Deliri di uno psicopatico #7: Quando sarò morto sputatemi addosso!

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Ciao a tutti! Sono un allegro squilibrato che ogni 10 o 25 del mese prova a togliersi la vita. Prima di farlo annoto su un foglio i miei pensieri, ripromettendomi che se esce un buon articolo rimando il suicidio alle due settimane successive. Se dovrò restare vivo tanto vale rompere le scatole, no?? Questo è lo scritto di ieri.

Charlie Hebdo è tornato con nuove vignette sui morti italiani e come ogni volta non vi siete risparmiati di farvi venire il ciclo a comando. Gli scorsi giorni ogni articolo che menzionava la questione è rimasto intasato da commenti a sproposito del tipo: “è volgare!”, “è irrispettosa!”, “è pessima e di cattivo gusto!”

La vignetta del giornale satirico "Charlie Hebdo" sulla tragedia dell'hotel Rigopiano

La vignetta del giornale satirico “Charlie Hebdo” sulla tragedia dell’hotel Rigopiano

Bravi! Avete appena riassunto in 4 punti tutto ciò che deve essere la satira: volgare, irrispettosa, pessima e di cattivo gusto! Capisco che siete abituati alle battute di Crozza che accarezzava i politici da dentro uno schermo con battute rassicuranti chiedendo scusa appena avvertiva il rischio di potenziali querele o della Littizzetto che propone battute da bar condendole con qualche parolaccia per sembrare irriverente ma evitando accuratamente di toccare nervi scoperti e capisco che siete talmente abituati a una comicità che vi stende il tappeto rosso da cadere totalmente nel panico non appena una vignetta vi attacca frontalmente. Ma la satira non deve essere accomodante, né simpatica, né confortante né rispettosa. La satira non è questo.

La satira è un punto di vista che mette in discussione tutto ciò in cui il pubblico crede demolendo tabù, stereotipi e luoghi comuni e puntando a calpestare la morale comune a totale discapito del comune senso del pudore. La risata non è che la conseguenza del ragionamento che la satira ti porta a fare ed è quasi sempre una risata amara. Se una battuta sui vegani vi da fastidio probabilmente siete vegani. Se un monologo contro la religione vi offende probabilmente sarete credenti. Se una vignetta sulla morte vi da fastidio, non è che per caso avete qualche problema con la morte?!

Milioni di cantanti da vivi disprezzati come neanche le streghe ai tempi dell’inquisizione non appena passano a miglior vita diventano improvvisamente dei miti intoccabili nonché dei geni e delle leggende senza pari. Spendete più soldi per la celebrazione di un morto di quanti ne avreste spesi per la stessa persona da vivo! C’è gente che da viva ha commesso qualsiasi tipo di nefandezza, ma poi al funerale ci si dimentica di ricordarlo come se la cosa passasse in secondo piano. Perché dare tanta importanza a un cadavere?

Quando uno muore dovrebbero sdrammatizzare scrivendo battute o disegnandogli sulla pelle come si fa con chi ha un braccio ingessato. Dovrebbero trattare una lapide come un papiro di laurea: una caricatura, una poesia goliardica che prende il giro il defunto augurandogli di stare in un posto migliore! Avete presente le recensioni che trovate nelle riviste sotto la locandina di un film? “Un Capolavoro!” (Il corriere della sera) “Una commedia brillante per tutta la famiglia.” (Famiglia Cristiana) “Bastardi registi!” (Libero). Dovrebbero fare lo stesso. Le persone che l’hanno conosciuto gli tatuano sul corpo i commenti su com’era, buoni o cattivi che siano. Un morto deve essere trattato come un morto, non meglio di un vivo! Se trattate meglio un morto di un vivo grazie mille che poi uno si suicida, ma ci mancherebbe ancora!

dioIo non voglio starci a questo gioco perverso che avete nel disprezzare i vivi per poi fare l’amore coi morti, pertanto quando passerò a miglior vita mostrate tutto il vostro disprezzo senza paura e dite quello che pensate. Quanto può interessarmi avere una bara a cinque stelle se ho fatto una vita da pezzente fino al giorno prima? Se dovete fare un mutuo per un funerale, date i soldi direttamente a me che la bara me la commissiono da solo. So che siete costretti a far finta che v’importi qualcosa di un morto per non mostrare alla società quanto siete egoisti, cinici e infami, ma non c’è bisogno di aspettare che uno muoia per interessarsi a lui, no?

Scendete dal vostro piedistallo, smettetela di prendervi così sul serio e iniziate a trattare la morte per quello che è! Se la satira vi offende è perché voi decidete di offendervi. Avete delle convinzioni radicate dentro di voi che vi impediscono di prendere le distanze dalle cose in cui credete e vi impediscono di riderci. Volete davvero ferire un autore satirico nel profondo? Perfetto, allora smettetela di incazzarvi! Finché ne farete una questione di stato non farete altro che fornirgli altra benzina da buttare nel fuoco. Volete sconfiggere la satira? E allora state zitti!

L’editoriale finisce qui e l’appuntamento è fra qualche settimana sempre se rimango in vita. Per insulti, offese e minacce o per regalarmi una sedia e una corda commentate qui sotto.

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Cosa ne è stato scritto

  1. Ginetto

    Sei un cazzo di genio. Per favore rimanda abbastanza a lungo questo suicidio finchè scrivi sta roba e la scrivi così bene ;)
    Stammi male.

    Rispondi

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