“C’era una volta Studio Uno”. La miniserie che racconta i primi anni della Rai e i primi anni di vita della televisione

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1956. La Rai apre i battenti. Una realtà nuova, agli esordi nel mondo della televisione. I ritmi, la preparazione dietro le quinte di uno spettacolo e i personaggi di un’epoca che restano scalfiti nell’archivio storico del mondo televisivo. Un universo tutto da scoprire dietro le telecamere che spesso nascondevano segreti, gelosie, astuzie e rivalità dei suoi protagonisti. Albori che hanno lasciato un segno e che ora saranno raccontati con la miniserie di Rai Uno “C’era una volta Studio Uno”, in onda il 13 e 14 febbraio in prima serata. Una fiction con un focus sulla nascita del programma più famoso degli Anni Sessanta. Dal 1961, anno in cui viene ambientata la vicenda, lo show televisivo, in onda fino al 1966, era presentato da Mina. Da qui si dipana una storia che legherà i destini di tre giovani donne. La scelta di questo soggetto per raccontare lo spettacolo e il suo cosmo vorticoso. Quel mondo dove gli spettatori potevano solo vedere in tv il segmento finale. Dietro le quinte esisteva, come ancora oggi succede, un mondo parallelo, agli occhi del pubblico completamente “trasparente”. Ma vivo, con un cuore pulsante.

La nuova fiction targata Rai, prodotta dalla Lux Vide di Luca e Matilde Bernabei, per la regia di Riccardo Donna, con il sostegno di Regione Piemonte e Film Commission Torino Piemonte, vede al centro della scena Studio Uno. Intorno al programma televisivo si muovono le protagoniste, tutte e tre con l’idea di poter entrare a far parte della Rai. All’epoca viale Mazzini aveva un solo e unico canale televisivo. Le due puntate (100 minuti per serata) sveleranno le dinamiche e i retroscena curiosi, di questo importante show nazionale, di grande successo. La fiction, che a tratti proporrà anche immagini di repertorio, custodite dalle teche Rai, racconterà scena dopo scena, grazie alle storie sentimentali e professionali dei personaggi principali, la nascita del varietà.

received_10212317773570577Troveremo Giulia (Alessandra Mastronardi), Rita (Diana Del Bufalo) ed Elena (Giusy Buscemi, che tornerà presto con la seconda serie di Rai Uno “Il paradiso delle signore” che la lanciò nel 2016), da poco assunte a lavorare in Rai dopo aver superato un concorso. Rispettivamente nel servizio opinioni, sartoria e corpo di ballo. Saranno proiettate nel mondo del varietà, tra musica, spettacolo, balli e comicità, con le loro debolezze e i sogni da realizzare, catapultate in un nuovo scenario. Tra gli altri personaggi, Bocci, il funzionario Rai, interpretato da Giampaolo Morelli, Edoardo Pesce, nei panni di Antonello Falqui e Andrea Bosca, nel ruolo del giovane Stefano. L’attrice Giorgia Cardaci sarà Mina Mazzini, mentre le gemelle Alice ed Ellen Kessler saranno Lada Poznyakova e Linda Stroncerova. Sullo sfondo la società dell’epoca con il suo boom economico, che vide la grande novità dell’affermazione della televisione in Italia. Il set e le riprese sono state realizzate a Torino, ricreando l’atmosfera degli Anni ’60 con i suoi stereotipi del periodo. Guardando la miniserie “C’era una volta Studio Uno” si andrà a ripercorrere quel tempo ormai lontano. Un modo per riflettere su come era l’Italia, attraverso l’unico canale televisivo nazionale. “Studio Uno”: la trasmissione per sondare e comprendere quel tempo che fu. Oltre 50 anni fa con lo sguardo all’interno di una lente di ingrandimento per sottolineare gli stili di vita dell’epoca. Le speranze di giovani sconosciuti, un trampolino di lancio per Mina, Don Lurio, le sorelle Kessler, sotto i riflettori della tv e le speranze per il futuro, tra paillettes e coreografie nella scatola di “Studio Uno”. Fuori il mondo reale che stava cambiando. Le canzoni più gettonate del periodo “Le mille bolle blu” di Mina e “Ventiquattromila baci” di Adriano Celentano. Gli italiani si commuovono, sognano e si fanno coinvolgere dai ritmi travolgenti della trasmissione cult della Rai.

received_10212317749529976Il regista Riccardo Donna confessa: “Ho passato intere giornate nella Cineteca della Rai riguardando con curiosità e meraviglia tanto materiale di repertorio. Ci sono cose che invecchiano, che risultano e altre che hanno la capacità di restare attuali, moderne”. Tra le curiosità: il promo della fiction “C’era una volta Studio Uno” vede la versione cantata da Nek di “Se telefonando” di Mina. L’obiettivo di questa scelta secondo Luca Bernabei: “Per incuriosire anche i ragazzi con una musica di oggi”. La direttrice di Rai Fiction, Eleonora Andreatta, in conferenza stampa a Roma per la presentazione ufficiale della miniserie ha spiegato: “La Rai sta facendo un percorso per raccontare la storia d’Italia. Lo abbiamo già fatto con Olivetti e Luisa Spagnoli. In questo caso il cuore della fiction è il racconto della televisione che in modo prepotente entra nelle case di tutti gli italiani”. Le riprese delle due puntate del 13 e 14 febbraio sono state girate a Torino. I dati raccolti da Film Commission Torino Piemonte confermano quanto su questo territorio si continui a puntare. Un percorso partito qualche anno fa che prosegue con l’attrazione di numerosi set cinematografici italiani e internazionali, che scelgono sempre di più la Mole e il territorio piemontese per fiction, film e spot pubblicitari. Nel 2016 il cinema è stato di casa in Piemonte, con 125 produzioni e 15,6 milioni di ricadute economiche.

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