Il dibattito impossibile

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Una domanda curiosa e inquietante continua a serpeggiare nell’aria: ma è ancora possibile un dibattito serio nella nostra società? Espressa in questo modo, uno risponderebbe ovviamente con un SÍ. Siamo pieni di dibattiti dalla mattina alla sera, dal calcio alla politica, passando per la cucina e il mistero degli unicorni. Accendi la Tv, vai su Internet, ascolti la radio e ogni minuto ci sono milioni di dibattiti, corredati da urla, immagini e opinioni a caso.
Apriamo il sito di qualsiasi giornale e troviamo 800 notizie, passando dall’Isis alle nuove avventure di Fedez, Belen & company nella stessa colonna. Entriamo nei social e siamo investito da immagini, informazioni, status, di cui 3/4 inutili.
Siamo circondati da un infinito flusso di roba superflua alimentata da innumerevoli nullità. I vecchi depositari del sapere che hanno fatto grande l’Occidente, come filosofi, pensatori, scienziati, sono finiti nel vuoto sub-atomico o al massimo vengono ripescati per qualche intervista che verrà letta da leomarzo2quattro gatti.
Gli esperti, divisi fra giornalisti, tecnici, politici, politologi, ecc, si scannano 24 ore su 24 gettando una confusione allucinante sullo stato della nostra società dove non si capisce chi fa cosa. Un tweet di là, un post di qua, e si vive nell’iperuranio consumista fino a quando il conto corrente vomita due soldi.

Diventa assolutamente comprensibile di fronte a questo tornado uditivo-visivo il continuo aumento del disinteresse generale verso la collettività, salvo brevi sporadici sussulti. Ormai viene automaticamente il mal di testa a informarsi ogni giorno o il mal di fegato a furia di ingerire notizie negative. Diventa anche comprensibile il continuo dilagare di droghe, psicofarmaci o dottrine orientali interpretate a caso, impiegate per dare un senso ad un’esistenza che poco senso ha.
I signori della Silicon Valley sono ben felici di averci tutti connessi per i loro magici imperi di silicio, ma forse faremmo bene a staccare un attimo il cervello dal vortice globale. Forse faremmo bene a isolarci ogni tanto in una casetta dimenticata in montagna o al mare, senza avere smartphones, pc o Tv che ci ricordino il pulsare del nostro mondo.
Per una volta proviamo a non fare gli ingranaggi del Sistema. Per un volta provate a dimenticare lo smartphone per un giorno, due, una settimana. Il lavoro ve lo impedisce?

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