Corruptio

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Appartenere ad un Paese è molto più che esserci nato. È mischiarsi ad esso, ai suoi odori, ai suoi cibi, ai suoi colori, ai suoi dialetti. Appartenere vuol dire tenere una relazione più o meno stringente, spesso inevitabile. Vuol dire appartenere anche agli errori, anche ai mali.

Il male assoluto con cui conviviamo ogni singolo giorno è la corruzione.

Dal latino “corruptio”, alcuni fanno risalire il significato di questa parola all’unione dei termini cor e raptus, tradotto letteralmente “cuore infranto, rotto”. Una crepa nella moralità e nell’integrità.

Il tutto si rifà alla degenerazione dell’etica pubblica e al conseguente assottigliamento del legame di fiducia tra rappresentanti e rappresentati (in ambito politico e istituzionale).

Il circolo vizioso coinvolge l’amministrazione, la politica, l’economia. Il prezzo? Altissimo. Le conseguenze? Varie. Le cure? Al momento scarse. Non ci si indigna quasi più, la corruzione diviene parte delle attività. L’illecito diviene strutturale, con precise regole codificate, e coinvolge qualsiasi settore.

La corruzione è un reato. Un reato contro l’umanità. Un reato contro il futuro. Ma non solo… La corruzione è un modello mentale, un difetto culturale.

Un difetto che per essere eliminato o quanto meno smussato richiederebbe un cambiamento dell’intera società. Al fine di eliminare quei meccanismi che hanno elevato la corruzione da singolo episodio a “Il Sistema”.

La corruzione mangia pezzi di democrazia. Consuma la fiducia nelle istituzioni. Logora il pensiero che siano sufficienti le proprie energie e capacità per realizzarsi. Mozza i sogni, acutizza la rabbia. Devia le energie, le risorse. Limita o blocca lo sviluppo economico e sociale.

Il costo di avere un ampio sistema di corruzione è sia economico che sociale.

Lasciando da parte il ruolo della magistratura, finalizzato ad individuare e colpire il reato, e di conseguenza ad individuare il costo economico dei vari casi, perché qualcosa si smuova in tutti noi occorre concentrarsi sull’aspetto sociale ed etico.

In particolare occorre ricordare che il danno di un atto corruttivo è un danno che si ripercuote su tutti noi, i soldi sprecati sono i soldi di ogni individuo: dello stagista a trent’anni, del cinquantenne in cassa integrazione, del manager, dello studente, del pensionato e così via.

Si tratta di un processo educativo, che deve partire dal basso. Quello che pensa l’individuo, il cittadino è la base per una buona società. Cittadini migliori fanno una società migliore. Contrastare la corruzione è il modo di tutelare se stessi.

Per attivare questo processo educativo, bisognerebbe spiegare gli effetti sulla sfera individuale dei fenomeni corruttivi, in modo che sia chiaro a tutti che l’esito è un abbassamento della qualità del servizio finale e ripercussioni sul prezzo dello stesso. Ognuno di noi subisce un danno.

La battaglia deve essere fatta non in nome di un principio ma in nome dell’utile individuale.

vignetta-corruzioneInoltre non sempre la corruzione prevede un reato, spesso la ricompensa non è sotto forma di moneta ma sotto forma di potere. È il potere che mette alla prova anche l’incorruttibile. Il potere di prendere delle decisioni, importati, influenti,vale più di ogni altra cosa.

Occorre rendere marginali gli episodi, renderli dei casi isolati, che restano comunque un male, ma non sono in grado di danneggiare il vivere sociale.

La corruzione è un male non lontano da noi, come la mafia. Occorre rafforzare il concetto che essa è un danno per tutti. Va indebolito il senso di assuefazione verso certi avvenimenti, qualsiasi sia la dimensione della loro portata.

Bisogna cominciare dalle scuole, cominciare dai giovani, i più colpiti. È colpito il loro futuro.

Non possiamo aspettare che l’esempio arrivi dall’alto, al contrario dobbiamo renderci delle sentinelle, sempre pronte a combattere, proprio noi, persone comuni, genitori, fratelli, sorelle, colleghi, insegnanti. Tutti coinvolti nella tutela della legalità. Perché se è vero che chi guida il Paese ha enormi responsabilità, il Paese siamo noi. Certi comportamenti sono diffusi a livello popolare.

A volte, sento che siamo soli. Spesso. Generalizzando. Siamo soli con una parte delle istituzioni. Solo una parte, purtroppo, e questo rende tutto più difficile.

I figli del nostro Paese vanno via. Qualcuno è stanco. Altri non vogliono perdere tempo, perché a volte la sensazione è quella. Combattere una guerra già persa. Eppure noi possiamo fare qualcosa. Possiamo emarginare i mali. Dobbiamo farlo, altrimenti non resterà nulla, solo un vuoto senza morale, cassetti chiusi pieni di sogni non realizzati, talenti soffocati e quel sopravvivere che odora di fallimento.

“Il vero tradimento è seguire il mondo come va e occupare lo spirito a giustificare questo.”
Jean Guéhenno

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Chi lo ha scritto

Makita Di Fabio

In poche righe … mi chiamano tutti Maki (anche se il nome mi piace per esteso), milanese d’adozione con una laurea in Economia Politica in Bocconi. Amo le parole ovunque esse siano scritte. La danza classica è stata parte della mia vita e mi piace pensare che lo sarà per sempre. Ho un' idea personale su tutto, adoro preparare antipasti, vivrei sulle punte. Tanti sogni ancora da realizzare. Chissà che prima o poi qualcuno si realizzi.

5 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Antonio

    Invero la cura è sempre la stessa: l’educazione a partire dalla nascita. Tuttavia, nonostante le legittime argomentazione, tale dritta non è gradita dal potere e quasi sconosciuta dalla stragrande maggioranza dei cittadini (spesso deprivata anche di altre instradazioni, per meglio manipolarla), con l’esito che la sua mancata condivisione contribuisce al perpetuarsi di quel sistema di cui parli. A rimarcare tutto ciò, vi è un ulteriore aggravio: a parlare di educazione siamo in pochi e spesso inascoltati.
    In ogni caso, continuiamo a crederci.
    Grazie, Makita, per il tuo impegno civile.

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    • Makita

      Esattamente, a volte siamo così immersi nel Sistema che faccio fatica a riconoscerlo.
      Da quando sono mamma mi interrogo sempre più su cosa posso fare e dire per contribuire nel mio piccolo a “ripulire” questa realtà.
      E’ difficile ma non impossibile.
      Grazie per le tue parole.

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  2. Fabrizio

    Come sempre precisa nell’analisi. Tema argomentato con acutezza e chiarezza.
    Brava complimenti

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  3. Costanza

    Grazie Makita per questo bellissimo articolo. Vorrei credere che sia possibile rivoluzionare il nostro tempo, arrestare un cammino di marciume e prendere altre strade. A volte è estremamente difficile, ma devo e voglio crederci,o almeno devo e voglio evitare di seguire questo mondo come va…

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