La stagione che verrà

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Giunge Gennaio anche nel 2017. A dispetto di ogni aspettativa, nonostante l’anno appena trascorso sia stato utilizzato da molti musicisti per passare a miglior vita, siamo di nuovo in quel periodo in cui l’ansia si aggrega al quotidiano con lo scopo di organizzare la partecipazione a qualche concerto estivo. Le condizioni per cui questo potrà, o non potrà, avvenire rimangono strettamente legate a imprescindibili situazioni. Nell’ordine: l’acquisto di un biglietto per il concerto, l’acquisto di un biglietto per il concerto che sia entro tre chilometri dal palco; trovare un posto letto, trovare un posto letto in un edificio che sia entro gli ottanta chilometri dall’evento; l’utilizzo di una macchina, l’utilizzo di una macchina non a benzina e possibilmente euro 4 (meglio se superiore), o in alternativa la prenotazione di un treno. Questa è la base, lo starter pack per assistere a uno spettacolo pop/rock/metal.

Quindi si affronta la parte economica nel dettaglio. Biglietti il cui prezzo parte da un minimo di trentacinque euro superando anche le millecinquecento euro a seconda dell’artista, della piattaforma dove è stato acquistato, dello stato confusionale al momento dell’acquisto, o del bisogno di fare colpo sul proprio partner. C’è il costo per dormire che, nel momento esatto in cui viene ufficializzato un evento nelle vicinanze, si scopre improvvisamente oggetto di moltiplicazioni ad lorem ipsum. C’è il costo del trasporto tra carburante, casello autostradale, cose inquietanti comprate all’autogrill, e multe (arriveranno, siatene certi). Ci sarebbe anche la possibilità di prendere il treno, ma la preparazione atletica necessaria per far fronte agli spostamenti pedonali richiede un allenamento molto simile a quello per affrontare il cammino di Santiago. Non alla portata di tutti. Per quanto sia dura, con l’età arriva il momento in cui diventa indispensabile accettare i propri limiti.

In sintesi, partecipare ad un concerto altro non è che un notevole sforzo per circa un’ora o due di musica, spesso in piedi, vicino a detestabili persone stonate che cantano parole sconnesse alzando il proprio cellulare proprio nel punto in cui avreste potuto vedere qualche metro quadrato di palco. Ne vale la pena? Ne vale sempre la pena. Di nuovo proiettati tra volti, t-shirt, personaggi che si imparano a conoscere, siete parte di un popolo che soffre per partecipare a un momento corale. E che nemmeno sempre ha il suo lieto fine. Potreste trovarvi con una acustica improbabile, nella giornata storta di un musicista, trovarvi improvvisamente con troppo alcol in corpo, oppure essere sorpresi da un uragano che spazza via il palco per dispetto. Sono imprevisti… Dopo mesi di organizzazione, gestione, coordinamento che nemmeno Winston Churcill, capitano imprevisti capaci di mettere a dura prova il vostro spirito pacifista e non-violento. Ne vale la pena? Ne vale comunque la pena.

Questo è l’anno dei Guns N’ Roses, dell’ultimo tour per Aerosmith e Deep Purple, ci saranno Kiss, Jamiroquai, Radiohead, Red Hot Chili Peppers, U2, Green Day, System Of A Down, Prophets of Rage, Kasabian, Brian Adams, Gogol Bordello, Dave Matthews & Tim Reynolds, Depeche Mode, Elton John, Five Finger Death Punch, Placebo, God Is An Astronaut, Linkin Park, Patti Smith, Robbie Williams, e sono certo si aggiungerà ancora qualche altro nome di spessore.

A questo punto è bene ricordare alcuni importanti suggerimenti per rendere più piacevole l’esperienza. La compagnia. Un buon modo per vivere al meglio l’esperienza è scegliere la giusta compagnia. L’ideale sarebbe andare soli, approcciare sconosciuti e intrufolarsi per arrivare alla transenna sotto il palco, sperando di afferrare qualche memorabilia lanciata dal palco.  Modo più selvaggio e gratificante non c’è. Ci vuole però così tanta determinazione che, chi si trova in questi contesti, è probabilmente in una fase rivoluzionaria della propria vita. Molto spesso, invece, ci si organizza con gli amici. Occhio, però, a scegliere con oculatezza. Le persone giuste sono quelle che conoscono a memoria le canzoni, offrono da bere, e non hanno problemi nel mischiare il proprio sudore con chi capita a tiro. Soprattutto portate con voi amici grossi, grossi del tipo enormi, che possano aprire un varco e raggiungere le transenne sotto il palco (e la relativa possibilità di tornare a casa con un ricordo dello spettacolo; vedi sopra). Non fatevi mai mancare un amico gigante, perciò. L’opzione meno consigliata, eppure molto frequente, è andare con il partner. Se volete tornare a casa pensando di aver speso al meglio i vostri soldi, trovate la persona che come voi è disposta a mettersi in gioco pur di vivere al meglio l’esperienza. Osare, in questo caso, è la parola chiave. Diffidate di chi vi asseconda: non è amore, è controllo. Non commettete l’errore di confondere condivisione e condanna. Se non avete accanto qualcuno come voi, fate il possibile per non farvi incastrare. Rischiereste semplicemente di rovinare il rapporto per un capriccio altrui. Se invece foste tanto fortunati da poter spartire l’adrenalina di un concerto con la persona che vi sopporta quotidianamente, consideratelo un dono divino. Oltre al concerto vivrete anche molti altri indimenticabili extra.

I viveri e la sopravvivenza. Tutto il denaro che avete in tasca serve per la birra. Considerando il prezzo medio, comunque non è che potrete aspettarvi di bere chissà quanto. Lasciatevi qualcosa da parte per comprare la t-shirt del concerto, che non va presa né all’inizio né al termine del concerto, a meno che non vogliate restare in fila in eterno. Andare in bagno, acquistare la maglietta, fare rifornimento di birra e gli approcci sessuali vanno programmati durante le canzoni che vi piacciono meno. Attenzione perché non avrete molti altri momenti, se non questi. Prima e dopo l’entrata della band sarà solo caos e disagio esistenziale. Per quanto riguarda l’acqua, portatela da casa. Sicuramente vi verrà tolto il tappo all’ingresso, ma… morto un tappo se ne fa un altro. Per quanto riguarda il cibo, portate da casa pure quello. A quello non tolgono il tappo, almeno per ora. Se siete in trasferta, come è probabile, prima di entrare in zona evento, cercate un supermercato e fatevi preparare un paio di panini. Vi serviranno, soprattutto al termine del concerto. Niente forchette, coltelli, spade, girarrosti, armi di distruzioni di massa, non le faranno passare.

Dell’andarsene durante il bis. Non fatelo. È vero che rimarrete incastrati in lunghe file di esseri umani devastati, ma non potete abbandonare durante il bis quando vengono eseguiti i brani più conosciuti. Diamine lo avete pagato caro quel biglietto, godetene fino in fondo. E il lancio di plettri e bacchette, lo lasciamo agli sconosciuti? No, ragazzi. Non fatevi vedere mentre uscite prima del tempo, il disonore vi perseguiterà anche sul divano di casa.

Detto ciò, per quel che mi riguarda, cercherò di partecipare a quanti più concerti il destino vorrà concedermi. Come un innamorato a cui viene chiesto di descrivere l’oggetto del proprio amore, come un invasato a cui viene data libertà di espressione, racconterò le mie esperienze proprio da questo sito. Siamo solo all’inizio del 2017.  

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?