IO NO! Intervista a Patrizia De Palma

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Conosco Patrizia De Palma da tempo, ma solo negli ultimi anni ho scoperto la sua capacità di narrare attraverso il teatro. I suoi spettacoli hanno un tema molto toccante, la violenza sulle donne. La sua cifra è la performance corale: è autrice di spettacoli di cui cura coreografie, testi (suoi e di altri) e per le quali sceglie canzoni che enfatizzino il tema. Quello che però conta, nel suo lavoro autorale e coreografico è il cuore e il sentimento di assoluta condivisione delle storie di donne, di persone e di speranza. Nonostante tutto.

1 – Lo spettacolo è un’esperienza corale: 3 attrici, 6 ballerine, 1 cantante. E il pubblico. Tu sei autrice, coreografa e regista. Perché hai scelto questo tema così difficile e doloroso?
In realtà non è stata una vera e propria scelta, ma la voglia e il desiderio di raccontare quello che tante donne hanno vissuto, vivono e purtroppo continueranno a vivere nel silenzio di una società ancora troppo sorda, in cui l’urlo delle donne resta soffocato da convinzioni e convenzioni da superare. Spesso poi, ci si limita a raccontare, scrivere quando ormai è troppo tardi, quando la situazione è degenerata. Ma prima di quel momento, un attimo prima, si può ancora fare qualcosa. Ecco volevo sottolineare quell’attimo, quando ancora possiamo scegliere.

2 – Quale messaggio speravi di dare?
Il messaggio è un messaggio di forza. Vorrei che le donne fossero consapevoli del potere che abbiamo di scegliere.  Scegliere di non subire, scegliere di ricominciare, scegliere di vivere. Ovviamente il percorso non può non essere doloroso, ci sono delle fasi da superare che spesso spaventano più della violenza che si subisce perché costringono a guardarsi dentro senza alibi.

3 – Come ci si prepara a scrivere le parti di 3 donne che han subito violenza?
Ci si prepara innanzi tutto mettendosi a nudo con se stesse. Riconoscendo i propri limiti, le proprie paure e accettandosi con tutte le contraddizioni che ne derivano. Soprattutto ci si prepara ascoltando e osservando gli sguardi, i sorrisi, i gesti di chi quel dolore lo vive ancora o lo ha vissuto. E semplicemente volendo trovare il modo di fare pace con il proprio passato.

4 – Quale è stata la cosa più impegnativa? E quella più semplice?
La cosa più impegnativa per me è stata riuscire a conciliare la parte artistica dello spettacolo vero e proprio con la parte emozionale. Riuscire ad avere il giusto distacco non è stato semplice, soprattutto in alcuni passaggi. La cosa più semplice è stata unirci come gruppo. Sentirci parte della stessa squadra da subito.

5 – Ho visto il tuo spettacolo precedente, dove erano in scena anche uomini. Questa volta il cast è tutto al femminile. Perché?
Lo spettacolo dello scorso anno era completamente diverso. Metteva in evidenza come l’uomo riesce a ferire una donna in diversi modi.  Questo è uno spettacolo di donne per le donne, è un viaggio tra le emozioni e i sentimenti di ogni donna… anche se… non voglio dirti altro per ora in proposito.

6 – Ho visto la prima e ho trovato Io No! Molto commuovente. So che siete in tour, come sta andando nelle date successive?
Fino ad oggi abbiamo fatto solo un’altra tappa che ha confermato il successo della prima. Questo tour è stato pensato come un vero e proprio viaggio durante il quale ci si confronta, si cresce, si cambia, per questo motivo lo spettacolo nel tempo subirà delle variazioni. Alla fine del tour faremo  ritorno da dove siamo partiti, a Ravenna, e lo spettacolo pur restando strutturalmente identico avrà un altro aspetto da sottolineare.

7 – La violenza sulle donne è un tema di scottante attualità: hai avuto il supporto delle istituzioni?
Per ora credo sia presto fare un bilancio, il tour è appena partito e noi ci stiamo facendo conoscere con i mezzi che abbiamo a disposizione. Devo comunque sottolineare la presenza dell’Assessora delle Pari opportunità e Politiche di Genere di Faenza, Claudia Gatta, che ha assistito allo spettacolo il 21 Gennaio a Faenza.

COVER_PATTI 8 – Io NO! È un titolo molto forte. Il No significa negatività, ostruzione. Solo vedendo lo spettacolo si coglie la valenza positiva di questa parola. Perché hai pensato a questo titolo?
Imparare a dire “NO” per tante donne credo sia una delle cose più difficili ma è quella parola che spesso può renderci libere. “IO NO” significa scegliere di dire basta a chi decide per noi, a chi ci tratta come un oggetto di proprietà, a chi calpesta la dignità. E’ sapere di potercela fare. Sono quelle due parole che ci permettono di scegliere. “IO NO” possiamo dirlo subito, oppure in seguito, possiamo dirlo quando siamo pronte. Dobbiamo dirlo per non continuare a morire.

9 – Una domanda più leggera: preferisci il tuo ruolo di sceneggiatrice, coreografa o regista?
La presenti come una domanda leggera ma non lo è! Io nasco come insegnante e coreografa, in questo spettacolo mi sono ritrovata anche sceneggiatrice e regista quasi di conseguenza. Devo dire comunque che tutte le Donne del cast hanno avuto, e hanno, un ruolo fondamentale. I loro consigli, il loro aiuto per me è stato fondamentale. Nel complesso è stata un’esperienza completamente nuova. Una vera e propria sfida! Esattamente come la vita!

Patti210 – Nello spettacolo si è impegnata nel ballo anche tua figlia. Che effetto fa vederla esprimersi su passi pensati da te?
Vedere mia figlia ballare le mie coreografie mi emoziona tantissimo, anche perché ritrovo in lei la mia stessa passione per la danza. E’ un qualcosa che ci unisce oltre il legame madre-figlia rendendolo straordinariamente unico!

11 – Ultima domanda. Intanto grazie del tempo che hai messo a disposizione. E ti chiediamo di darci 3 motivi per vedere Io NO!
Perché fa bene al cuore, perché fa sperare e… Perché NO?!? Grazie a te dell’attenzione che hai dedicato e spero di rivederti in una delle prossime tappe, a Cotignola il 25 febbraio e il 31 marzo a Massa Lombarda.

 

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Antonio

    Un’intervista molto interessante. Sarebbe utile riportare, strada facendo, le date successive.
    Grazie Marinda, da estendere alla regista e a tutte le donne che prendono parte alla rappresentazione

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