L’amore… ieri e oggi

Share on Facebook12Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone
logo

 

Paola distolse gli occhi dal monitor del computer; guardò fuori dalla finestra rapita dalle evoluzioni acrobatiche in volo di due gabbiani. Sospirando sussurrò con un filo di voce una frase che aveva letto da qualche parte tempo addietro:la libertà è tutto, l’amore è tutto il resto.

gabbianiEra una mattina dei primi di marzo, una di quelle mattine dove il tepore e la sorpresa per una primavera precoce infondono eccitazione e smarrimento allo stesso tempo. Paola finalmente si sentiva pronta per innamorarsi di nuovo.
In pochi istanti ripercorse mentalmente gli ultimi trent’anni della sua vita affettiva e il pensiero andò inevitabilmente a Ettore, il primo amore.
Scese in camera da letto, si avvicinò incerta al comodino; fissò per qualche minuto il terzo cassetto, custode muto dei ricordi più intimi, poi decise: lo aprì.
Erano passati molti anni dall’ultima volta che Paola aveva preso in mano quella lettera; una confessione d’amore. Ettore l’aveva conquistata così, con parole immortali, quando lei era ancora una bambina.
L’inconfondibile busta color avorio sporgeva appena, sepolta sotto decine di altre memorie sbiadite; con mani tremanti e occhi lucidi estrasse il foglio, ormai sbiadito anch’esso, e cominciò a leggere…

letteraMia dolcissima Paola,
è passata solo un’ora dal nostro ultimo abbraccio e già mi manchi da morire. I tuoi occhi, le tue mani, la tua voce, il tuo corpo, il tuo respiro, il tuo profumo… tutto di te mi inebria. Sei entrata nella mia vita leggera come un soffio di vento portando con te l’incanto della giovinezza.
Tu sei il faro, tu sei la risposta, tu sei il senso.
Impregni ogni cellula del mio corpo con la tua solarità, arrivando fino al punto più remoto della mia psiche. Illumini il buio della solitudine e della malinconia nel quale ho rischiato di perdermi tante volte, ma ora non più. Riempi il vuoto attorno.
Sei diventata indispensabile come l’ossigeno e il cibo. Senza di te…
Caro amore mio, non allontanarmi per timore che il nostro legame possa diventare troppo forte e deviarti, così, dai binari di una “vita regolare” -come dici tu. Ma, poi, che cos’è una vita regolare? te lo sei mai chiesta veramente? e che cos’è una vita regolare senza l’amore? può davvero ancora chiamarsi vita?
Ti prego mio grandissimo amore, nessun raziocinio, nessun dubbio, nessun pregiudizio, nessuna regola… amami e basta. Questa è l’unica vita che voglio vivere… e la voglio vivere insieme a te.
per sempre tuo
Ettore”

chat
Paola sospirò, mentre copiose lacrime silenziose iniziarono a scendere bagnando il suo viso, gli abiti e il pavimento. Sospirò un’altra volta e poi si diresse, come un automa, verso il computer cercando di soffocare la commozione. “Oggi le cose sono diverse” pensò.
In pochi istanti tornò lucida e allontanato il pensiero di quell’amore struggente con dissimulata rassegnazione, cliccò impaziente sull’ultimo post arrivato nel suo blog. Era di nuovo Rambo.
Allora mille riflessioni cominciarono a rincorrersi e a sovrapporsi nella sua mente: “l’amore romantico dichiarato in lunghe lettere cariche di emozioni, sentimenti, desideri e fantasie ha lasciato il posto all’amore virtuale su un Social Network” sentenziò triste. “C’è un analfabetismo emozionale e sessuale disarmante” proseguì, “tuttavia, l’uomo è un animale sociale, non c’è dubbio. Come diceva Aristotele nel IV sec. a.C. esso tende per natura ad aggregarsi in branco con il rischio, però, al giorno d’oggi, di cadere nella “rete”.
Paola aggrottò la fronte, eliminò dal viso ogni traccia di liquido lacrimale e terminò il suo monologo interiore con un’ulteriore riflessione: “in realtà è semplice, siamo tutti costantemente alla ricerca di un essere umano che sia in qualche modo “percepibile”. Ieri c’erano carta, penna e mistero, oggi c’è solo un clic… ed entri subito in relazione con centinaia di persone. Il silenzio esistenziale è assordante; si cerca un contatto ovunque”.
Paola guardò il monitor con un sorriso cinico, curiosa di leggere la “lettera d’amore” del suo ultimo spasimante –moderno e contemporaneo.
Nickname: Rambo.
Rambo scrive a Chiocciolina…
RamboNon ho mai “cinguettato” con nessuna prima di te. Passavo ore hastaggando qua e là, cliccando i “mi piace” a post di sconosciute; sembrava divertente. Quando ho letto il tuo profilo e ho visto la foto ke hai postato l’altro giorno, però, mi sono innamorato… ke bella ke 6 Chiocciolina. Posso utilizzare la tua bacheca per scrivere ciò ke provo o preferisci la tradizione: email, sms, mms e WhatsApp? Ho voglia di guardarti negli occhi.
Accidenti, ma quando la inventeranno una app con sistema intelligente rileva emozioni? Ti posto una mia foto. Tvb”.

computerTvb?” ripetè Paola, “cioè?, ti voglio bene?, ma chi ti conosce?, mi vuoi bene per il solo fatto di aver visto una foto di mia cugina in bikini pensando fossi io?, ti sei innamorato? Bah, chissà, forse una donna di cinquant’anni che si firma Chiocciolina e gioca a fare l’adolescente fa tenerezza” continuò “d’altronde, l’amore che cos’è se non la più reale di tutte le illusioni?, quella che dà un senso all’esistenza, in ogni stagione della nostra vita?
L’amore è tutto, la libertà è tutto il resto”.
Ieri Ettore, oggi Rambo, domani?
… amami e basta. Questa è l’unica vita che voglio vivere… e la voglio vivere insieme a te”. Parole immortali.

 

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook12Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Tag

Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

Sito web

Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

Perché non lasci qualcosa di scritto?