrazione sociale, tutti condizionati dal prototipo cucitogli addosso da tempo immemore, tutti alla ricerca di un mutamento che non arriva e soprattutto, tutti dominati dalle attese altrui come fari puntati dei quali sembra impossibile liberarsi.
Uomini che, osservati da vicino, ricordano la famosa vicenda dei giganti e delle ombre di pigmei, caso esemplare di osservazioni tradite da previsioni troppo ottimistiche, proprio perché fondate sulla sola idea prototipica degli osservatori. Un’antologia unica ed interessante, non soltanto per la bellezza dei racconti che contiene, ma per il coraggio di riproporre sul piano dell’incontro e del dialogo le esperienze maschile e femminile, nel tentativo di trovare una zona franca, un punto di confronto utile non ad annullare le differenze, bensì a tentare di comprenderle.

“L’uomo nero” inoltre, è una raccolta che rivela la sua ricercatezza sin dall’illustrazione di copertina, a cura di Carmine Luino che raffigura l’elegante sagoma di un’ape con al suo interno un labirinto. Le sei voci differenti che narrano e si susseguono nella raccolta, riportano sulla pagina vicende raccontate attraverso un linguaggio asciutto, immediato, che non desidera perdersi in troppe descrizioni ma che, al contrario è chiaro e va dritto al punto, perché è proprio attraverso questa limpidezza lessicale che si vuol conoscere e far conoscere. Il lettore che si avvicinerà ai racconti de “L’uomo nero” capirà insomma, che non è più tempo di nascondere e confondere ancora.

Al link sottostante la scheda del libro.

http://www.caraco.it/site/editore/scheda-uomo-nero/

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?