Il rovescio della medaglia

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Da sempre affascinata da quello straordinario strumento che abbiamo a disposizione per dare significati a ciò che incontriamo sulla nostra strada, ho studiato a lungo il pensiero.

L’ho fatto non sui libri, ma empiricamente, osservando e cercando di intravedere e decodificare tra le mille sfaccettature e gli infiniti intrecci possibili la capacità che le persone hanno nell’esprimere ciò che sentono, nel comunicare, nel parlare, nell’accogliere dentro di sé gli eventi della vita, nel metabolizzarli e trasformarli, rendendoli fruibili per rappresentare il loro vissuto, per esporre le loro idee, per interpretare la realtà, per spiegarsi, per dare un’immagine di sé al mondo, per farsi simbolo e allo stesso tempo dare concretezza al proprio essere qui ed ora.

Ma il pensiero non è libero. Mille variabili intervengono sulla sua nascita, sul suo trasformarsi in idea, proposito, sentimento, emozione.ci vuole un ombrello rosso ...

Vediamo qualcosa e tac! germoglia un pensiero. E nel suo divenire forza, energia, ombra o luce, esso si nutre del nostro passato. Raccoglie brandelli di vita, di esperienza e di conoscenza sedimentata nel tempo nel fondo della nostra anima, del nostro cuore, del nostro cervello. E così costruisce il nostro presente.

Non possiamo dimenticare né sottovalutare che tutto ciò che ci succede resta dentro di noi per sempre. Inscritto nella nostra memoria storica. Uno stampo indelebile, una scarificazione che ci accompagnerà fino alla fine dei nostri giorni.

Non possiamo sfuggire a questa inquietante realtà … perchè, lo so che molti vorrebbero … ma possiamo mettercela tutta impegnandoci, d’ora in poi, a produrre emozioni, esperienze e conoscenze che abbiano il segno “+” invece che il segno “-”. Possiamo incominciare a fare delle scelte consapevoli invece che lasciarci travolgere dagli eventi. E così costruire il nostro futuro.

Possiamo. Chi ha detto di no?

Non ci riusciremo subito, non ci riusciremo sempre ma la consapevolezza potrà accompagnarci e rendere questo compito meno arduo. E poi da cosa nasce cosa, si cresce, si cambia, si scoprono nuove possibilità e il rinforzo positivo non potrà che renderci più attenti, più lucidi e più coraggiosi.

Il proverbio dice “ogni medaglia ha il suo rovescio”.

E’ così. Anche se non vogliamo crederci, non vogliamo vederlo e, a volte, questa, può sembrarci addirittura una provocazione.rovescio 2

Vediamo e sentiamo solo ciò che ci colpisce, ciò che ci fa male. O bene. E trascuriamo l’enorme mole di conseguenze che ruota intorno ad ogni accadimento e che spesso non si manifesta nell’immediato perché l’energia ha i suoi tempi. Come ogni cosa su questa terra. Ma se ci crediamo, possiamo trovare quel lato che non vediamo. Dobbiamo impegnarci. Nulla ci viene regalato e ognuno ha ciò che produce.

Dovremmo imparare ad essere meno emotivi, più aperti, meno arrabbiati, più disponibili.

Facciamo un bel respiro prima di reagire. Concediamoci del tempo. Curiamo e nutriamo il nostro “dentro” con pensieri, scelte, parole e comportamenti che producano resilienza. Osserviamo, prendiamo spunto da chi ce l’ha fatta e mettiamoci al lavoro! Ogni cosa si ottiene con l’allenamento. Lo sanno gli sportivi ma anche tutti coloro che hanno raggiunto traguardi importanti.

E’ una bella sfida ma ne vale veramente la pena!

Buon lavoro!

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